Le giovani donne di Sam Livm, libere e sensuali

Le giovani donne di Sam Livm, libere e sensuali

Giulia Guido · 5 mesi fa · Photography

Sono spensierate, libere, belle, vere e sensuali, le giovani donne immortalate dalla macchina fotografica di Sam Livm. Sam è nato a Manchester ma oggi vive e lavora a New York, città che gli ha permesso di portare avanti le sue due grandi passioni, la regia e la fotografia. Mentre attraverso la prima cerca di dare forma alle sue idee, la seconda, a cui si è avvicinato nel 2012, gli permette di rappresentare il mondo così com’è, quasi in modo documentaristico. 

Al centro del suo obiettivo vediamo soprattutto volti e corpi di giovani donne, soggetto perfetto per trasmettere quel senso di libertà che si respira a vent’anni, quando tutto sembra possibile e si gode di ogni attimo della vita. 

Con gli anni la sua tecnica è cambiata e si è evoluta e se all’inizio l’unico soggetto del suo lavoro erano le persone che fotografava, pian piano il riflettore si è spostato su di lui, trasformando la macchina fotografica nel mezzo per trasmettere le sue sensazioni, le sue emozioni. Questo cambiamento ha trasformato il suo stile, rendendolo reale, quasi palpabile, ma allo stesso tempo intimo e unico. 

Qui sotto trovi i nostri scatti preferiti, per scoprire di più su Sam Livm vai sul suo sito.

Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
Sam Livm | Collater.al
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Sam Livm | Collater.al
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Le giovani donne di Sam Livm, libere e sensuali
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Le giovani donne di Sam Livm, libere e sensuali
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Gli autoritratti minimali ed espressivi di Zezn

Gli autoritratti minimali ed espressivi di Zezn

Giulia Guido · 5 mesi fa · Photography

La perfezione della costruzione dell’immagine è il punto di forze di Zezn, fotografa giapponese che ha deciso di essere lei stessa il soggetto, anzi, l’unico soggetto dei suoi scatti. La pelle bianca avorio e i lunghi e fluenti capelli neri si prestano benissimo al bianco e nero, tecnica che permette a Zezn di mostrare tutta la sua bravura nel calibrare, creare e bilanciare i punti di luce con quelli d’ombra. 

La fotografa giapponese crea forme intricate e complesse giocando con le linee del suo corpo che si muove liberamente nello spazio e che spesso vediamo interamente, mentre altre volte scorgiamo solo un braccio, qualche ciocca di capelli o parte della schiena. 

Guardare i suoi scatti vi darò un improvviso senso di leggerezza, sospesi nel tempo, come una piuma che scappa dall’appoggiarsi sul suolo. 

Zezn | Collater.al
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Gli autoritratti minimali ed espressivi di Zezn
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Gli autoritratti minimali ed espressivi di Zezn
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Edgar Berg, l’armonia diventa immagine

Edgar Berg, l’armonia diventa immagine

Claudia Fuggetti · 5 mesi fa · Photography

Guardando le immagini del fotografo e filmmaker Edgar Berg non si può che rimanerne immediatamente colpiti. Sembra quasi che ogni scena sia stata estrapolata dalla coreografia di una danza meravigliosa ed elegante.

Molto attivo nel campo del fashion, Edgar Berg vanta numerose collaborazioni con diversi brand e lavora principalmente tra Parigi e Amburgo. La sua grande ricerca per le atmosfere luminose più suggestive e le composizioni originali contribuiscono a generare una sorta di tensione continua nello spettatore, che avverte le emozioni dei personaggi e ne è affascinato.

La sinuosità dei corpi è valorizzata dalla scelta pensata delle pose, che appaiono quasi delle coreografie, che giocano con gli ambienti, con le ambivalenze e con tutto ciò che può fare la differenza. Il risultato? Immagini armoniose che traducono la realtà in una delicata poesia.

Osservando questa gallery sarà difficile che almeno una delle sue fotografie non colpisca l’attenzione, per tutto il resto puoi visitare il sito dell’artista, che trovi qui.

Edgar Berg, l'armonia diventa immagine | Collater.al
Edgar Berg, l'armonia diventa immagine | Collater.al
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Edgar Berg, l’armonia diventa immagine
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Edgar Berg, l’armonia diventa immagine
Edgar Berg, l’armonia diventa immagine
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 5 mesi fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 

Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @sara_sabatino, @giuliadanteo_ph, @ajannarphotos, @bee__likeshoney, @deri__, @matti_b9, @marina_bocchetti, @fra_ps, @giuliaiapoce, @louistakesphotos.

Tagga @collater.al per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

 
 
 
 
 
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Tutto quello che dovete sapere sul festival les Rencontres de la photographie

Tutto quello che dovete sapere sul festival les Rencontres de la photographie

Laura La Monaca · 5 mesi fa · Art, Photography

Il primo incontro fu nel 1970 quando Lucien Clergue, fotografo, Michel Tournier, scrittore e Jean-Maurice Rouquette, storico, decidono di dar vita a un festival di fotografia che faccia di una cittadina romana in Provenza il punto di incontro in Europa.

Les Rencontres de la photographie festeggia nel 2019 50 edizioni, con 26 diverse direzioni artistiche e oltre 1234 mostre. Tre mesi, dal 1° luglio al 22 settembre, in cui la città si risveglia e vive, aprendo le porte a luoghi altrimenti impossibili da visitare.

Si parte da l’église des Trinitaires, chiesa costruita nel 1630 sui resti di un convento costruito dall’Ordine della Santissima Trinità nel 1198. 

Forse per celebrare anche la storia di questa chiesa gotica, i curatori hanno deciso di intitolare la mostra celebrativa dei 50 anni di Arles “What a story”, con i poster di tutte le edizioni e una selezioni di foto che hanno reso celebre il festival. 

Denis Brihat, Black Tulip, 1980. Photograph from the Rencontres d’Arles’ collections, reproduced in the book on the 50th edition of the festival, Éditions La Martinière.
Lucien Clergue, Harlequin, 1955. Courtesy of the Atelier Lucien Clergue and Saif 2019. Photograph from the Rencontres d’Arles’ collections, reproduced in the book on the 50th edition of the festival, Éditions La Martinière.

Philippe Chancel regala una mostra che è il frutto di un lavoro di ricerca senza precedenti: DATAZONE. Per oltre quindici anni ha esplorato aree sensibili del nostro pianeta, dal Giappone dopo Fukushima fino alla Corea del Nord passando per gli Stati Uniti, la Cina, l’Africa e l’Europa, per documentare il declino a cui stiamo andando incontro. Non solo ambientale ma soprattutto umano. 

Philippe Chancel, Datazone #06, South Africa, Marikana, 2012. Courtesy of the artist and Melanie Rio Fluency.
les Rencontres de la photographie Arles Chancel | Collater.al 2
Philippe Chancel, Datazone #14, France, Marseille, Northern and Southern districts, 2017 et 2018. Courtesy of the artist and Melanie Rio Fluency.

Helen Levitt con la sua sensibilità tipica dei primi anni del 900 ci fa invece scoprire una New York diversa e ormai dimenticata, dove i bambini giocano ancora per strada. In mostra anche i negativi. Nella stessa sede, lo spazio Van Gogh, al piano superiore, una mostra dedicata alle donne e al corpo femminile: Susan Meiselas ed Eve Arnold insieme ad Abigail Heyman sono le fotografe protagoniste di Unretouched Women

les Rencontres de la photographie Levitt | Collater.al
Helen Levitt, New York, 1980. Private collection.
Film Documents LLC/Courtesy Thomas Zander Gallery, Cologne.
les Rencontres de la photographie Levitt | Collater.al 2
Helen Levitt, New York, 1940. The Albertina Museum, Vienna.
Permanent loan of the Austrian Ludwig Foundation for Art and Science Film Documents LLC/Courtesy Thomas Zander Gallery, Cologne.
les Rencontres de la photographie Unretouched Women | Collater.al 2
Eve Arnold, Actress Joan Crawford, Los Angeles, 1959. Courtesy of Eve Arnold / Magnum Photos.
les Rencontres de la photographie Unretouched Women | Collater.al 2
Abigail Heyman, Supermarket, 1971.
les Rencontres de la photographie Unretouched Women | Collater.al 2
Susan Meiselas, Debbie and Renee, Rockland, Maine, USA, 1972. Courtesy of Susan Meiselas / Magnum Photos.

Da non perdere alla Maison des Peintres la mostra Home sweet home: tributo a come è cambiato il concetto di casa in Inghilterra dagli anni 70 ad oggi. 

les Rencontres de la photographie Arles Home Sweet Home | Collater.al 2
Andy Sewell, Untitled, from the series Something like a Nest, 2014 (Home Sweet Home exhibition).
les Rencontres de la photographie Arles Home Sweet Home | Collater.al 2
Ken Grant, Lisa and Tracy’s sister, Birkenhead, 1990 (Home Sweet Home exhibition).

Al Luma va in mostra il Prix Dior de la Photographie pour Jeunes Talents con una splendida serie della fotografa messicana Daniela Costantini sui colori, la bellezza e la femminilità.

Questo è il festival ufficiale, ma parallelamente si sono sviluppati movimenti come quelli che hanno portato alla luce Voies OFF, festival parallelo e contemporaneo al les Rencontres d’Arles. 

Si segnala in particolare il viaggio di Romain Staros Staropoli alla scoperta di Detroit.

Infine, la mostra Open Walls, Home and Away, organizzata dal British Journal of Photography apre le porte alla splendida cornice della Galerie Huit.

les Rencontres de la photographie Open Walls | Collater.al
les Rencontres de la photographie Open Walls | Collater.al 3
les Rencontres de la photographie Open Walls | Collater.al 3
Tutto quello che dovete sapere sul festival les Rencontres de la photographie
Art
Tutto quello che dovete sapere sul festival les Rencontres de la photographie
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