Design Ode alla Spaghetti Chair
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Ode alla Spaghetti Chair

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Anna Frattini

Alias continua a celebrare il 45esimo anniversario dalla nascita con un tributo speciale alla Spaghetti Chair, la prima creazione dell’azienda e simbolo della sua storia. Progettata da Giandomenico Belotti, questa seduta è al centro di un nuovo progetto editoriale firmato dal fotografo Delfino Sisto Legnani. Con un approccio ironico e profondo, Legnani esplora il potere della semplicità – elemento chiave che ha permesso alla Spaghetti Chair di lasciare il segno nel design contemporaneo.

La sfida di Giandomenico Belotti

La Spaghetti Chair è un vero oggetto di culto nel panorama del design industriale. Si contraddistingue per una struttura minimalista in acciaio e una seduta in PVC, fatta per sembrare estesa all’infinito. È proprio questa semplicità che ha rappresentato per Belotti la sfida più grande: creare un oggetto funzionale, senza eccessi o artifici, rispondendo con precisione alla domanda culturale e ai bisogni quotidiani del pubblico. Come riportato nella biografia di Claudio Bagatti e Mariavittoria Schinetti, Belotti stesso cercava di offrire soluzioni semplici e pratiche, senza cadere nella tentazione di inseguire le mode o creare un’opera d’arte fine a sé stessa.

spaghetti chair

Grazie alla sua immediatezza e perfezione formale, la Spaghetti Chair ha trovato posto sia nelle abitazioni che nei musei più prestigiosi del mondo, tra cui il MoMA di New York, il Vitra Design Museum in Germania e la Triennale di Milano. Dietro il suo nome scherzoso, la sedia incarna quindi il razionalismo italiano di Belotti, unendo tradizione artigianale e innovazione strutturale. È uno degli oggetti che ha segnato la storia del design, rappresentando al contempo un’evoluzione e un’interpretazione della semplicità.

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Il progetto di Delfino Sisto Legani

Il nuovo progetto di Alias rende omaggio a questa sedia storica attraverso la lente del fotografo Delfino Sisto Legnani, il quale ha reinterpretato la Spaghetti Chair in una serie di immagini inedite. Con grande libertà creativa, Legnani scompone la sedia dalla sua funzione originaria e la fa interagire con oggetti insoliti e figure umane che evocano il mondo dell’infanzia. Il risultato è un’interpretazione ironica e affettuosa che esalta la struttura innovativa della sedia, facendo emergere la leggerezza del suo design.

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Storia della Spaghetti Chair

La storia della Spaghetti Chair inizia nel 1962, quando Belotti disegna una sedia per l’albergo Marina a Marina di Massa, inizialmente chiamandola Odessa. Questa collaborazione con Enrico Baleri – il futuro fondatore di Alias – segna l’inizio di una serie di migliorie nel design della sedia che culminano con il lancio della Spaghetti Chair nel 1979. Da quel momento, la sedia viene perfezionata nei dettagli, come l’aggiunta di tappi in gomma e l’ottimizzazione dei materiali, fino a diventare un vero e proprio emblema del design industriale.

La Spaghetti family

Dalla Spaghetti Chair è nata una famiglia di prodotti, inclusi sgabelli e poltroncine, fino alla Spaghetti Gemini, caratterizzata da gambe posteriori inclinate. Questa continua evoluzione dimostra la capacità di Belotti di reinterpretare la tradizione con umiltà e innovazione, portando avanti un concetto di semplicità sempre attuale. La sedia è stata oggetto di numerose rivisitazioni e omaggi, tra cui la versione in grande scala della Spaghetti Gemini esposta in diverse città, e le sette versioni limitate create dal designer Alfredo Häberli nel 2015 per celebrare i 20 anni della sua collaborazione con Alias.

L’anno scorso, nel 2023, Alias ha lanciato una nuova versione della Spaghetti Chair, rivestita in cuoio e arricchita da finiture in ottone, confermando ancora una volta la sua capacità di coniugare praticità ed eleganza. Questo nuovo capitolo nella storia della Spaghetti Chair è un’ulteriore dimostrazione della sua capacità di rimanere rilevante e di continuare a ispirare, rappresentando un capolavoro di essenzialità che trascende le mode e il tempo.

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Scritto da Anna Frattini

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