Design “Slow lens”, il Louvre sotto un’altra lente
Designinstallation

“Slow lens”, il Louvre sotto un’altra lente

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Emanuele D'Angelo

È tornato e ancora una volta Vincent Leroy ci ha stupito.
Dopo Tokyo, adesso il designer francese ha fatto ritorno nella sua città con la sua ultima installazione “Slow lens”.
Ha creato una tenda di lenti che si muove costantemente su se stessa di fronte al celebre museo Louvre

L’architetto francese è noto per i lavori con gli specchi, questo progetto intende offrire allo spettatore una “immersione dislocata della realtà e una contemplazione astratta“. Astraendo e frammentando l’architettura esistente, la ricompone in una sorta di rete. Ancora una volta ci ha regalato un’installazione d’arte dinamica che offre una prospettiva alternativa di Parigi.  

La materialità e il design rendono l’installazione leggera e fluida, quasi volatile. Le lenti rompono mutano il paesaggio circostante, deformando l’aspetto del simbolo iconico della città. L’installazione genera un effetto visivo di distorsione ripetitiva che cattura l’attenzione dei visitatori.  

Slow lens” funge da filtro tra la realtà e le persone, offrendo un’esperienza onirica. Le lenti creano uno scenario sfocato che diventa un gioco enigmatico e intrigante, di notte, le luci circostanti vengono diffratte nelle lenti, facendole apparire distaccate dal mondo reale.
Inoltre per arricchire l’installazione il musicista Jérôme Echenoz ha creato un’opera sonora intorno all’installazione che assomiglia a loop di onde elettroniche.

Designinstallation
Scritto da Emanuele D'Angelo

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