Se cresciamo in una casa, viviamo in una casa, allora perché non essere sepolti in una casa? Il pensiero alla base dell’ultimo progetto dello studio NRJA (No Rules Just Architecture) è macabro e poetico al tempo stesso.
Gli architetti dello studio lituano hanno voluto celebrare l’impegno e i sacrifici che gli architetti fanno durante la loro vita per progettare edifici e case dove chiunque possa trascorrere la propria esistenza, costruire i propri ricordi. È così che è nata quella che è stata chiamata “Last House On A Dead End Street” (L’ultima casa in una strada senza uscita), ovvero una bara pensata solamente per gli architetti.
Se la sezione orizzontale della bara è standard, quella verticale non poteva non avere la forma del simbolo legato all’architettura per eccellenza, ovvero la forma della casa archetipica, quella che ognuno di noi ha disegnato da piccolo: una linea per il pavimento, due per le pareti e altre due per il tetto spiovente.
In effetti, se la bara è la nostra ultima casa, per quale motivo non dovrebbe averne le sembianze?
Lo studio NRJA ha adottato le caratteristiche dei propri progetti anche i questo, scegliendo del compensato di betulla baltica rifinita con vernice nera a base d’acqua, in modo tale da creare una bara ecologica e dal minor impatto possibile.
Voi cosa ne pensate della “Last House On A Dead End Street”?






