Design Lucas Museum of Narrative Art: Un museo che sembra fluttuare
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Lucas Museum of Narrative Art: Un museo che sembra fluttuare

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Arianna Maria Leva

A Los Angeles c’è un nuovo edificio nato dalla visione di George Lucas, creatore di Star Wars e Indiana Jones, che ha immaginato uno spazio dedicato all’arte del racconto per immagini. Il museo sembra arrivare da un’altra dimensione. Non ha una facciata tradizionale, non segue una geometria rigida e, soprattutto, non si limita a contenere un museo: il Lucas Museum of Narrative Art è stato concepito come parte integrante dell’esperienza che propone. Aperto al pubblico il 22 settembre 2026, sorge all’interno di Exposition Park ed è progettato da Ma Yansong di MAD Architects, con Stantec come executive architect.

Il primo elemento a colpire è la forma, l’edificio di 300.000 piedi quadrati si sviluppa su cinque piani e sembra quasi galleggiare sopra il parco. Yansong ha immaginato una struttura organica, ispirata alle grandi chiome degli alberi di Exposition Park: il volume si solleva al centro e lascia a terra solo alcuni punti di appoggio, creando una grande piazza coperta. Al suo interno, un’apertura ellittica porta lo sguardo verso il cielo, mentre un arco centrale di circa 56 metri collega gli accessi nord e sud.

Non c’è una singola linea retta nell’edificio e le superfici curve sono rivestite da oltre 1.200 pannelli in polimero rinforzato con fibra di vetro (FRP), ognuno sagomato individualmente per costruire l’involucro complessivo. È un dettaglio tecnico che diventa anche una scelta estetica, invece di nascondere la complessità costruttiva, il museo la trasforma nella propria identità visiva.

Attorno al museo, Mia Lehrer e Studio-MLA hanno trasformato un precedente parcheggio asfaltato in un paesaggio di 13 acri fatto di alberi, prati, percorsi e aree di sosta. Più di 300 nuovi alberi, vegetazione nativa e resistente alla siccità, sistemi per raccogliere l’acqua piovana e spazi per incontrarsi costruiscono una sorta di estensione all’aperto del museo.

Anche qui il design segue il tema della narrazione e il paesaggio riprende infatti alcune caratteristiche geografiche della California, colline, valli, mesas e canyon, trasformandole in un percorso che cambia continuamente per vegetazione, altezza e prospettiva. Il museo non viene quindi percepito come un oggetto isolato nel parco, ma come una presenza attraversabile da più direzioni.

All’interno, i 100.000 piedi quadrati sono affiancati da due sale cinematografiche, una biblioteca, spazi didattici, café, negozi e ristorazione. La stessa organizzazione degli ambienti sposta l’attenzione dall’idea tradizionale di museo come semplice sequenza di sale: l’edificio è pensato per essere attraversato, abitato e utilizzato anche al di fuori delle mostre.

Il Lucas Museum nasce per raccontare storie attraverso immagini, fumetti, illustrazioni, cinema e arte, ma sceglie di raccontare anche attraverso lo spazio. Le curve dell’edificio, il grande vuoto centrale, il parco e i percorsi che lo attraversano costruiscono una sequenza di avvicinamenti, aperture e cambi di prospettiva.

Più che fare da sfondo alle opere, l’architettura prova quindi a diventare il primo capitolo del racconto: prima ancora di entrare in una galleria, il visitatore è già dentro una forma che cambia il modo di muoversi, guardare e orientarsi. Ed è proprio in questa sovrapposizione tra architettura, paesaggio e design che il nuovo museo di Los Angeles trova la sua dimensione più particolare.

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Scritto da Arianna Maria Leva

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