La storia della foto usata come sfondo di Windows XP

La storia della foto usata come sfondo di Windows XP

Tommaso Berra · 5 mesi fa · Photography

Chuck O’Rear l’aveva fatta decine di volte quella strada, che conduce, in poco più di un’ora di viaggio, da St.Helena (California) alla contea di Marin, dove ad aspettarlo c’era Daphe Larkin, diventata poi la compagna della vita.
È il gennaio del 1996 e Chuck sta percorrendo l’area vitivinicola di “Los Carneros”, a Sonoma, in cerca di alcuni scatti per il libro sui vini della zona a cui sta lavorando insieme a Daphne. I tanti anni da fotografo per National Geographic lo hanno abituato a portarsi sempre con sé la sua Mamiya RZ67, pronta per cogliere l’imprevisto, lo scatto giusto al momento esatto. O’Rear gira la testa e guarda fuori dal finestrino, vede una collina dolce, il verde è quello dello smeraldo, il cielo azzurro. Ferma la macchina.

In quelle settimane l’area di Sonoma era stata soggetta a forti piogge, che hanno rigenerato i prati della zona, proprio come quello al quale ora Chuck è davanti, pronto a scattare una foto sulla quale non ha particolari aspettative. La pellicola scelta è la Fujifilm Velvia, che aiuterà a saturare meglio i colori del paesaggio. Lo scatto è riuscito, Chuck e Daphne tuttavia non lo scelgono per il libro e così viene messo in vendita grazie all’agenzia Corbis.

Bliss | Collater.al

La Silicon Valley in quel periodo non era solo colline verdi e bei paesaggi, ma stava crescendo ogni giorno di più la grande stagione delle invenzioni in campo tecnologico e informatico. È qualche anno dopo la sosta di O’Rear lungo la strada, siamo nel 2000, che Microsoft sta cercando lo sfondo predefinito per Windows XP, il suo nuovo sistema operativo che Bill Gates lancerà nell’ottobre 2001.
La scelta cade sulla foto della collina di Sonoma, immediatamente rinominata “Bliss“. Il fotografo non ha mai svelato per quale cifra Microsoft abbia acquistato tutti i diritti di “Bliss”, ha raccontato che è “la seconda somma più alta mai pagata al mondo per l’acquisto di una singola fotografia” e che è stato firmato con l’azienda un accordo di non divulgazione.

Bliss | Collater.al

Chuck O’Rear non sa perché Microsoft abbia scelto “Bliss” come foto per Windows XP, ma negli anni ha osservato come sia diventata probabilmente la fotografia più vista della storia. Microsoft ha modificato leggermente i colori del cielo e ha tagliato leggermente a sinistra l’inquadratura di O’Rear, per il resto quel viaggio tanto ordinario del fotografo è entrato in miliardi di computer in tutto il mondo.
“Bliss” è comparsa sui più grandi billboard di Time Square, nella vita privata di molti di noi e in eventi dalla portata storica. Per esempio, Chuck e Daphne hanno raccontato a People come abbiano notato “Bliss” sullo sfondo del computer nel primo storico collegamento diplomatico tra Corea del Nord e Corea del Sud.
La storia di “Bliss” è semplice, una collina della California diventata spazio privato per miliardi di persone, è la storia di un’occasione, che si poteva cogliere semplicemente guardando fuori dal finestrino.

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La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art

La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art

Tommaso Berra · 2 giorni fa · Art

Si discute molto sull’istituzionalizzazione della street art e sulle scelte etiche di galleristi e istituzioni quando scelgono di presentare opere che appartengono a un’espressione artistica nata nelle strade e che secondo i più nostalgici non dovrebbe spostarsi da quei contesti.
In alcuni casi questa conversazione pone davanti a falsi problemi, che riguardano la natura delle opere e le intenzioni degli stessi artisti, che hanno saputo adattare il proprio ruolo, e già a partire dagli anni ’70 portando questo fenomeno controculturale nei circuiti tradizionali dell’arte.
Ci sono nazioni in cui la street art non è mai entrata nelle gallerie nel modo in cui altri grandi musei del mondo hanno fatto, per esempio la Cina, che da poco ha annunciato che ospiterà la sua prima storica mostra retrospettiva dedicata alla street art e ai graffiti, in occasione di Art Basel Hong Kong.

Il titolo della mostra è “City as Studio”, rappresentativo di quel meccanismo che ha stravolto la concezione dell’artista e la valutazione di questo tipo di arte da parte delle gallerie. Un processo iniziato da artisti come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, entrambi presenti alla mostra.
Le oltre 100 opere, realizzate da 30 artisti, verranno presentate alla K11 Art Foundation e sono state selezionate dal curatore Jeffrey Deitch, personaggio che grazie alle oltre 50 mostre curate in tutto il mondo ha contribuito a far si che la street art venga accettata nei programmi di importanti musei mondiali.
“City as Studio” entra nei percorsi del genere trasmettendo ai visitatori l’ampiezza di stili e aree geografiche attraverso il quale si sono mosse le diverse generazioni. Da New York a San Francisco, fino al Brasile, Tokyo e Parigi, la mostra sarà prima di tutto una riflessione storica sulla graffiti art, grazie al talento di nomi come Fab 5 Freddy , FUTURA, Barry McGee , Mister Cartoon , KAWS e AIKO.

Street Art | Collater.al
La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art
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“Dark art with bright colors”: la Crypto Art di Other World

“Dark art with bright colors”: la Crypto Art di Other World

Tommaso Berra · 1 giorno fa · Art

Il paesaggio dei crypto artist è popolatissimo, il nome che segnaliamo oggi è quello di Other World, artista che da Los Angeles riesce a definire un mondo che, per usare le sue parole, si potrebbe definire “psichedelico e surreale“.
Il surrealismo delle sue composizione è nella scelta dei soggetti e delle scene di gruppo, prese dalla lunga tradizione della pittura e degli affreschi rinascimentali e romantici, in cui soggetti storici e religiosi formano grandi composizioni dinamiche e ricche di pathos. La psichedelia è legata più allo stile con il quale Other World sceglie di citare questi riferimenti, facendo ricorso a colori evidenziatore del tutto slegati dai paesaggi di sfondo.

Il risultato che si crea è quello di un forte contrasto sia stilistico che tematico, oltre che una cupezza che è data spesso da alcuni dettagli inseriti dall’artista come il fuoco distruttore, i cieli bui e i volti del personaggi, neri con un sorriso spaventoso da Venom.
Per utilizzare ancora una volta le parole di Other World, si tratta di “un’arte oscura ma con colori brillanti“, in cui si uniscono una tecnica peculiare – combinazione di collage e illustrazioni per un’opera digitale – e un citazionismo alto che crea originalità nel panorama della Crypto Art.
La citazione aiuta l’artista a non dover spiegare troppo, a non enfatizzare la componente didascalica delle opere, lasciando il compito al contesto, allo sfondo e a gesti che grazie alla storia dell’arte sono diventati familiari. Il gioco e il colore sono la quota di libertà di interpretazione, che l’artista invita a prendersi, prima della storia e prima di simboli ritenuti spesso intoccabili.

Other World | Collater.al
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“Dark art with bright colors”: la Crypto Art di Other World
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Gli ironici e sentimentali self-help book di Johan Deckmann

Gli ironici e sentimentali self-help book di Johan Deckmann

Collater.al Contributors · 3 giorni fa · Art

Ricominciare significa fare liste e liste di buoni propositi e nuove regole che poi, inevitabilmente, finiscono nel dimenticatoio dopo poche settimane.
Pensiamo ed ignoriamo piccole guide che, in realtà, potrebbero salvarci la vita, soprattutto quella emotiva.
Ma, se pur in maniera molto ironica, a ricordarci che questo ci porta ad avere cattivissime idee, amori mediocri, paure e grande difficoltà ad esprimere i nostri sentimenti, c’è Johan Deckmann.

Artista, psicologo praticante e autore con base a Copenhagen si ispira ai self-help book tipici degli anni ’70 per affrontare tematiche molto comuni.
Deckmann, infatti, parte dalla sua conoscenza teorica sulla mente dell’uomo e, tramite l’utilizzo della parole, ne analizza comportamenti e pensieri.

“I like the idea of distilling words to compress information, feelings or fantasies into an essence, a truth. The right words can be like good medicine.”

I suoi artwork, che dal 2015 hanno fatto il giro del mondo, sono stati esposti in più gallerie riscuotendo tantissimo successo.

Qui trovate alcuni dei suoi lavori ma vale la pena vederli tutti e li trovate qui e qui.

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Gli ironici e sentimentali self-help book di Johan Deckmann
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Il mondo a collage del musicista-artista Cato

Il mondo a collage del musicista-artista Cato

Tommaso Berra · 4 giorni fa · Art

Il mondo di dell’artista Cato è pieno di energia e vibrazioni, artistiche e musicali. Queste caratteristiche ritornano in modo evidente nelle opere che l’artista realizza con collage, acrilici e areografo. Il suo essere musicista non ritorna solo nella scelta dei soggetti, che spesso sono suonatori che rimandano a melodie jazz, ma anche nell’energia che sembra sempre accompagnare le azioni delle sue opere. Difficile immaginare momenti di stallo o calma, il racconto descritto è frutto di un’intenzione di raccontare una vita veloce e viva, che mette in contatto le persone e i paesaggi. Questo movimento è chiaro nei progetti video di Cato, ma ritorna anche nella sovrapposizione di ritratti e tagliati in modo netto senza rispettare necessariamente proporzioni e armonia dei corpi.

Non si fa fatica a capire le situazioni, e le storie che stanno vivendo i personaggi rappresentati, la capacità di Cato è proprio quella di saper creare con poco una narrazione affascinante che introduce l’osservatore dentro al mondo personale dell’autore.

Cato | Collater.al
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Il mondo a collage del musicista-artista Cato
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