Il 10 gennaio 2020 l’Oman ha pianto la morte del Sultano Qābūs Bin Sa‘īd Āl-Būsa‘īdī, monarca amatissimo e figura fondativa del Paese moderno. Con i suoi cinquant’anni di regno, un record assoluto nel mondo arabo, Qābūs ha incarnato l’idea stessa di rinascita – la «nahda» – trasformando il Sultanato in un luogo di crescita economica e infrastrutturale, sostenuto dalla ricchezza del petrolio. La sua scomparsa ha aperto un tempo di transizione, segnato dall’ascesa al trono del cugino Haitham Bin Tariq e dal programma Oman Vision 2040.

In questo fragile equilibrio tra memoria e futuro si inserisce il progetto fotografico di Valentin Joseph Valette, Ashes of the Arabian’s Pearl. Realizzato tra il 2020 e il 2023, il lavoro osserva da vicino il momento di passaggio: un’epoca di incertezza economica, ma anche di nuove possibilità, dove la necessità di diversificare oltre petrolio e gas diventa sempre più pressante.

La ricerca visiva di Valette costruisce un dialogo metaforico tra due universi: quello dei lavoratori migranti provenienti da India, Pakistan e Bangladesh – artigiani che con le loro mani danno forma ai sogni del Sultanato – e quello delle famiglie imprenditoriali omanite. Due prospettive che coesistono e si intrecciano, raccontando la complessità di una società sospesa tra tradizione e trasformazione.

Ad attraversare il progetto è anche un concetto proveniente dalla geografia urbana: il “tomason”. Un termine che identifica quelle architetture o oggetti che appaiono fuori posto, frammenti di un passato dimenticato o incompiuto. Nelle immagini, queste tracce diventano segni di memoria, reliquie del lungo regno di Qābūs, simboli di un tempo glorioso che continua a vivere nello spazio urbano e nella coscienza collettiva.


Ashes of the Arabian’s Pearl non è solo un reportage, ma un viaggio tra due temporalità: quella di un passato che resiste come nostalgia e quella di un presente che guarda avanti, tra promesse e contraddizioni.
Gli scatti di Valentin Joseph Valette sono in mostra al Fotografia Calabria Festival fino al 12 ottobre.
