A volte capita di passeggiare per le strade di una città, alzare gli occhi e vedere che i palazzi possono essere estensioni della natura che si insinua sempre tra le costruzioni delluomo come fanno i papaveri ai cigli delle strade tra lasfalto e il verde smisurato poco più in là.
Quel muro che state guardando potrebbe essere opera di Tellas, giovane artista sardo affezionato ai motivi naturali. I suoi intrecci rievocano spesso le foglie, i fiori, i semi, le onde, tutto ciò che è movimento e vita nella sua accezione primordiale e allo stesso tempo la geometria che non è artifizio delluomo, anzi, è propria della natura stessa come ci ricordano le conchiglie, i girasoli e, perché no, i broccoli romaneschi.
I palazzi non possono che rimanere ingabbiati in questa maglia che li ricopre fino a renderli mera estensione umana di un insieme più grande, antico e forte, il globo terrestre comera fin da principio e come continuerà ad essere dopo la nostra breve parentesi di conquista spregiudicata ma, per fortuna, destinata a finire.
Se oltre ai muri siete interessati al tratto in sé che non può che partire dalla carta, dal 16 maggio al 20 giugno alla Mini Galerie di Amsterdam, This quiet, harsh land. Vale il viaggio.

