Rat Island, l’eco-resort firmato Jendretzki Design a New York

Rat Island, l’eco-resort firmato Jendretzki Design a New York

Claudia Fuggetti · 10 mesi fa · Design

Lo studio americano Jendretzki Design ha recentemente diffuso video ed immagini di Rat Island, progetto che prevede un eco-resort situato su un’isola privata al largo del distretto del Bronx, che fa parte delle 44 che compongono l’arcipelago di New York. Il nome insolito del progetto deriva da delle storie locali:

“L’isola è stata originariamente chiamata Rattle Island, in riferimento ai sonagli che la gente del posto usava per avvertire i marinai delle rocce”.

A soli trenta minuti da Central Park, Rat Island presenta la posizione ideale per la costruzione di un rifugio di lusso in cui isolarsi nella natura, senza allontanarsi troppo dalla metropoli. Bello, vero? Ma non è tutto!

Buona parte del resort è stato concepito per essere a strettissimo contatto con l’acqua, inoltre le grandi finestre poste ad ogni estremità delle cabine offrono una vista sull’entroterra.

“C’è un piccolo canale che penetra attraverso l’isola, scavato nella roccia circa 100 anni fa, che abbiamo inserito nel progetto in modo che canoe e piccole imbarcazioni possano arrivare direttamente sotto l’edificio principale durante l’alta marea”, ha detto lo studio.

Jendretzki Design ha anche affermato che l’isola sarà neutra dal punto di vista delle emissioni di carbonio, per questo motivo l’eco-resort verrà dotato di energia solare, eolica e di acqua piovana raccolta. A tal proposito le cabine saranno prefabbricate fuori sede e, successivamente, installate sull’isola.

Rat Island, l’eco-resort firmato Jendretzki Design a New York
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The Kugelschiff, un camper di design perfetto per viaggiare e lavorare

The Kugelschiff, un camper di design perfetto per viaggiare e lavorare

Giulia Guido · 10 mesi fa · Design

Bello, compatto, minimal e specchiato. È il The Kugelschiff, il camper progettato dallo studio californiano Edmonds + Lee Architects per un imprenditore della Silicon Valley. Il cliente, dopo aver trovato un Airstream Bambi II degli anni ’60 e averlo fatto arrivare dalla Germania, si è rivolto allo studio di architettura per trasformarlo in uno spazio adatto si per vivere sia per lavorare. L’impresa non era per niente facile, viste le ridotte dimensioni del mezzo. 

Attraverso una serie di piani e di sedute incastratili e modulabili, il team di architetti è riuscito a creare uno spazio unico nel suo genere. Caratteristica principale del The Kugelschiff sono le superfici riflettenti in alluminio, che all’interno sono state dipinte di bianco, aprendo visivamente lo spazio. 

È un rifugio, ma anche una casa e un ufficio, è un progetto che guarda al futuro dell’abitazione. 

The Kugelschiff | Collater.al
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The Kugelschiff, un camper di design perfetto per viaggiare e lavorare
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The Kugelschiff, un camper di design perfetto per viaggiare e lavorare
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Sala Ayutthaya, il boutique hotel nascosto nel cuore della Thailandia

Sala Ayutthaya, il boutique hotel nascosto nel cuore della Thailandia

Giulia Guido · 10 mesi fa · Design

Per secoli, prima del 1782, la capitale della Thailandia non era Bangkok, ma Ayutthaya, una piccola città che si trova a 90 minuti a nord dell’odierna capitale che sorge su un pezzo di terra compreso tra i fiumi Lopburi e Chao Phraya. È proprio sulle sponde di quest’ultimo che ha aperto Sala Ayutthaya, un boutique hotel che con semplicità e con un misurato uso delle forme e dei materiali diventa un rifugio tranquillo e silenzioso lontano dal caos della capitale. 

Uno degli elementi caratteristici del Sala Ayutthaya si può ammirare all’entrata, sto parlando della grande porta d’ingresso realizzata in ferro e che crea un contrasto di texture e colori con la facciata di mattoni a vista.

Un’altra porta di fondamentale importanza è quella che si apre all’interno dell’hotel, questa volta costruita in legno che dà direttamente sui cortili interni.

L’intera struttura intervalla parti in mattoni rossi e parti di puliti muri bianchi che si fondono in pareti dalle forme convesse che creano un gioco di luci e di ombre che cambia in base alla posizione del sole. Al Sala Ayutthaya ogni momento è diverso da quello venuto prima e da quello che verrà dopo.

Sala Ayutthaya | Collater.al
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Sala Ayutthaya, il boutique hotel nascosto nel cuore della Thailandia
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STUPID ART, il profilo Instagram che dà voce ai personaggi dei quadri

STUPID ART, il profilo Instagram che dà voce ai personaggi dei quadri

Giulia Guido · 10 mesi fa · Design

La nostra ricerca dei profili Instagram assolutamente da conoscere continua e l’account che abbiamo scoperto questa settimana non si allontana molto da quello della scorsa, Tits from the Past, dato che ci troviamo davanti, ancora una volta, dei quadri. Sto parlando di STUPID ART, un profilo che ci presenta una carrellata di dipinti, più o meno conosciuti, in cui ai personaggi viene donata una voce. 

Ma le parole, al posto di assecondare il soggetto, sono spesso irriverenti e fuori contesto, creando uno spiazzante contrasto tra immagine e testo. Ad esempio, nel famoso Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck marito e moglie hanno uno scambio di battute fuori dal loro tempo, avvicinandoli alla nostra mentalità. 

Scopri quelli che ci sono piaciuti maggiormente nella nostra gallery e tutti gli altri su Instagram

STUPID ART, il profilo Instagram che dà voce ai personaggi dei quadri
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Creators – I Parasite 2.0 e il loro ultimo lavoro, Temporary Lovers

Creators – I Parasite 2.0 e il loro ultimo lavoro, Temporary Lovers

Collater.al Contributors · 10 mesi fa · Design
parasite 2.0 temporary lovers | Collater.al

Per questo appuntamento abbiamo il piacere di presentarvi i Parasite 2.0. Classe 1989, Stefano Colombo, Eugenio Cosentino e Luca Marullo nel 2010, ancora studenti di architettura del Politecnico di Milano, fondano questo collettivo oggi destinato a diventare una delle realtà italiane più attive nel Paese e a livello internazionale (assolutamente da tenere d’occhio). I Parasite 2.0, oggi con base a Bruxelles e Milano, indagano lo stato dell’habitat umano attraverso un ibrido di architettura, design e arte. Tra le loro collaborazioni vantano molte importanti realtà – dai musei ai festival alle gallerie e tanto altro – come il Terraforma Festival (Milano), OGR Officine Grandi Riparazioni (Torino), domesti.city (New York), La Biennale di Venezia, MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI (Roma) e tantissime altre.

Temporary Lovers è il loro ultimo lavoro realizzato nella galleria ar/ge kunst di Bolzano. Questi tre ragazzi, da anni, portano avanti una ricerca che esplora il territorio tra ambiente selvaggio (wilderness) e habitat umano, producendo un campo semantico dove convergono l’Internet come ecosistema contemporaneo, i deserti biblici e il lascito della modernità.

Ispirandosi alle Zone Temporanee Autonome teorizzate da Hakim Bey, portano in mostra un lavoro ibrido tra l’installazione, lo stage-design e l’esperimento pedagogico, che ripensa i segni, i ritmi e gli strumenti di delle comunità temporanee nate dalle esperienze dei free party e della cultura Rave, del clubbing e dei grandi festival contemporanei che occupano e capitalizzano l’immaginario degli spazi desertici e remoti. Questa installazione è attivata da eventi pubblici e workshop con degli studenti di Bolzano per far si generi l’idea di comunità temporanea da loro studiata. L’idea è quella di modificare l’installazione stessa, trasformando l’ambiente della galleria e ripensando le relazioni tra soggetti e oggetti così come le gerarchie tra progetto e modi di abitare.

parasite 2.0 temporary lovers | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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