In un mondo completamente votato e dedito al capitalismo, al mercato e alla compravendita, le fiere rappresentano un luogo sacro dove vengono presentati gli oggetti – ma non solo – che caratterizzeranno il domani. Nell’immenso mondo dell’industria fieristica, la Germania gioca un ruolo chiave e con oltre 170 fiere nazionali e 10 milioni di visitatori si è aggiudicata il ruolo di più importante sede fieristica al mondo. Sono questi luoghi di incontro e scambio che hanno affascinato il giovane fotografo Jakob Schnetz, portandolo a dedicare ad essi la serie “Place of Promise”.
Classe 1991, Jakob nasce in Germania e fin dalla giovane età mostra un interesse per la fotografia che lo ha impegnato fin da subito in progetti caratterizzati da uno spiccato taglio giornalistico. Attraverso i suoi lavori vuole presentare al suo pubblico una critica attenta e curata della società e dei suoi meccanismi, collegandosi a temi come la globalizzazione e l’economia. E quale miglior modo se non catturando il lato più vero delle fiere, che secondo lo stesso Jakob Schnetz rispecchiano la società globale e capitalistica, che si concentra sulla crescita, le prestazioni e i consumi. Per ogni gruppo di interesse c’è una fiera diversa: Armi, sesso, animali domestici, informatica, bestiame, industria, tappeti, tempo libero, turismo, bellezza e così via.
Nasce così Place of Promise, una collezione di immagini realizzate in oltre 40 fiere diverse che catturano i momenti di pause, i pranzi, le chiacchiere, le file, le attese; scenari standardizzati in cui tutti cercano di prevalere sugli altri semplicemente perché è ciò che il sistema impone.






