Art Il Berghain diventa un’opera immersiva
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Il Berghain diventa un’opera immersiva

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Anna Frattini

Negli spazi monumentali del Berghain,Pierre Huyghe presenta Liminals, una nuova commissione di LAS Art Foundation che segna la sua prima mostra personale in un’istituzione berlinese. L’opera si configura come un ambiente immersivo che combina film, suono, vibrazione e luce, trasformando lo spazio in un sistema percettivo instabile e in continua mutazione.

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Al centro dell’installazione, un film descritto dall’artista come un “mito moderno” segue l’emergere di una figura umanoide senza volto, sospesa in un mondo fuori dal tempo e dallo spazio. Un luogo in cui i confini tra interno ed esterno, tra materia viva e non viva, si dissolvono, lasciando spazio a una realtà fatta di possibilità simultanee e stati in continuo slittamento.

Liminals prende forma a partire da un dialogo tra arte, fisica quantistica e filosofia. Huyghe ha collaborato con il fisico Tommaso Calarco e il filosofo Tobias Rees, integrando nel processo creativo logiche e output di sistemi quantistici. Parte del suono, ad esempio, nasce da simulazioni realizzate su un computer quantistico, trasformando l’oscillazione della materia in esperienza sensoriale.

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Più che raccontare la scienza, l’opera mette in scena l’incertezza come condizione esistenziale e percettiva. Lo spettatore è chiamato a immergersi in uno spazio liminale, dove la realtà non è mai del tutto definita e l’atto stesso dell’osservare perde la sua centralità. Liminals è visitabile alla Halle am Berghain fino all’8 marzo 2026.

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ph. credits: © 2026 Pierre Huyghe. Photo: Andrea Rossetti e © VG Bild-Kunst, Bonn, 2026

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Scritto da Anna Frattini

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