Skaparkollektivet Forma, 17.000 sculture per i rifugiati afghani

Skaparkollektivet Forma, 17.000 sculture per i rifugiati afghani

Claudia Fuggetti · 3 mesi fa · Art

Diciassettemila, questo è il numero delle sculture esposte in una nuova installazione del collettivo svedese Skaparkollektivet Forma. Il gruppo ha cercato di attirare l’attenzione sull’individualità di 17.000 giovani rifugiati afghani che il governo svedese intende rimpatriare. I minori non accompagnati sono arrivati in Svezia nel 2015, per un totale di 23.500 in quell’anno e sono stati pienamente integrati nelle loro comunità adottive. Tuttavia, il governo sembra aver cambiato rotta e ha deciso di tirarsi indietro.

Lavorando con 1.500 volontari, Skaparkollektivet Forma ha creato piccole sculture per rappresentare ogni individuo colpito dal previsto sradicamento governativo. Le opere sono incollate a 34 telai in gruppi di 500, il che permette di avere una scultura itinerante facilmente trasportabile.

L’opera del collettivo ha avuto una risonanza tale che alcuni giovani sono stati autorizzati a rimanere, ma a quanto pare la maggior parte dei rifugiati sarà rimpatriata.

“Nel dibattito sulla migrazione, gli esseri umani viventi tendono a trasformarsi in volumi anonimi: noi volevamo capire cosa rappresentasse effettivamente questo numero a cinque cifre. L’installazione rende visibile il numero 17.000 e soprattutto dimostra che dietro ogni numero c’è una persona, c’è una personalità, una storia, un’opera d’arte”.

L’opera è stata inizialmente esposta alla Liljevalchs art gallery, che è una galleria d’arte pubblica e indipendente di Stoccolma.

Segui il collettivo su Instagram per rimanere aggiornato.

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+ Pool Light, l’installazione galleggiante di Playlab Inc & Family

+ Pool Light, l’installazione galleggiante di Playlab Inc & Family

Claudia Fuggetti · 3 mesi fa · Art

+ Pool Light è un’installazione pubblica realizzata dal team PlayLab Inc &Family di NY e dall’Osservatorio della Terra Lamont-Doherty della Columbia University. L’opera d’arte ha il compito di riportare in tempo reale le condizioni fisiche dell’acqua al largo del molo 17 dell’East River di Manhattan.

I dati raccolti sono visualizzati su un cruscotto online che segnala se le attuali condizioni dell’acqua sono o meno sicure per il nuoto.
L’installazione misura 50 x 50 piedi (15 x 15 metri) ed è costituita da una serie di luci a LED, disposte in modo tale da creare una croce.

“Il progetto riconosce il segno “+” come simbolo di positività, indicando i passi positivi che abbiamo intrapreso per migliorare la qualità dell’acqua dal Clean Water Act del 1972. Concettualmente è anche un simbolo di inclusività in quanto l’acqua che ci circonda non appartiene ad un solo gruppo, ma a tutti”.

+ Pool Light è stata pensata per informare il pubblico riguardo le condizioni dell’acqua in maniera accessibile e coinvolgente.

“Volevamo trovare un modo per responsabilizzare le persone con i dati e coinvolgerle visivamente con ciò che accade nell’acqua di fronte a loro”.

Una serie di sensori, parte del sistema di allarme Fluidion, si collegano all’installazione per prelevare campioni dell’acqua, analizzarli rilevandone i livelli di salinità, le tossine e gli agenti patogeni dannosi. Quando i livelli di Enterococco, un batterio che Fluidion analizza, sono sicuri per il nuoto + Pool Light illumina l’alzavola, ma se vengono rilevati alti livelli di agenti patogeni dannosi diventa rosa, avvertendo il pubblico che non è sicuro entrare in acqua.

La luminosità, la frequenza e la nitidezza delle luci indicano i livelli di ossigeno, torbidità e pH presenti nel fiume.
La scultura cambia anche la sua direzione in base al flusso di corrente, muovendosi in senso orario quando l’acqua scorre verso nord e in senso antiorario quando scorre verso sud.

Pool Light sarà in mostra a New York fino al 4 gennaio 2020.

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Idontgiveaseat, il profilo Instagram che devi conoscere

Idontgiveaseat, il profilo Instagram che devi conoscere

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

Era il 2015 quando Julien Potart, un filmmaker parigino, ha aperto Idontgiveaseat, un profilo Instagram dove collezionare e condividere tutte le foto dei tessuti che ricoprono i sedili dei mezzi di trasporto

Ebbene sì, è questa la piccola e curiosa ossessione di Julien Potart. Tutti voi avrete fatto un viaggio in bus, in pullman, in treno o in aereo e di sicuro vi sarà successo di rimanere incantati dai pattern del tipico rivestimento in simil velluto usato per ricoprire i sedili. Sorvolando sulla quantità di polvere e batteri che questo tessuto accumula, Julien ha iniziato a fotografare tutti quelli che vedeva. 

Col tempo, Idontgiveaseat ha incuriosito sempre più persone, collezionando follower su follower che oltre ad apprezzare gli scatti hanno cominciato a contribuire alla galleria, inviando foto da tutto il mondo. 

Ma non limitatevi a guardare le immagini,  perché ogni volta Julien Potart specifica dove è stata scattata la fotografia, invitando a trovare elementi in comune. Potrete scoprire che i pattern dei sedili dei mezzi di trasporto francesi somigliano a quelli australiani, mentre sono completamente diversi da quelli tedeschi.

Nella nostra gallery ne trovi una selezione. 

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Il pop-up di Breaking Bad arriva a Los Angeles

Il pop-up di Breaking Bad arriva a Los Angeles

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

In occasione dell’uscita dell’attesissimo El Camino: il film di Breaking Bad, disponibile da oggi su Netflix, Sony Pictures Consumer Products ha deciso di aprire un pop-up interamente dedicato alla serie evento che ha segnato la storia della televisione degli ultimi dieci anni. Il pop-up di Breaking Bad aprirà il prossimo 16 ottobre al 7100 di Santa Monica Blvd. a Los Angeles. 

Al suo interno i visitatori troveranno set che ricreano in tutto e per tutto luoghi emblematici della serie dove farsi fotografare. Il cibo non passa in secondo piano, infatti sarà possibile godere di un pasto pensato ad hoc, alcune voci del menu ad esempio sono gli Heisenburger Sliders, il Full Measure Grilled Cheese e i Loaded SAULsa Nachos, tutti serviti da personale vestito con la famosa tuta gialla. 

Non si sa ancora per quanto tempo il pop-up rimarrà aperto, ma di sicuro fino alla fine dell’anno e i biglietti sono già disponibili sul sito ufficiale. Non farteli scappare. 

breaking bad | Collater.al
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La magia della luce nelle installazioni di Karolina Halatek

La magia della luce nelle installazioni di Karolina Halatek

Claudia Fuggetti · 3 mesi fa · Art

L’artista polacca contemporanea Karolina Halatek esplora le infinite potenzialità della luce per creare installazioni site specific di grandi dimensioni che combinano elementi visivi, architettonici e scultorei.

La sua opera più recente, Halo, è stata creata in occasione di una residenza d’artista a Chengdu ed è caratterizzata dalla disposizione di un anello luminoso che emana un’energia quasi ultraterrena, coinvolgendolo spettatore dal punto di vista fisico e mentale.

“L’essenza dell’opera deriva dall’immaginaria sensazione super-naturale di chiarezza, luce e spazio esteso. Interagendo con essa si ha la possibilità di scoprire una nuova dimensione della propria presenza in un ambiente contemplativo, puro e astratto”.

Anche in Terminal, lavoro del 2016, troviamo un’installazione luminosa tubolare eretta nella piazza del Municipio di Gerlingen, nel sud della Germania. L’opera d’arte è stata ispirata dall’esperienza del coma e della non-morte, che riecheggia nel titolo scelto da Karolina.

Entrambe le opere si concentrano “sulla luce umana e sulla luce interiore che ognuno di noi possiede”.

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