Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini

Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Photography

Rob Woodcox è un fotografo d’arte e di moda nato a Houston che ha realizzato una serie di immagini sfidando la forza di gravità. A metà strada tra una danza ed un’installazione fatta di corpi umani, che un po’ ci fa pensare al celebre video di Kylie Minogue “All the Lovers”, il progetto fotografico di Rob è un gioco fatto di armonie.

Il corpo è moltiplicato, curvato, manipolato digitalmente per ottenere il risultato sperato: annullare la forza di gravità, annullare le costrizioni e le regole della società, gli schemi e i preconcetti. Movimenti fluidi, sessualità fluida. Paradossalmente il corpo viene annullato per trasformarsi in qualcosa di più: uno strumento di libertà.
Voglia di libertà che ci ricorda molto Ryan McGinley, del quale trovi un approfondimento qui.

I suoi soggetti ritrovano la pace con l’ambiente circostante, con la natura, tornando un po’ primitivi anche quando sono collocati all’interno di un edificio. Se vuoi saperne di più puoi visitare la pagina Instagram di Rob qui.

Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al

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Martina Matencio, storie di fragilità e bellezza

Martina Matencio, storie di fragilità e bellezza

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Photography

Martina Matencio è una fotografa con base a Barcellona che si è fatta conoscere tramite il suo account Instagram di grande successo chiamato lalovenenoso, che conta più di 223K followers.

Sin dall’età di sedici anni, Martina si è interessata alle immagini diventando una fotografa molto popolare anche per via della sua passione per la moda che l’ha portata a creare la sua linea di abbigliamento Luna de Marte.

Nelle sue immagini i soggetti principali sono donne belle, eteree, fragili e sensuali che vengono ritratte sempre con una palette di toni prevalentemente neutri che esaltano l’illuminazione della luce naturale.

Un focus particolare è quello che l’artista pone sugli occhi delle protagoniste, spesso esaltati da fasci di luce che ne evidenziano i colori e l’espressività dei volti; queste donne un po’ malinconiche hanno fatto della loro debolezza il loro punto di forza.

Martina Matencio, storie di fragilità e bellezza | Collater.al

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Helene Havard immortala L’Avana uscita dalle favole

Helene Havard immortala L’Avana uscita dalle favole

Giulia Guido · 1 anno fa · Photography

Se esiste un posto in cui andare almeno una volta nella vita quello è L’Avana. La capitale cubana racchiude una storia fatta di scontri e conflitti, ma anche di incontri di culture e idee politiche. Una cosa è certa, però, tutto quello che questa città ha passato si riflette sulle case, sugli edifici e sulle strade. A un primo sguardo potrebbero sembrare solo decadenti e in rovina, ma con il tempo sono diventate una caratteristica peculiare di questa città, un emblema. Helene Havard è una giovane fotografa che forse non ha l’esperienza di molti altri, ma ha la fantasia e l’immaginazione per presentare un lavoro che va contro molte correnti di pensiero.

Infatti, i suoi scatti realizzati camminando per le vie di L’Avana sono state poi modificate in post produzione, facendo un forte uso di una tavolozza di colori vibranti e vivaci. Alcuni potrebbero pensare che l’editing di queste foto sia eccessivo, ma Helene ha scelto di percorrere questa strada per restituire al meglio l’aria e l’atmosfera che si vive per queste strade. 

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Helene Havard immortala L’Avana uscita dalle favole
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Surface Tension, impronte digitali nella mostra di Tabitha Soren

Surface Tension, impronte digitali nella mostra di Tabitha Soren

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Photography

Tabitha Soren è un’ex corrispondente di MTV e artista visiva che racconta i media e la società attraverso un approccio visuale innovativo. Surface Tension è il nome della sua mostra personale presso il Davis Museum al Wellesley College, in Massachusetts.

Si tratta di fotografie elaborate con un approccio mixed media che esplorano la potenza visiva delle impronte digitali e delle macchie lasciate sui telefoni cellulari. L’artista si è servita dei grandi formati per catturare schermi iPad con una luminosità a contrasto, per svelare i residui umani sul dispositivo tecnologico. Come Tabitha racconta:

“One of things about the work is that there is a painterly quality to the images, which is really surprising. The way these greasy fingerprint smears create a painterly effect is aesthetically beguiling. When you look, for example, at the Lake Tahoe wildfires, it’s highly color saturated”.

La sua indagine svela il rapporto, ormai indissolubile, tra uomo e tecnologia. Se i suoi artworks ti hanno incuriosito puoi visitare il suo sito web qui.

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Brooke DiDonato e i suoi nuovi ritratti senza volto

Brooke DiDonato e i suoi nuovi ritratti senza volto

Claudia Fuggetti · 12 mesi fa · Photography

Brooke DiDonato è una famosa fotografa di Brooklyn della quale avevamo precedentemente parlato qui, che si è fatta conoscere per il suo stile originale e personale. In questa nuova serie di lavori possiamo notare come il suo stile si sia evoluto nel tempo: se prima i corpi erano intravisti e allusivi, adesso sono surreali, sovvertiti e contorti, in modo da distorcere la percezione visiva dello spettatore.

Questa complessità delle forme, ovviamente rappresenta la complessità interiore, che trova spazio all’interno di scenari sia urbani, che naturalistici, dove l’uomo perde la sua identità per ritrovarla attraverso forme e sensazioni nuove.

Ancora una volta quest’artista è riuscita a conquistare e sorprendere il pubblico e probabilmente continuerà a farlo con la sua creatività. Puoi seguire Brooke sulla sua pagina Instagram che trovi qui.

Brooke DiDonato e i suoi nuovi ritratti senza volto | Collater.al
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