O’Plérou Grebet, la cultura africana arriva sulle emoji

O’Plérou Grebet, la cultura africana arriva sulle emoji

Collater.al Contributors · 1 mese fa · Design

Esistono emoji che rappresentano ogni cosa: zombie, maghi, spose, palloncini fino agli avocado che tanto vanno di moda.
L’emoji mira a coprire la complessità dell’esperienza umana in un’unica e sintetica forma grafica.
Tra la miriade di emoji immediatamente disponibili a chiunque abbia uno smartphone, fino a poco tempo fa, ce n’erano pochissime che comprendevano l’identità dell’Africa occidentale. Di questo se n’è accorto O’Plérou Grebet, uno studente di graphic design di 21 anni della Costa d’Avorio. Secondo lui c’era qualcosa da fare per ovviare a questa mancanza di rappresentazione del suo popolo e della sua cultura.

Dopo aver svolto un periodo di ricerca, nel 2017 O’Plérou Grebet ha dato vita al suo progetto esplorando l’identità della sua terra attraverso una serie di opere digitali sperimentali. Ma questo non era abbastanza per promuovere tutto quello che sta dietro alla sua cultura. Pensando ai modi più semplici e diretti per celebrare l’Africa, mentre stava sfogliando le chat di WhatsApp, gli venne l’idea di creare delle vere proprie emoji.
Successivamente a questa intuizione, O’Plérou Grebet si impose di produrne una al giorno fino ad arrivare a creare una quantità impressionante di oltre 200 emoji.
Queste rappresentano oggetti, simboli, cibi, abiti e molto altro, e identificano la cultura africana.
Anche se sono state create come un modo per gli africani di “comunicare in maniera più accurata utilizzando la messaggistica istantanea”, le emoji sono state progettate anche per chi non è africano così da permettergli di scoprire una nuova cultura con un approccio moderno e innovativo.

Le emoji sono disponibili per il download su Google Play e App Store!

O’Plérou Grebet | Collateral1
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Testo di Anna Cardaci

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Seminole Hard Rock, il primo albergo a forma di chitarra

Seminole Hard Rock, il primo albergo a forma di chitarra

Collater.al Contributors · 1 mese fa · Design

Quante volte mentre viaggiamo ci fermiamo davanti all’Hard Rock Cafe e ci viene voglia di comprare una t-shirt che in qualche modo testimonia il nostro passaggio in quella città? E quanti di voi sanno che l’Hard Rock Cafe in realtà fa parte di un complesso più grosso, di una catena di alberghi di lusso?

Hard Rock ha appena inaugurato il suo ultimo hotel e resort: il Seminole Hard Rock Hollywood il quale si trova nel sud della Florida, a Hollywood, località omonima a quella californiana.
Questo progetto fa parte di un investimento da 2.2 miliardi di dollari per due nuovi “Hard Rock Hotels & Casinos”.
La particolarità di questo albergo è la sua forma ovvero quella della chitarra, simbolo e segno distintivo del brand. 
L’edificio è esternamente realizzato con lastre di vetro, una particolarità del suo design è la presenza di sei “tubi” illuminati che rappresentano le corde di un immaginario manico di chitarra. Questi sono realizzati tramite dei led che di sera si illuminano e sono programmati per cambiare colore e intensità seguendo il ritmo della musica durante gli spettacoli. Inoltre, i sei fasci di luce fissi e ad alta potenza si proiettano a 20.000 piedi nel cielo notturno.

Il Guitar Hotel si sviluppa su 450 metri di altezza e dispone di una piscina di 13,5 ettari sviluppata su diversi livelli, una laguna per gli sport acquatici e una sala concerti che può ospitare fino a 7.000 spettatori. Ci sono anche un lago artificiale adatto alle famiglie, un roof-bar all’ultimo piano dell’hotel che permette agli ospiti di potersi godere lo skyline e i tramonti della Florida, un’area lounge e 14 ristoranti, così come negozi, grandi spazi per convegni e un casinò con 3.000 slot machine e 228 tavoli da gioco.
Nel corpo dell’edificio-chitarra, che si staglia per 122 metri di altezza, sono ospitate le camere, mentre chi desidera il massimo del comfort e della privacy avrà a disposizione diverse ville di dimensioni diverse con servizio di maggiordomo personale e piscina privata. Le camere e le suite combinano superfici in pietra naturale con texture intrecciate. I bagni degli ospiti, che includono una vista aperta delle docce/vasche da bagno sulla camera da letto, sono realizzati con pietre naturali tramite una lavorazione personalizzata.
Ad accogliere gli ospiti, una vera chicca: il pianoforte dorato appartenuto a Elvis Presley.

All’inaugurazione che si è tenuta lo scorso 25 ottobre, hanno partecipato molti personaggi famosi, tra cui la band americana dei Maroon Five la quale si è esibita in un concerto riservato agli invitati e agli ospiti dell’albergo.

Nel caso foste nei dintorni, il resort è situato all’1 di Seminole Way, Hollywood, a 15 minuti dalle spiagge di Fort Lauderdale e a 30 minuti da Miami e dal suo aeroporto.

Hard Rock Hotel | Collateral1
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Testo di Anna Cardaci

Seminole Hard Rock, il primo albergo a forma di chitarra
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The SLATER, la casa arredata in stile Anni ’90

The SLATER, la casa arredata in stile Anni ’90

Collater.al Contributors · 4 settimane fa · Design

Negli ultimi anni si è sviluppato un senso nostalgico verso il passato che accomuna tutte le persone che hanno vissuto la loro adolescenza negli Anni ’80 e ’90. Forse perché siamo eterni malinconici o forse perché la cultura, il modo di vivere e le mode di quegli anni avevano un retrogusto migliore rispetto a quello di oggi.
Per questo motivo Airbnb ha deciso di aprire a Dallas, negli Stati Uniti, una casa a tema Anni Novanta che catapulta gli ospiti in uno scenario diverso, una sorta di teletrasporto nel passato.

La casa si chiama The SLATER e proviene dalle stesse persone che hanno realizzato il McFlyy, un appartamento arredato che segue il filone nostalgico ma, questa volta, degli anni ottanta.

L’appartamento The SLATER, oltre ad essere arredato seguendo il perfetto stile di quegli anni e possiede oggetti ad oggi quasi introvabili. È un po’ come tornare a casa dei propri genitori e dormire nella cameretta dove si è cresciuti.
Per l’appunto, all’interno si possono trovare cimeli originali e iconici, poster delle serie televisive più apprezzate e di culto come Friends.
Il punto focale è una fedele ricreazione del ristorante The Max della serie Saved By The Bell mentre, nell’angolo del soggiorno, non poteva mancare una grande statua di Marge e Maggie Simpson. Inoltre ci sono pellicole in VHS e videogiochi!

Chiaramente nessun dettaglio è lasciato al caso, dal colore pastello delle pareti tipico di quel periodo alla dispensa contenente i cereali Froot Loops della Kellogg’s.
Non possono mancare una console Nintendo 64, un lettore di cassette Talkboy, riviste musicali degli Anni ’90 e il televisore grazie al quale si può passare la notte guardando tutti i film con cui siamo cresciuti in quanto i televisori sono dotati di videoregistratori integrati con a disposizione una varietà di pellicole tra cui scegliere (sì, questo include i grandi classici Disney, Space Jam, Titanic etc).

Se siete di passaggio a Dallas e avete voglia di un super throw back to the past potete prenotare la casa sul sito di Airbnb. Nel caso, un consiglio: la richiesta per soggiornare in questa casa è molto alta quindi prenotate con largo anticipo!

The Slater | Collater.al
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Testo di Anna Cardaci

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Portico, il nuovo edificio progettato per City Life

Portico, il nuovo edificio progettato per City Life

Collater.al Contributors · 4 settimane fa · Design

A City Life, il moderno quartiere che si è sviluppato negli ultimi anni a Milano, verrà costruito “Portico“, il nuovo edificio progettato dallo studio di architetti Bjarke Ingles Group (BIG) con base nelle città più importanti del mondo tra cui Copenaghen, New York, Londra e Barcellona.
Il progetto è stato commissionato da Generali Real Estate e si svilupperà vicino alle già note tre torri di Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind ed è stato presentato nei giorni scorsi in una conferenza stampa davanti all’Amministratore Delegato di City Life e all’Amministratore Delegato di Generali Real Estate.

Il progetto è stato concepito come una nuova porta d’accesso alla città e sarà composto da due edifici collegati da una struttura formata da un tetto pensile lungo circa 140 metri. Portico misurerà circa 53.000 metri quadrati all’interno dei quali verrà adibito uno spazio privato, con uffici e due ampi cortili interni, e uno aperto al pubblico che secondo il progetto ospiterà anche un hotel con una infinity pool sul tetto.

Nonostante il bando prevedesse una quarta torre sul sito, la presenza delle tre già esistenti ha permesso allo studio di architettura di esplorare nuove soluzioni e costruzioni innovative, portando gli architetti a pensare alla realizzazione di una struttura che, piuttosto che competere con il contesto esistente, cercasse di completarlo.

Il progetto comprende una copertura in piastrelle in vetro fotovoltaico e, inoltre, i piani dell’edificio con soffitti alti 3 metri e una vetrata continua che ricopre tutta la facciata consentiranno di sfruttare al meglio la luce naturale e l’utilizzo di piastrelle di vetro fotovoltaico

Tradizionalmente, un portico viene utilizzato per risolvere molteplici sfide contestuali: si tratta di un’estensione di uno spazio interno, da vivere tutto l’anno. Con un tetto leggero e colonne sottili, la tettoia dell’edificio sfuma il confine tra pubblico e privato, interno ed esterno e crea un nuovo spazio disponibile a tutti ombreggiato e protetto.
Inoltre, sotto i tetti curvi, una serie di terrazze a cascata permetteranno di organizzare servizi polifunzionali e di collegare gli spazi di lavoro e di relax grazie al bar sul tetto con vista sulle Alpi e sul Monte Rosa.

I lavori inizieranno nel 2021 e si concluderanno nel 2023, l’anno in cui è prevista l’inaugurazione della struttura.

Bjarke Ingles Group | Collater.al 2
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Testo di Anna Cardaci

Portico, il nuovo edificio progettato per City Life
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Un mondo senza la luce del sole: le grafiche di Devansh Atray

Un mondo senza la luce del sole: le grafiche di Devansh Atray

Claudia Fuggetti · 3 settimane fa · Design

È un mondo dove non è mai giorno quello rappresentato dal graphic design Devansh Atray, le uniche luci che popolano il suo universo sono quelle al neon. Questo aspetto ci riconduce inevitabilmente a Blade Runner, in particolare alla palette di colori dell’ultimo capitolo Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve.

Le scene proposte da Devansh sono ispirate ad una realtà di tipo distopico, all’interno della quale la figura umana è ridotta a una mera presenza quasi evanescente: è sottintesa, ma non mostra mai esplicitamente il suo volto.

Il vero protagonista è il futuro, la natura si riprende il suo posto, come si intuisce dalle scritte “You are my destiny” e “The future is fucked”, che fa quasi il verso al NO FUTURE dei punk e lo trasforma in un destino certo.

E tu cosa ne pensi?

Dai un’occhiata alla nostra gallery e visita il profilo Instagram di Devansh Atray.

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