Art Gardo disegna la leggerezza del quotidiano
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Gardo disegna la leggerezza del quotidiano

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Ci si potrebbe interrogare a lungo su quanti stadi dell’esistenza riescano a stare dentro lo spazio di una pagina bianca. Come scriveva con ironia Georges Perec elogiando il foglio come un letto, riprendendo il celebre incipit di Marcel Proust: «A lungo mi sono steso per iscritto». Con uno spirito non troppo distante, l’illustratore Stefano Gardini (Forlimpopoli, 1984), in arte Gardo, affida al disegno il compito, leggero ma tutt’altro che superficiale, di raccontare i volti e le dinamiche della vita di tutti i giorni attraverso un segno tracciato su carta.

Nel caos che sembra dettare legge su ogni cosa, gli spazi dell’incontro, i panorami più amati e persino le ruote consumate di una bicicletta diventano parte di un’esuberanza estetica che non lascia vuoti, preziosamente indecisa e allo stesso tempo modernissima. Frammenti di vita vissuta, istantanee di sensazioni e scorci di Rimini (che dialogano con l’elaborazione a mano di una fotografia scattata in precedenza) segnano le coordinate di un tuffo nel mondo che, prima di ogni altra cosa, conserva il bisogno di essere dialogo e curiosità generosa verso lo spazio dell’altro.

Il Gardo, che la mano creatrice restituisce spesso come un alter ego disegnato, appare come il trickster (nella tradizione Crow, letteralmente il briccone divino) protagonista, suo malgrado e con ironia, delle piccole avventure che attraversano il quotidiano lungo lo spazio del foglio.

L’espressività, un’ironia elegante e mai eccessiva, insieme a una dedizione autentica nell’osservare la realtà, restituiscono il modo in cui Gardo si muove leggero sugli eventi di tutti i giorni, in linea con quella che fu la celebre “lezione americana” di Italo Calvino sull’essenza della leggerezza.

Se con l’arrivo dell’estate la serie In giro per Rimini (2024) si distingue scegliendo di allontanarsi dagli scorci di mare della movida per raccontare invece il passo lento dei luoghi simbolo dell’incontro tra le persone in città, illustrazioni come 25 aprile (2024) e i progetti più recenti dedicati alle neurodivergenze regalano emozione e forza a chi, ogni giorno, si impegna per proteggere i petali più fragili della libertà.

E coltivare sempre un fiore.

Articolo di Floriana Savino

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Scritto da Collater.al Contributors

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