Photography Romain Ruiz racconta una Francia diversa da quella che immaginiamo
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Romain Ruiz racconta una Francia diversa da quella che immaginiamo

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Anna Frattini

Lontano dalla Francia che pensiamo di conoscere c’è una nazione che vive a stretto contatto con gesti tramandati e che pullula di comunità che si ritrovano ciclicamente attorno a simboli che resistono al tempo. E France Fantasia, il progetto che il fotografo francese Romain Ruiz porta avanti dal 2018, costruisce un archivio visivo in cui folklore e identità locale si intrecciano fino a diventare qualcosa di nuovo.

Dalle Ostensioni del Limousin ai Grands-Pardons bretoni, fino ai carnevali del nord della Francia, Ruiz attraversa territori e tradizioni con uno sguardo che evita ogni distanza etnografica. Entra nelle processioni, ne segue il ritmo, ne condivide lo spazio. In questo modo, la processione smette di essere un semplice evento da documentare e diventa un dispositivo sociale vivo, un punto di incontro tra generazioni e mondi diversi.

In un contesto contemporaneo segnato da una società sempre più secolarizzata e digitalizzata, France Fantasia racconta un ritorno inatteso: quello a un senso di appartenenza profondo, radicato nella terra e nelle leggende locali. Queste celebrazioni non stanno semplicemente sopravvivendo, ma si stanno trasformando. Ruiz intercetta proprio questa tensione, questa forma di ibridazione in cui il passato si adatta al presente, mantenendo la propria unicità ma aprendosi a nuove forme di espressione.

Il risultato è un’indagine visiva sulle identità ultra-locali in un mondo globale. Ogni festa, ogni rito diventa un frammento di resistenza culturale, ma anche un momento di reinvenzione collettiva. Qui la tradizione non è statica, bensì fluida, capace di mutare senza perdere il proprio nucleo simbolico.

Anche dal punto di vista estetico, il lavoro di Ruiz si allontana dalla fotografia documentaria più convenzionale. In France Fantasia il realismo lascia spazio a una dimensione più ambigua, vicina al realismo magico. L’uso del flash, le composizioni diagonali e una certa tensione visiva trasformano le scene in qualcosa di quasi irreale, come se ogni immagine fosse sospesa tra cronaca e leggenda.

Così, il paesaggio francese si trasfigura in un teatro di miti contemporanei, dove il sacro e il profano convivono e si contaminano. Le figure mascherate, i costumi, i gesti rituali smettono di appartenere esclusivamente al passato e diventano presenze attive, vive, capaci di ridefinire il presente.

Con France Fantasia, Romain Ruiz non si limita a documentare delle tradizioni: mette in discussione il nostro rapporto con il tempo. Cosa resta, oggi, dei rituali ancestrali? E soprattutto, cosa diventano quando attraversano il presente?

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Scritto da Anna Frattini

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