Daniele Sigalot, artista concettuale cresciuto nel campo della pubblicità di cui vi abbiamo già raccontato, ha da poco reso pubblico un progetto fotografico a cui sta lavorando da più di un anno.
Superficial, questo il nome che ha scelto per questa serie di immagini scattate fra mare e cielo, ha l’obiettivo di stupire lo spettatore già al primo sguardo tramite la creazione di un’estetica molto accattivante, ma anche di sottolinearne un’atteggiamento molto comune.
“Mi incuriosisce l’approccio umano all’apparenza, e come quindi prevalga il contrasto cromatico tra il fumo, l’acqua e il cielo piuttosto che il fatto che sotto quell’acqua ci sia una persona.”
Ma la scelta di usare un fumogeno, di metterlo in una mano e di accenderlo in mezzo al mare è, ovviamente, tutt’altro che casuale:
“Utilizzare un fumogeno che in mare assume il significato di un razzo di segnalazione, e quindi di una richiesta di aiuto, aggiunge ancora più tensione.
Prima del Covid-19 sembrava che l’unico problema dell’Italia fosse l’immigrazione clandestina, e l’approccio che la politica, e di parte del paese, è facile da definire col titolo di questa serie di foto.”
Una critica, quella di Daniele, al modo in cui si affrontano oggi tematiche di grande rilevanza sociale, politica ed economica che è riassunta perfettamente nel suo intero progetto ma anche nel modo in cui, ironicamente, lo racconta.
“Da un punto di vista del mercato dell’arte poi mi divertiva l’idea che molto probabilmente chi comprerà queste foto lo farà perché il colore del fumogeno coincide con quello del divano.”




