A Valencia, dove ogni anno il fuoco diventa linguaggio e rituale con le Fallas de Valencia, il duo spagnolo PichiAvo ha presentato una delle installazioni più radicali e simboliche di questa edizione delle Fallas de Valencia. Si intitola Per ofrenar – “Offrire” – ed è un’opera destinata a scomparire nel giro di pochi giorni, consumata dalle fiamme durante La Cremà del 19 marzo.


Realizzata per la commissione Borrull-Socors e inserita nella categoria delle Fallas Sperimentali, il progetto si distingue per un approccio più concettuale all’interno di una tradizione secolare. Installata in Calle Borrull 31, nel cuore della città, l’opera prende la forma di un tempio ionico che richiama esplicitamente il Temple of Athena Nike, trasformando lo spazio urbano in una scenografia sospesa tra archeologia e contemporaneità.

All’interno del tempio, un altare costruito con carta in eccesso proveniente dalla stampa del libro Our Odyssey ospita una bilancia perfettamente equilibrata. Ai due estremi, due candele scultoree in cera rappresentano mondi apparentemente opposti ma profondamente connessi: da un lato l’arte classica, dall’altro il graffiti. È proprio in questo gesto simbolico che si condensa tutta la ricerca di PichiAvo, da sempre impegnati a far dialogare l’estetica della tradizione con il linguaggio urbano.

Il progetto, concepito nell’arco di un anno, segna anche un ritorno consapevole ai materiali e alle tecniche originarie delle fallas. Legno e carta sostituiscono le soluzioni industriali spesso adottate nelle produzioni contemporanee, restituendo all’opera una dimensione più autentica e coerente con lo spirito del festival. La costruzione è stata affidata all’artista fallero Paco Ribes, figura chiave nel mantenere viva la tradizione artigianale valenciana.

Come ogni Falla, però, anche Per ofrenar è pensata per essere distrutta. Ed è proprio questa la sua natura più potente: un monumento che trova il suo compimento nel momento della scomparsa. Quando le fiamme lo attraverseranno durante La Cremà, il tempio, la bilancia e le sue simbologie verranno annullati, lasciando spazio a una riflessione che va oltre l’oggetto.

In questo gesto finale, PichiAvo ribadiscono una tensione centrale nel loro lavoro: quella tra permanenza e transitorietà, tra la storia dell’arte e la cultura urbana, tra costruzione e distruzione. Per ofrenar non è solo un’installazione, ma un’offerta effimera che, nel suo bruciare, restituisce significato tanto al passato quanto al presente.
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