Game of Thrones 8: l’analisi completa del terzo episodio “Battle of Winterfell”

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30 Aprile 2019

"The Long Night" aka "Battle of Winterfell", il terzo episodio dell'ultima stagione di Game of Thrones, ha sconvolto tutti noi, ma vediamo più attentamente ogni singolo dettaglio.

Finalmente la battaglia! Dopo i primi due episodi era giunto il momento di vedere i nostri protagonisti armarsi di spade, archi e frecce e combattere contro il nemico comune, il Re della Notte e l’esercito degli Estranei al completo. The Long Night, ribattezzatoBattle of Winterfell, ovvero il terzo episodio dell’ultima stagione di Game of Thrones, si apre con Grande Inverno schierata e pronta al massacro. Ognuno è in posizione, Jon e Daenerys in sella ai propri draghi, i Dothraki in prima linea, i bruti con Tormund e i Guardiani della Notte con Sam, Edd Tollett, Beric e Il Mastino subito dietro, e appena prima della trincea gli Immacolati con Jorah Mormont, Melisandre e Spettro. Nel cortile la giovane Lyanna Mormont e sulle mura Jaime, Brienne, Podrick, Arya e Sansa che poi raggiungerà Missandei, Gilly, Tyrion e Varys nella cripta.

Nel giardino degli Dei Bran scortato da Theon e appena prima della foresta l’Esercito dei Morti.

Ah, dimenticavo! Cersei comodamente seduta sul trono di spade ad approdo del Re. 

La Battaglia di Winterfell può cominciare. 

Le spade infuocate

Per dare speranza all’esercito di Grande Inverno interviene Melisandre che con un incantesimo rende infuocate tutte le lame delle spade dei Dothraki. Questo gesto, però, non ci è nuovo, infatti ci ricorda immediatamente Beric Dondarrion, che al contrario della Donna Rossa non ha bisogno di dire nessuna parola. 

L’incantesimo pronunciato da Melisandre è in Valyriano, lingua inventata da David J. Peterson, inventore anche della lingua Dothraki, che ha condiviso con il mondo le parole esatte: “Āeksios Ōño, aōhos ōñoso ōñoso ilōn jehikās! Āsios Ōño, ilōn misās! Kesrio syt bantis zābrie issa se ossȳngnoti lēdys!” (“Signore della Luce, getta la tua luce su di noi! Signore della Luce, difendeteci! Perché la notte è oscura e piena di terrori!”).

Beric Battle of Winterfell | Collater.al
Dothraki spade Battle of Winterfell | Collater.al

Arya e Sansa

Sulle mura, una di fianco all’altra, le sorelle Stark si preparano alla battaglia in due modi totalmente diversi. Arya è pronta al combattimento, del resto è da sette stagioni che si prepara, mentre Sansa inizia a percepire la paura e a sentirsi impreparata. Per questo si confida con la sorella che le porge un pugnale, Sansa lo prende rispondendo di non saperlo usare.

La risposta di Arya, che le dice “Stick ‘em with the pointy end” ci ricorda immediatamente il primo consiglio che Jon diede alla piccola di Casa Stark quando le regalo Ago, ma se Arya fece suo questo consiglio, Sansa non sembra essere predisposta a imparare. 

Il Mastino

La battaglia comincia e, come spesso succede, la guerra rivela le più grandi paure personali. È proprio quello che succede al Mastino che sembra bloccarsi e non riuscire più a riprendersi. Se vi state chiedendo il perché sappiate che la soluzione sta nel fuoco, di cui il Mastino è profondamente terrorizzato. La sua paura è legata a quando suo fratello gli mise metà volto sul fuoco, cosa che gli procurò la sua celeberrima cicatrice. 

Arya e Melisandre

Non è la prima volta che la Donna Rossa e Arya Stark si incontrano, infatti le due protagoniste fecero la reciproca conoscenza nella terza stagione. È proprio nel loro primo dialogo che si nasconde un indizio importante, che già allora avrebbe potuto farci capire che sarebbe stata Arya a uccidere il Re della Notte e che ora ci fa pensare che sarà lei a uccidere Cersei. Melisandre disse infatti “Brown eyes, green eyes, blue eyes…eyes you’ll shut forever.”

Con gli occhi castani si riferiva a tutte le persone a cui ha tolto la vita in queste stagioni, con quelli azzurri al Re della Notte e, a questo punto, pensiamo che gli occhi verdi si riferiscano a quelli di Cersei. 

Arya, Not Today

Questa è forse una delle scene più emblematiche dell’episodio. Rintanati all’interno di Grande Inverno, per Il Mastino, Melisandre e Arya sembra che non ci siano speranze quando, la Donna Rossa, citando le parole di Syrio Forel, il maestro di spada di Arya, è come se ricordasse alla piccola Stark chi è e qual è il suo compito. 

“- What do we say to the god of death? 
– Not today.”

Il pugnale 

Ormai abbiamo imparato che David Benioff e D.B. Weiss non lasciano nulla al caso, come, ad esempio, per quanto riguarda l’arma con cui Arya uccide e sconfigge definitivamente il Re della Notte. 

Si tratta del pugnale in acciaio di Valyria dalla forma molto particolare, difficile da dimenticare, infatti la sua storia inizia con quella di tutti gli altri nella prima stagione. 

La prima volta che lo vediamo è, appunto, durante una delle prime puntate, quando un mercenario dei Lannister entra nella stanza dove è stato ricoverato Bran, dopo la famosa caduta dalla torre di Grande Inverno, tentando di uccidere il figlio di Ned Stark. 

Impossessatasi del pugnale, Catelyn Stark lo porta con sé ad Approdo del Re dove cerca in tutti i modi di scoprire a chi appartiene, arrivando ad accusare ufficialmente Tyrion Lannister. Qui passa nelle mani di Ditocorto che lo userà per arrestare Ned Stark nella sala del trono.

Dopo essere finito, quasi inspiegabilmente, nelle mani Arya, il pugnale compare anche in uno dei libri trafugati da Sam dalla biblioteca della Cittadella, ciò ci ha portato a pensare che proprio quest’arma fosse la chiave di tutto, e infatti…

Ma c’è qualcos’altro di molto familiare nella scena madre di Battle of Winterfell. La mossa di Arya, quella di passarsi il pugnale da una mano all’altra, colpendo così inaspettatamente l’avversario gliela abbiamo già vista fare durante un allenamento nel cortile di Grande Inverno contro Brienne.

Tra l’altro, non è una coincidenza il fatto che Arya colpisce il Re della Notte proprio nello stesso punto in cui i figli della foresta hanno spinto nel petto del primo Estraneo il vetro di drago. 

I caduti

I primi che vediamo morire sono i Dothraki e con loro Qhono che, dopo Kahl Drogo, aveva deciso di seguire Daenerys e combattere per la sua causa al fianco degli Immacolati.

Possiamo dire che Edd Tollett è uno dei personaggi secondari a cui si siamo affezionati maggiormente. Il Guardiano della Notte è sempre stato al fianco di Jon, sia alla Barriera, sia al di là del muro, durante la Battaglia dei Bastardi e anche in quest’ultima che, però, non è stata per niente clemente con lui. Ed ora la sua Guardia si è conclusa.

Una delle morti che forse ci ha fatto soffrire di più è quella di Lyanna Mormont, letteralmente stritolata dal gigante. Ma la giovane Lady non si arrende proprio mai, riuscendo, appena prima di esalare l’ultimo respiro, a pugnalare il gigante, facendolo cadere esattamente nello stesso punto in cui venne ucciso da Bolton nella sesta stagione.

Per tanto tempo ci siamo chiesto per quale motivo il Dio della Luce avesse riportato in vita Beric e ora scopriamo che il suo compito era quello di proteggere Arya, permettendole di uccidere il Re della Notte. Quella di Beric Dondarrion è di sicuro una delle morti più onorevoli, ma non si aggiudica il primo posto.

La morte più onorevole è, infatti, quella di Theon Greyjoy che, per proteggere Bran, resiste fino alla fine, riuscendo a trovare il coraggio e la forza di affrontare il Re della Notte di persona. Theon è di sicuro il personaggio con l’evoluzione e il percorso più tragico e sorprendente che, alla fine, lo ha portato a combattere per quella che è sempre stata la sua famiglia.

Lyanna non è l’unica di Casa Mormont a lasciarci. Dopo otto stagioni siamo obbligati a salutare anche Jorah, personaggio che ha diviso il pubblico tra chi lo ama e chi lo odia. Il suo posto è sempre stato al fianco della sua amata Daenerys ed è proprio per lei, e accanto a lei, che muore.

La morte di Melisandre era stata già preannunciata da lei stessa. Una volta finita la battaglia il suo compito è finito e questa vita non ha più nulla per lei.



La puntata si conclude così, lasciandoci molti dubbi sulla sopravvivenza di altri personaggi che, fortunatamente, vengono subito sanati dal trailer della prossima puntata in cui vediamo Dany e Jon, ma anche Jaime e Brienne, Verme Grigio e Missandei e Spettro, di cui durante la Battaglia abbiamo perso le tracce. Inoltre abbiamo la conferma che entrambi i draghi di Daenerys sono vivi e pronti per marciare su Approdo del Re.

A questo punto le domande sono ancora tante. Era questa la grande battaglia o quella che verra? Il Re della Notte era il vero nemico o è Cersei? O forse Daenerys?

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