TERA, la casa progettata per vivere su Marte

TERA, la casa progettata per vivere su Marte

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

La missione di AI SpaceFactory si comprende a pieno soltanto leggendo la descrizione dell’azienda che viene proposta sul loro sito “AI SpaceFactory è uno studio di progettazione architettonica e tecnologica multipianetaria, che costruisce per la terra e lo spazio.” e il loro ultimo progetto non potrebbe rappresentarlo meglio. Si chiama TERA e si tratta di un’abitazione che offre una sistemazione perfetta sia sulla Terra sia su Marte

Ebbene sì, seguendo le ultime scoperte e gli ultimi studi in ambito spaziale sembra che la possibilità di passare qualche giorno su Marte non è poi così lontana, per questo il team dell’AI SpaceFactory hanno progettato un’abitazione che permettesse un soggiorno sul pianeta rosso con tutti i comfort desiderabili. 

Innanzitutto, TERA  è interamente realizzata un composito di basalto biopolimero, ottenuto da rifiuti di mais e canna da zucchero, stampato in 3D. È grazie all’utilizzo di una stampante in 3D che è stato possibile costruire TERA in una forma cilindrica, con un diametro che si allarga al centro e si restringe alle estremità. Inoltre, quello usato, oltre ad essere un materiale ecosostenibile è molto più resistente dei classici materiali comunemente utilizzati come il calcestruzzo o l’acciaio ed è interamente compostabile. Questa caratteristica rende TERA l’abitazione perfetta sia per Marte, ma anche per il nostro Pianeta. Adottando questo tipo di costruzioni nel settore edile si diminuirebbero di gran lunga gli sprechi di materiali non riciclabili. 

Ma se per un soggiorno extra-planetario dobbiamo ancora aspettare, per uno all’interno di TERA no, infatti ne è stata posizionata una poco fuori New York, nascosta tra boschi e affacciata sul fiume Hudson ed è prenotabile online. 

TERA AI SpaceFactory | Collater.al
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Tai Soon Bar, una moderna birreria cinese

Tai Soon Bar, una moderna birreria cinese

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

Se c’è una cosa per cui è famosa Bangkok è la cucina di strada e quello offerto da baracchini o da piccole attività aperti sulle vie è il vero cibo della capitale Thailandese. Qui, a due passi dal celeberrimo Pad Thai Pratu Phi, ha recentemente aperto il Tai Soon Bar, una vera e propria birreria cinese moderna. 

A ribadire la proposta gastronomica è lo stile del locale, progettato dallo studio di design Taste Space. L’obiettivo era quello di ricreare un’atmosfera cinese, senza andare a intaccare la bellezza fatiscente dell’edificio che ospita il Tai Soon Bar. 

Sviluppato su tre piani, la birreria riesce a fondere diversi stili, ma anche diverse culture e tradizioni: la facciata quasi decadente entra immediatamente in contrasto con le luci al neon rosse  che illuminano quasi interamente gli spazi e che seguono le linee di 13 diverse spillatrici. A unire i tre livelli ci sono delle lanterne cinesi che partono dal soffitto dell’ultimo piano e scendono, attraverso uno spazio vuoto creato al secondo piano, fino a quello più inferiore. 

Grazie al Tai Soon Bar potrete passare dai profumi della cucina thailandese alla tradizione francese con un solo passo. 

tai soon bar | Collater.al
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Tai Soon Bar, una moderna birreria cinese
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Il nightclub italiano retrò a Shanghai firmato ALL

Il nightclub italiano retrò a Shanghai firmato ALL

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Design

Ispirandosi al misterioso e affascinante personaggio di Don Vito Corleone nel Padrino, ALL design studio ha immaginato una camera privata a tema per un nuovo night club a Shanghai, in Cina. Il nightclub si presenta con un ingresso suggestivo, composto dal bagliore al neon rosso e blu: all’ingresso, la luce rossa che si riflette sul vetro marrone curvo si trasforma in un’esperienza immersiva per gli ospiti.

Nel soggiorno troviamo un enorme bar curvo seguito da un lungo mobile retroilluminato alle spalle: ispirandosi all’iconico Colosseo di Roma, i designer hanno scelto di utilizzare alcuni cilindri in ottone per imitare l’estetica d’impatto dell’arena italiana.

La pista da ballo è circondata da raggi laser rossi e blu per ricreare l’immagine di una gabbia, tutto contribuisce a dare vita a un’atmosfera unica per offrire al pubblico un’esperienza fuori dal comune. La vip room situata all’angolo della discoteca è un giardino notturno segreto coperto da tende di perline e circondato da piante tropicali, questa stanza offre privacy assoluta per gli ospiti che non vogliono essere disturbati.

Si può dire che all’interno del club non manchi veramente niente. Se vuoi saperne di più, dai un’occhiata al sito di ALL design qui.

Il nightclub italiano retrò a Shanghai firmato ALL
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Breaking Ground, il libro Phaidon dedicato all’architettura femminile

Breaking Ground, il libro Phaidon dedicato all’architettura femminile

Collater.al Contributors · 4 mesi fa · Design

Si chiama “Breaking Ground” ed è il libro di Phaidon in uscita il 16 settembre 2019 dedicato alla “architecture by women”. L’autrice del libro, Jane Hall, propone agli appassionati del settore un’innovativa indagine visiva sulle architetture progettate dalle donne dall’inizio del XX secolo fino al nostro tempo. ‘Would they still call me a diva if I were a man?”, ovvero, “(loro) mi chiamerebbero ancora diva se fossi stata un uomo?”, la risposta è: non credo. Un loro generico, rivolto a tutti coloro che per anni ci hanno fatto fare lo slalom tra gli stereotipi sugli architetti donne. 

Breaking Ground” si offre come terreno innovativo dove mettere in campo la cultura progettistica delle donne di tutto il mondo, un manifesto visivo pionieristico di oltre 200 incredibili edifici. Dai grandi nomi dello scorso secolo – Julia Morgan, Eileen Gray e Lina Bo Bardi – fino ad oggi con la mitica Kazuyo Sejima, poi Elizabeth Diller e il duo Grafton Architects, curatrici dell’ultima Biennale di Architettura a Venezia. Poi ancora: Itsuko Hasegawa, vincitrice dell’Inaugural Royal Academy Architecture Prize of 2018; Frida Escobedo, la persona più giovane scelta per progettare il Serpentine Pavilion di Londra, e ovviamente la “one and only” Zaha Hadid. Ma ci sono anche figure più dimenticate, come Margaret Kropholler, la prima ad esercitare la professione nei Paesi Bassi; Mary Medd, icona del design del dopoguerra e la turca Altuğ Çinici.

Questo libro è, soprattutto, una celebrazione rivoluzionaria di straordinaria architettura. La speranza di Jane Hall e di tutti noi è che finisca in mano a ogni giovane studentessa o architetto donna incoraggiandola a lasciare il suo segno nel mondo, “e magari finirà anche lei su un libro Phaidon di architettura”. 

Phaidon Breaking Ground | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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The Twist, il ponte abitabile che si attorciglia su se stesso

The Twist, il ponte abitabile che si attorciglia su se stesso

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

Una delle attrazioni turistiche norvegesi, a un’ora di macchina da Oslo, è il Kistefos Sculpture Park che ospita al suo interno un museo industriale, gallerie d’arte e un parco di sculture. Il Kistefos è tagliato dal fiume Randselva, che separa una parte più pianeggiante e una più collinare. Inspirato proprio dalla conformazione del territorio e dal fiume, lo studio di architettura BIG – Bjarke Ingels Group ha progettato The Twist, una struttura chiusa che fa sia da galleria d’arte sia da ponte. 

The Twist, definito dallo stesso Bjarke Ingels un “ponte abitabile”, è raggiungibile attraverso un percorso percorribile a piedi tra il bosco e nasce come naturale prolungamento e completamento del parco di sculture. 

La vera sfida che gli architetti sono stati costretti ad affrontare è stata quella di collegare due sponde di altezze diverse con una struttura chiusa. 

L’ostacolo è stato affrontando attorcigliando letteralmente nel mezzo il ponte su se stesso di 90°. In questo modo se la facciata su una sponda misura 16 metri in larghezza e 9 in altezza, quella dall’altra parte misurerà 9 metri in larghezza e 16 in altezza. 

Bjarke Ingels Group BIG The Twist | Collater.al

Inoltre, gli architetti di BIG hanno pensato di realizzare una delle 4 pareti interamente in vetro che, grazie alla rotazione dell’edifico, sulla sponda di destra forma la vetrata laterale che affaccia sul fiume, mentre sulla sponda di sinistra diventa un lucernario. In questo modo all’interno è come se si formassero tre ambienti diversi, uno illuminato solo metà giornata, uno illuminato sempre e uno, quello centrale, illuminato con luce artificiale. 

Camminando lungo il The Twist sarà come fare una passeggiata in un mondo che si piega su se stesso, cambiando continuamente forma. 

Bjarke Ingels Group BIG The Twist | Collater.al
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