Art Le quattro scacchiere dei nostri sogni
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Le quattro scacchiere dei nostri sogni

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Collater.al Contributors

Il gioco degli scacchi ha quasi 1500 anni di storia e ancora oggi sembra avvolto da un allure di mistero e oscurità, in grado di renderlo un vero e proprio sport intellettuale fra i più affascinanti. Il pedone, la torre, l’alfiere, il cavallo, la regina e il re sono i pezzi che conosciamo tutti e che – posizionati sulla scacchiera – animano il gioco. Anche La regina degli scacchi (Queen’s Gambit nella versione originale), magistralmente interpretato da Anya Taylor-Joy, ha contribuito ad accogliere la percezione di questo gioco anche nella pop culture. Sono quattro, però, le scacchiere dei nostri sogni: da quella realizzata da Damien Hirst fino a quella dell’artista Taras Yoom passando per il Travelling Chess Set di Tracey Emin e il Modern Chess Set di Rachel Whiteread.


Partiamo dal mondo dell’arte con un’opera di Damien Hirst, Mental Escapology, che con i suoi trentadue pezzi da gioco si presenta anche con un tavolo di vetro e acciaio e due sedie da dentista in pelle bianca. Peccato sia stata venduta nel 2006 alla modica cifra di 408,000 sterline da Philipps.

Continuando a sognare c’è anche il Travelling Chess Set firmato da Tracey Emin e risalente al 2008. Sicuramente più spartano dell’opera di Hirst, questa scacchiera porta con sé una componente hand-made più familiare. La metafora del gioco degli scacchi, in questo caso, racconta di un corteggiamento in atto su un lenzuolo in miniatura (la scacchiera è in tessuto). Per finire, troviamo anche un messaggio d’amore nel fiocco che chiude la custodia dell’opera.

Anche il set ideato dalla scultrice Rachel Whiteread ha un posto speciale nei nostri cuori, mettendo in campo temi come l’ambiente domestico, la memoria, la nostralgia e perfino i gender role all’interno della famiglia. Composta da miniature di mobili ed elettrodomestici ispirati agli anni’50, questo gioco racconta di una battaglia dei sessi racchiusa in una scatola di circa 23,5 x 80,6 x 41 cm.

Per concludere, a metà fra arte e design, c’è la scacchiera ideata da Taras Yoom, Light Stage. Questa opera è stata realizzata utilizzando una combinazione di stampa 3D dettagliata da plastica fotopolimerica, stampaggio, scultura, colata di polimeri e dettagli meticolosi con vernice acrilica, ogni pezzo emana arte e raffinatezza. L’effetto finale è dovuto ai materiali utilizzati che spaziano dall’acrilico e i metalli alle plastiche, al silicone e al legno.

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