roBOt X Edition: The Collater.al Diary

Quando vivevo a Bologna nel 2015 partecipai all’edizione VIII del roBOt, che si teneva nella zona Fiera, all’interno di uno spazio enorme fighissimo, anche se un po’ dispersivo. La line-up era altrettanto interessante e fu una serata molto divertente, tanto che insieme ai miei compagni di “guerra” pensammo di ritornarci in futuro.

Ed eccoci alla X edizione, alla quale ci eravamo sapientemente preparati con una playlist; capisco sin dall’inizio che c’è stato un vero e proprio salto di qualità per quanto riguarda l’organizzazione del festival: mi ritrovo in una location bellissima, non a caso si tratta dell’Ex Gam, che è stata allestita ad arte per regalare ai partecipanti un’esperienza totale, fatta di luci, colori, installazioni temporanee e atmosfere suggestive.
In una delle sale si tiene anche un workshop sulla storia della musica techno: si tratta della presentazione del libro “Mondo Techno Remix” di Andrea Benedetti e questo mi piace, perchè al di là del divertimento vero e proprio non bisogna perdere lo spirito con cui ci si avvicina alla controcultura di un evento e, si sa, che per questo Bologna è ancora un punto di riferimento.

Il pomeriggio è iniziato con il dj set di Don Carlos in terrazza, anche se ho subito individuato la mia stanza preferita nella Sala Magenta, dove sono stata catturata dall’esibizione di Luca Maria Baldini, che ha associato il suo sound a filmati della Cineteca di Bologna, realizzando uno spettacolo completo.
Dopo aver mangiato un hamburger al chiosco Va Gina, è stato il turno di Hu dalla voce di velluto, un’artista che merita davvero più spazio, perché l’Italia è anche fatta di queste realtà musicali che meritano di essere conosciute. La serata prosegue e conosco un po’ di gente che viene da diverse regioni, il mood che si respira è adrenalinico ma anche molto contemplativo, dipende in quale stanza si vuole entrare. E l’adrenalina non è certo mancata con i Neon Chambers, che sono sicuramente uno dei miei gruppi preferiti della serata, motivo per il quale non ero più tanto sobria. La serata finisce alla grande al Link, con Trentemøller, che avevo già avuto modo di sentire nell’edizione IIX, il cui nome è una garanzia.

Torno esausta ma felice, con in mente le luci, le atmosfere e i colori che questo bel festival mi ha regalato: accade al roBOt, while you were sleeping.

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Testo e Fotografie © Claudia Fuggetti

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