La fotografa iraniana Gohar Dashti, artista della quale abbiamo avuto il piacere di parlare precedente qui, ha focalizzato la sua ricerca sulla rappresentazione visuale dello spostamento, della migrazione e del conflitto, attraverso delle immagini concettuali scattate a Qeshm, un’isola iraniana nel Golfo Persico.
Attraverso le sue serie fotografiche Stateless e Iran, Untitled, la storia individuale diventa un racconto collettivo che commuove, coinvolge e fa riflettere: i personaggi ritratti da Gohar affrontano un viaggio nel deserto portando con loro gli oggetti del quotidiano, demolendo e ricostruendo, con la speranza di un futuro migliore. Il concetto d’identità è rafforzato dal fatto che Stateless evidenzia gli effetti della storia sociale e politica che riguardano il conflitto iraniano e le conseguenze della guerra Iran-Iraq.
L’immagine più intensa tra tutte è indubbiamente quella che vede una coppia abbracciarsi intorno al nulla nel deserto:
“Sky becomes the ceiling and mountains the walls of their new home; because nature is the only promising place that shelters these people, an eternal and everlasting refuge”.
L’artista ha dedicato una parte importante del suo lavoro alla questione dei rifugiati politici, in modo da indurre il pubblico ad entrare in empatia con i soggetti di queste splendide e significative immagini.















