Søster Studio, la bellezza autentica del corpo femminile

Søster Studio, la bellezza autentica del corpo femminile

Claudia Fuggetti · 5 mesi fa · Photography

Il progetto fotografico del Søster Studio è tutto incentrato sull’autenticità e l’empowerment delle donne. La serie di immagini NSFW comprende un cast d’eccezione: dalla stilista Kama Krystel, alla fotografa Anne-Line Nygaard, la fondatrice del marchio Pernille Nadine che ha realizzato queste fotografie.

Un aspetto interessante della serie di immagini è che gli abiti non oggettivizzano le donne, ma danno loro un senso di potere e controllo. Non capita tutti i giorni che un marchio di moda faccia un progetto che non si concentri sui vestiti. Ma Søster è diverso, non è solo un negozio online, ma anche un luogo di ispirazione.

“Con questo progetto non volevo concentrarmi sugli abiti, volevo trasmettere un’emozione, una storia, una verità”.

Le immagini sono scattate su pellicola senza ritocchi, per accentuare l’identità delle modelle e permettere loro di esplorare la loro sensualità. La diversità è un altro punto chiave:

“Anche la diversità e la rappresentazione sono molto importanti per me, c’è un’enorme carenza di questo aspetto nell’industria della moda. Attraverso ogni scatto cerco di riflettere la società in cui viviamo e le donne meravigliose che ci circondano nella vita”.

Alla fine, questo progetto è una celebrazione dell’unione delle donne. Il suo obiettivo principale è quello di dimostrare che le donne dovrebbero festeggiare l’un l’altra piuttosto che essere competitive.

Visita ora il sito dello studio qui.

Søster Studio, la bellezza autentica del corpo femminile | Collater.al
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Creators – il fotografo Jacopo Valentini

Creators – il fotografo Jacopo Valentini

Collater.al Contributors · 5 mesi fa · Photography

Jacopo Valentini nasce a Modena nel 1990 e studia a Mendrisio all’Accademia di Architettura, per poi iscriversi al Master di fotografia dello IUAV di Venezia con Angela Vettese e il fotografo Stefano Graziani. Il giovanissimo fotografo ha già ottenuto molti riconoscimenti: nel 2015 viene selezionato per partecipare al progetto Foto Factory Modena in collaborazione con SkyArteHD e Fondazione Fotografia Modena, nel 2017 vince la 101ma Collettiva Giovani Artisti alla Fondazione Bevilacqua La Masa, nel 2019 viene selezionato per Giovane Fotografia Italiana #07 (all’interno di Fotografia Europea a Reggio Emilia) e vince il Premio Nocivelli. Ha già esposto sia in Italia che all’estero: dalla Triennale di Milano, alla Fondazione Ragghianti, dal RIBA di Londra alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia (e molti altri). 

Jacopo si avvicina alla disciplina da giovanissimo, rivisita la fotografia classica di paesaggio italiana, storicamente ben saldata, proponendo una nuova forma di interpretazione del territorio. Non si limita all’utilizzo della fotografia, ma si spinge oltre. Ci racconta: “ora è prevedibile dire che architetture, paesaggi e così via sono per me motivo di un fascino importante, ma devo precisare che non sono da considerarsi come contenuti assoluti, tutt’altro. Considero la Natura Morta uno stile a me molto caro. Attualmente la mia ricerca, oltre ad utilizzare la fotografia, si combina anche con altre tecniche. Altri materiali affiancano il mezzo fotografico per esempio tramite l’utilizzo di calce, gesso, carte, affiche ecc. che ogni volta danno vita ad un risultato diverso a livello espositivo.

Analizza ogni layer del territorio, “attraverso l’intersezione di una moltitudine di livelli, da quello religioso a quello faunistico, dal culinario all’architettonico, dal vegetale al letterale, passando attraverso il sociale e cosi via, si può ottenere un comprensione trasversale di ciò che noi ancora chiamiamo territorio, in tutte le sue forme. Non sempre, tuttavia, questi diversi campi di discussione possono coesistere insieme. Ogni caso è specifico e ogni situazione deve essere studiata con un approccio calibrato per capire cosa è rilevante e cosa no, in modo tale da avere una narrazione visiva che prende vita lungo un fil rouge.” Come accade in “Volcano’s Ubiquity”, dove Jacopo fotografa il napoletano da una prospettiva insolita, attraverso la “vulcanicità” cercando di andare oltre i cliché partenopei e di rompere gli schemi canonici di ritratto del territorio.

Jacopo Valentini Creators | Collter.al
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Testo di Bianca Felicori

Creators – il fotografo Jacopo Valentini
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Great British Windows, il progetto fotografico di Teddy Fitzhugh

Great British Windows, il progetto fotografico di Teddy Fitzhugh

Giulia Guido · 5 mesi fa · Photography

Teddy Fitzhugh è un fotografo inglese originario del Derbyshire conosciuto soprattutto per i suoi scatti in bianco e nero che immortalano momenti della vita notturna londinese tra concerti, serate e club. L’ultimo suo lavoro, intitolato Great British Windows, però si discosta da questo tema, approdando a qualcosa di inedito per il fotografo, ma ugualmente sorprendente. 

Gli scatti che compongono la fanzine nascono nella maniera più semplice e naturale possibile: durante una visita alla famiglia a Plymouth, camminando per le strade della cittadina con l’immancabile macchina fotografica al collo, l’attenzione di Teddy è stata catturata da una finestra con davanti una scultura di un volatile. Perché non fotografarla? 

Ciò che ha colpito maggiormente Teddy Fitzhugh è stato notare come, nel loro piccolo, i cortili e i diversi tipi di finestre, tende, recinti, svelassero molto sugli inquilini e, soprattutto, che gli trasmettevano una strana sensazione di casa. 

Scopri gli scatti di Great British Windows nella nostra gallery! 

Great British Windows Teddy Fitzhugh | Collater.al
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Great British Windows Teddy Fitzhugh | Collater.al
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Se ti è piaciuto il progetto di Teddy Fitzhugh non perderti Le porte delle case di Londra negli scatti di Bella Foxwell

Great British Windows, il progetto fotografico di Teddy Fitzhugh
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Eva Zar, il mondo queer nei suoi scatti NSFW

Eva Zar, il mondo queer nei suoi scatti NSFW

Claudia Fuggetti · 5 mesi fa · Photography

Di origine russa, cresciuta a Vienna e trasferitasi a New York per poter studiare alla Parsons, Eva Zar è sicuramente un’artista che sa accettare le sfide, soprattutto se si tratta della scena queer e di ridefinire gli standard di bellezza mainstream.

“Trasferirmi a New York City mi ha aiutato a trovare il mio stile e il modo in cui voglio lavorare in modo creativo. Mi ha permesso di sperimentare su ogni singolo progetto: dai contenuti di marca agli editoriali, quasi ogni cliente ti dà la possibilità di provare cose nuove ed è incredibile”.

Non è un compito facile quello di scattare fotografie NSFW che catturano intensamente l’essenza di ciò che ci circonda, ma Eva sa farlo benissimo, riconducendoci in un universo glam e scintillante. Il mondo queer per l’artista rappresenta il fulcro della ribellione nei confronti degli standard di bellezza imposti dalla società:

“Non sono qui per la fotografia di nicchia queer; voglio che le mie foto (di favolose personalità queer) siano sulla copertina di Vogue ridefinendo i noiosi standard di bellezza. Non ho mai scattato una foto con l’obiettivo di creare una sorta di immagine stile Diane Arbus, politicamente preziosa, e le mie foto sono realizzate in scena e in posa”.

Eva è sicuramente riuscita a vincere la sfida, la società riuscirà a fare altrettanto?

Dai un’occhiata al suo profilo Instagram.

Eva Zar, il mondo queer nei suoi scatti NSFW | Collater.al
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Contemporary Elderly, Louis De Belle e l’estetica della terza età.

Contemporary Elderly, Louis De Belle e l’estetica della terza età.

Collater.al Contributors · 5 mesi fa · Photography

Siamo a Milano, in Corso Sempione 33. Qui tra il 1953 e il 1956 l’architetto Piero Bottoni realizza il Palazzo INA, molto più di un semplice edificio, è una proposta per un nuovo modello di vita residenziale, dove lo spazio privato dell’appartamento si integra agli spazi pubblici: il terrazzo, il piano terra commerciale, negozi, uffici, verde condominiale…

Un progetto innovativo, negli anni Cinquanta, per non parlare della progettazione dei fronti, volutamente diversi, uno razionalista e uno espressionista. Qui, al piano terra, Stefano Branca di Romanico ha aperto la sua galleria Galera San Soda, che dopo il suo primo appuntamento con Goswin Schwendinger adesso propone la personale di Louis De Belle con un lavoro dedicato agli anziani milanesi che celebra l’estetica della terza età. 

Contemporary Elderly è una serie di fotografie colorizzate che ritrae dettagli quotidiani di anziani cittadini milanesi. Uno sguardo nello stato della terza età ai giorni nostri, attraverso inquadrature ravvicinate e stampe di grande formato che raccontano posture, gesti e dettagli di abbigliamento enfatizzati dalla tecnica di colorazione selettiva. Ereditata dalla tradizione ottocentesca e riportata in auge dalle correnti pop di era postmoderna, la colorazione di Louis De Belle approda alla stessa idea di artificialità chiamata a congelare l’azione: un dialogo speculare fra un’estetica sorpassata e l’anacronismo dei gesti e degli accessori immortalati dall’apparecchio fotografico, sintomi di un’epoca e di un’età condannati a muoversi in controtempo. In occasione della mostra, viene pubblicato un catalogo su carta di giornale disegnato da Matteo Gualandris, in mostra appeso al classico bastone porta giornale in legno e ottone. 

Contemporary Elderly Louis De Belle | Collater.al

Noi ci siamo fatti spiegare meglio Contemporary Elderly dallo stesso Louis De Belle.

In cosa consiste la tecnica della colorizzazione? 

Le foto vengono scattate in bianco e nero, poi colorate digitalmente. È una tecnica del passato che abbiamo deciso di recuperare in chiave contemporanea (una volta, con le pellicole, si faceva a mano). Il risultato sono 14 immagini, in cui le tinte piatte si fondono con l’immagine, mantenendone ombre e chiari. 

Dove hai scattato?

Ho cercato di andare nei posti più frequentati da questa generazione: mercati, bar come la Coloniale o la storica pasticceria Marchesi, dove si ritrovano per bere il bianchino o un caffè. Siamo in contesti normali, l’intenzione era quella di ritrarre persone di questa età perché spesso sembrano essere comparse nella nostra vita quotidiana; qui invece sono i protagonisti.

Come ti sei approcciato a loro? Come li fotografavi?

Camminando, in strada a Milano nei mesi estivi, tentando di ritrovarmi in situazioni naturali e spontanee: i soggetti non sono mai in posa, è fotografia di strada, che tuttavia assurge a un altro livello per via della colorizzazione. In ogni immagine non ci sono mai più di tre colori.

Contemporary Elderly” nasce ad hoc per Galera San Soda?

Si, Stefano ed io condividiamo una curiosità per la terza età, per i gesti, i modi di dire, l’abbigliamento. Il lavoro nasce dalla nostra amicizia ma anche dal rapporto con la città di Milano e in un certo senso anche con questo edificio razionalista: è un progetto legato all città, alla forma di vita all’epoca innovativa che proponeva Bottoni: negozi al piano terra, giardino pensile..

E la moquette blu?

La moquette nell’immaginario collettivo è un elemento vecchio, l’idea era quella di utilizzare un materiale che riconducesse al cliché di un appartamento di un anziano. Abbiamo scelto un blu che modifica lo spazio ma rimane distaccato: è un colore calmo e sicuro, che permette alle immagini di fluttuare in uno spazio monocromatico. 

Contemporary Elderly Louis De Belle | Collater.al

Le foto come le hai stampate?

Sono stampe UV su plexiglass. È un supporto che rende giustizia alla colorizzazione, con il plexiglass non c’è vetro e quindi non c’è riflesso, è plastica, un materiale pop. Le cornici in alluminio lucidato si legano all’allestimento degli interni a partire dagli infissi del palazzo INA fino agli arredi della galleria.

Stefano, come è nata l’idea della terza età?

È una cosa nata più di 10 anni fa, il nostro rapporto nasce dalla musica poi siamo andati oltre. A 21 anni ci piaceva emulare gli anziani, seguivamo delle routine, Gilbert & George erano i nostri punti di riferimento. Quando sono tornato a Milano dopo Londra ho aperto la galleria e volevo fare con Louis una mostra che chiudesse il cerchio per tornare alla nostra passione comune. Il processo di selezione è stato complicato perché molte foto non rendevano giustizia alla serie finale, noi vogliamo elogiare e non fare qualcosa di tragicomico, volevamo evocare un apparato di sensazioni collegarle al gesto del corpo.

Contemporary Elderly Louis De Belle | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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