Sirante, lo street artist senza volto tutto italiano

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12 Febbraio 2019

Non si sa ancora chi si cela dietro il nome di Sirante, lo street artist italiano che usa la sua arte come mezzo di denuncia.

La prima volta che abbiamo sentito parlare di Sirante è stato quando una rivisitazione in chiave moderna del Incendio a Borgo di Raffaello è spuntato per le strade di Roma. Nell’affresco, rinominato L’incendio del Nazareno i volti dei personaggi sono stati sostituiti con quelli dei nostri politici come (gli immancabili) Berlusconi e Renzi. L’opera portava la firma di Sirante, nome, fino ad allora, mai sentito nominare, ma oggi è uno degli street artist più attivi sulla scena.

sirante | Collater.al
sirante | Collater.al

L’hype che si è creata intorno a questo artista è dovuta in gran parte dai soggetti da lui scelti, ovvero opere dell’arte classica rivisitate in chiave contemporanea, ma anche dalla sua identità sconosciuta. Ebbene sì, nessuno sa ancora chi si celi dietro al nome Sirante, fatto che ha portato svariate testate a definirlo il Banksy italiano, soprannome che noi approviamo a pieno. 

Come l’artista inglese anche Sirante utilizza la sua arte come mezzo di denuncia, e i suoi murales sono talmente d’impatto che non hanno bisogno di una grande pubblicità sui social perché bastano le decine di quotidiani che puntualmente testimoniano la cosa e le foto che immortalano polizia o carabinieri levare le sue opere dai muri. 

Lo smantellamento è avvenuto, per esempio con opere come quella che raffigurava I bari di Caravaggio, ma con i volti di Di Maio, Salvini e Berlusconi, o con quella che rappresentava Salvini nelle vesti del San Pietro pentito del Guercino. Il realismo di queste opere è impressionante e, dato che per Sirante la strada è un museo, ogni murales è accompagnato da una targhetta esplicativa, come se fossero davvero esposti in una galleria.

sirante | Collater.al

L’ultimo suo lavoro è apparso una settimana fa e raffigura Salvini con tanto di felpa della polizia che si scatta un selfie davanti a una di quelle vetrinate che contengono gli estintori, ma questa volta dietro al vetri ci sono solo pistole finte. La critica è tutt’altro che velata e lo street artist si scontra contro alla proposta di legge sulla legittima difesa.

Non so voi, ma noi non vediamo l’ora della prossima opera!

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