Photography Con SỐNG, Ocean Vuong trasforma la memoria in immagine
Photographyexhibition

Con SỐNG, Ocean Vuong trasforma la memoria in immagine

-
Anna Frattini

Con SỐNG, lo scrittore Ocean Vuong sposta la propria scrittura fuori dalla pagina e la lascia sedimentare nelle immagini. La mostra, in programma dal 31 gennaio al 10 maggio 2026 presso Center for Photography at Woodstock, segna la prima presentazione pubblica del suo lavoro fotografico, rivelando un’estensione naturale e intima di una pratica narrativa già profondamente visiva.

Ocean Vuong
pedicures (2009)

Da anni Vuong utilizza la fotografia come spazio laterale di riflessione, spesso durante il processo di scrittura. Qui, però, l’immagine non è più appunto privato: diventa linguaggio autonomo, capace di trattenere il tempo con la stessa delicatezza della sua prosa. Le fotografie attraversano interni domestici, saloni di bellezza illuminati da neon rosa, corpi stanchi dopo turni di lavoro infiniti, paesaggi fluviali e momenti di quiete condivisa. È un’America osservata da vicino, restituita attraverso le trame della vita immigrata e della classe lavoratrice, senza retorica né distanza.

Ocean Vuong
Phuong and Mom (2009)

Nato a Ho Chi Minh City nel 1988 e cresciuto in Connecticut all’interno di una famiglia vietnamita americana, Vuong attinge a una memoria diasporica che attraversa generazioni e ferite storiche. In SỐNG, questa eredità si condensa in un nucleo centrale: una serie di immagini dedicate al fratello minore, realizzate negli anni successivi alla morte della madre. Sono fotografie che parlano di lutto e cura, di sopravvivenza quotidiana e di una tenerezza che resiste anche quando tutto sembra cedere. Il corpo diventa archivio, la casa un paesaggio emotivo, il gesto minimo un atto di resistenza.

Il titolo, che in vietnamita significa “vivere”, contiene già questa ambivalenza. Letto in inglese come song, richiama una tradizione poetica che va da William Blake fino alla contemporaneità, suggerendo un’idea di canto intimo, fragile, necessario. Le immagini non cercano di spiegare, ma di restare: si posano sulle cose così come sono, lasciando che siano le relazioni, gli sguardi e le assenze a costruire il senso.

Ocean Vuong
American brothers (2024)

Ad accompagnare la mostra, un libro d’artista in edizione limitata, co-pubblicato da CPW e 1080PRESS, intreccia testi e fotografie in un unico flusso, confermando come per Vuong la distinzione tra parola e immagine sia sempre più porosa. SỐNG non è una deviazione dalla letteratura, ma la sua naturale prosecuzione: un modo diverso di raccontare ciò che significa abitare un corpo, una famiglia, una storia. Vivere, appunto.

Ocean Vuong
Thuy’s altar (2020)


© Ocean Vuong

Photographyexhibition
Scritto da Anna Frattini

Editor's Picks

x
Ascolta su