Art SUPERMARKETTE, una gita dentro un supermercato artistico
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SUPERMARKETTE, una gita dentro un supermercato artistico

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Giorgia Massari

«SUPERMARKETTE è una gita dentro un supermercato artistico fatto di nuovi inesistenti prodotti autentici. Ognuno di noi è artista della propria vita. E ognuno di noi ha la possibilità di scegliere». Con questa premessa si apre la mostra di Maurizio Tentella in collaborazione con l’artista Alessandro Pizzuti e curata da Mariano Franzetti, che inaugurerà il 13 giugno da Galleria Lampo a Milano. Un progetto concepito da Tentella, critico culinario e fondatore dell’agenzia Spacedelicious, con l’intenzione di riflettere – in modo decisamente provocatorio – sulla nostra alimentazione. Un’esposizione che combina cibo, immagini e parole «senza zuccheri, senza conservanti, senza niente, tranne la possibilità di scegliere». Ma scopriamo meglio di cosa si tratta e quali saranno le opere in mostra.

supermarkette

Attraverso una rielaborazione delle immagini e dei messaggi pubblicitari associati ai prodotti di largo consumo nei supermercati, SUPERMARKETTE esplora tutte le forme in cui questi prodotti si presentano fino ad arrivare sulle tavole dei consumatori. La mostra prende in considerazione dettagli come il logo tricolore tipico dei minimarket di quartiere e l’uso di parole che combinano prefissi latini con diminutivi di marche, bolli e certificazioni. Nulla sfugge all’occhio critico di Maurizio Tentella, che analizza con attenzione gli ingredienti più iconici della cucina mediterranea. È poi l’artista Alessandro Pizzuti a concepire delle opere d’arte provocatorie che fanno riflettere sull’autenticità di quello che ogni giorno ingeriamo. Dalle uova alla mortadella, senza dimenticarci della frutta e verdura. Capiamo meglio di cosa si tratta e scopriamo in anteprima alcune delle opere in mostra.

Uova allevate a terra

Se si parla di alimentazione mediterranea non si può non parlare delle uova, ingrediente alla base di moltissime ricette. Altrettanto, se si parla di allevamenti intensivi e di produzione industriale del cibo, parlare di uova è pressoché automatico. Si dibatte molto sulle varie diciture sulle confezioni di uova – “allevate a terra”, “allevate all’aperto” – e anche sui numeri sopra le uova, che spesso corrispondono al modo in cui vengono allevate la galline. In questo senso, Tentella e Pizzuti riflettono sull’assenza della parola “gallina”, nessuno nomina il nome della fautrice di questo prodotto. Contrariamente si sottolinea la grandezza delle uova, grandi, medie, piccole, «abbastanza grandi da incubare un embrione, abbastanza piccole da essere deposte, ma non così sferiche da rotolare via come palle da biliardo», si legge sul testo della mostra. Da questa riflessione nasce l’opera che vede delle palle da biliardo sostituire le uova e, fuori dalla confezione, un uovo bianco, l’unico autentico.

Frutta a fine pasto: pomodoro e banana

È difficile accettare che il pomodoro sia un frutto, e ancor più che sia un’importazione dall’America Latina. Per molti, questo ingrediente onnipresente nella cucina italiana, simbolo della dieta mediterranea, è così radicato nel nostro DNA che, in assenza di salsa di pomodoro, ricorriamo alle trasfusioni di ITALIAN BLOOD. Questo è il titolo dell’installazione che rappresenta una stanza dove si alternano donatori e riceventi di sangue o salsa, in un omaggio all’amore per il pomodoro e la sua ambiguità.

Insomma, sono tante le opere in mostra da SUPERMARKETTE che offrono una riflessione acuta e ironica sulla nostra relazione con il cibo e i simboli culturali che lo circondano, combinando storia, arte e critica sociale in un’esperienza unica e provocatoria. Avete tempo fino al 30 giugno per visitare la mostra e scoprirle tutte.

Courtesy Maurizio Tentella, Alessandro Pizzuti, Galleria Lampo

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Scritto da Giorgia Massari
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