A Milano, il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea apre le sue porte a una collaborazione con Le Cannibale, dando vita a una serata che intreccia musica e fotografia in un dialogo tra arte, comunità e inclusione. L’occasione è la mostra RI-SCATTI. Il cielo è sempre più blu, un progetto nato da Ri-scatti ODV in collaborazione con Dynamo Camp, che attraverso la fotografia dà voce a chi vive la fragilità come punto di partenza, non come limite.

Le opere in mostra raccontano il mondo visto dagli occhi di nove adolescenti che convivono con malattie croniche, disturbi del neurosviluppo o disabilità. Ragazzi che, dietro l’obiettivo, hanno trovato un linguaggio capace di trasformare la vulnerabilità in gesto creativo. Le loro immagini non cercano la perfezione, ma la verità: raccontano l’inquietudine, la gioia, la forza di chi ogni giorno si reinventa.


Su questo terreno di libertà e sperimentazione si inserisce la collaborazione con Le Cannibale, che porta al PAC un format capace di dissolvere le barriere tra club culture e arte contemporanea. Per una notte, la musica elettronica diventa la colonna sonora di un museo che si muove, respira, si apre a nuove possibilità di incontro.

Protagonista del live è One Eat One, la prima band elettronica al mondo formata da persone con e senza disabilità. Nata come laboratorio di inclusione, la formazione è diventata un vero e proprio progetto artistico, radicale e necessario. Le loro performance sono un manifesto per una musica che non distingue, ma unisce; che trasforma la diversità in ritmo e il palco in uno spazio comune.


A seguire, il djset di Bunny Dakota, cofondatrice del collettivo Industria Indipendente, porta in scena il suo approccio ibrido e politico alla musica. Con Merende ha reinventato il dancefloor come luogo di scambio e affermazione, dove la club culture si intreccia con la ricerca queer e le arti performative. Le sue collaborazioni con Silvia Calderoni hanno ampliato questo universo, esplorando il corpo come linguaggio e l’identità come campo di possibilità.

Quella costruita da Le Cannibale e PAC è una serata che supera l’idea di evento per diventare un’esperienza collettiva: una riflessione su come l’arte, la musica e l’attivismo possano convivere, contaminarsi e generare nuove visioni. Tra immagini, suoni e corpi in movimento, la notte al PAC diventa un invito a immaginare un futuro più aperto, accessibile e condiviso.
