TeamLab è un collettivo giapponese composto da creativi ed ultra-tecnologi che uniscono le loro skills per realizzare opere d’arte a trecentosessanta gradi. Come avevamo precedentemente preannunciato qui si è finalmente aperta la grande esibizione di TeamLab presso il Mori Art Museum di Tokyo.
“This allows for continuous dynamic behavior, visual phenomena, and the ability to transform the canvas by doing so, the boundaries between the body and the work become ambiguous, which may become the starting point for people to think about their relationship with the world.”
Questo è l’intento della loro opera: abbattere i confini e portare lo spettatore a far parte dell’opera stessa. Come afferma uno dei membri del collettivo, Takumi Nomoto, la bellezza del progetto è quella di creare un’esperienza condivisa che trasmetta emozioni e vibrazioni positive: creare un ricordo di felicità collettiva.
“I would love to make a strong positive impact on people and share happy memories: it may be small a step, but I believe that happiness will increase on a global scale if we could make as many visitors as possible happy.”
Un sogno ad occhi aperti condiviso da più persone possibili è qualcosa di mai visto prima, magico e futurista. Tra le varie opere spiccano “Floating in the falling universe of flowers” che racconta il ciclo vitale dei fiori in tempo reale rispondendo all’intervento eventuale del pubblico, nulla di registrato insomma, e “Waterfall of light particles at the top of an incline”, che riprende un vecchio progetto del TeamLab dove le particelle di luce precipitano verso il basso e generando l’immagine eterea di un’ondata di acqua luminosa. Per finire, la magica “The infinite crystal universe” che utilizza dei punti luce per creare oggetti tridimensionali.
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