The Guestbook: la nostra intervista a Edie Sunday

Edie Sunday è una fotografa unica nel suo genere, è autentica, sia nei suoi lavori, che nel modo in cui si è raccontata a noi di Collater.al. Le sue immagini sono sogni ad occhi aperti, che non hanno paura di esplorare il subconscio, le emozioni, l’oscurità e lo fanno attraverso colori, forme e modi sempre nuovi, che cambiano lungo il percorso della vita.

Noi di Collater.al abbiamo chiesto a Edie di raccontarsi brevemente tramite un’intervista, che trovi qui sotto:

Chi è Edie Sunday? Raccontati con una delle tue fotografie.

Chi è Edie Sunday? Descrivetevi con una delle vostre fotografie.

Sembra che le tue immagini rappresentino sogni ad occhi aperti. Da cosa trai ispirazione?

È una domanda difficile alla quale rispondere, è qualcosa che accade naturalmente, che non cerco: penso di trarre ispirazione da una moltitudine di esperienze visive ed emotive del quotidiano. Sono sempre stata ispirata dall’esterno, perché è lì che ho passato la maggior parte del mio tempo e sono attratta dai paesaggi surreali. Vivo in una zona in cui il sole sorge in modo diverso e altrettanto bello ogni mattina: è la stessa terra, ma sembra sempre diversa.

L’altra cosa dalla quale traggo ispirazione è la storia, intesa come amore verso il passato e gli oggetti vintage, infatti colleziono pezzi d’antiquariato: ho sempre cercato un mondo parallelo, riconducibile ad altre epoche; così ho raccolto gioielli, piccoli quadri, fotografie, macchine fotografiche, libri e altro ancora, soprattutto risalenti all’epoca vittoriana e agli anni Trenta. Circondarmi di questi oggetti mi fa sentire al sicuro nel mio mondo, un mondo dove il tempo non esiste e dove non devo invitare nessuno. I miei oggetti d’antiquariato consumati nel tempo, attraverso le e tonalità di turchese, blu e verde, hanno influenzato l’uso del colore nel mio lavoro.

Elaboro molte delle mie emozioni ed esperienze attraverso il fare arte, perchè in questo modo posso permettermi di essere vulnerabile.

C’è un motivo particolare per cui hai scelto di condividere con noi proprio questi scatti?

Beh, sono alcuni dei miei preferiti che vanno dai miei esordi ad oggi, è un omaggio all’ultimo decennio per ricordare i momenti più importanti: l’evoluzione del mio lavoro non è stata lineare. Mi fa male guardare alcune immagini,anche se le adoro, dato che i soggetti sono persone che un tempo amavo, ma dalle quali mi sono separata. Nonostante la fine di una relazione, il lavoro che ho fatto con quella determinata persona non ne risente, perchè le foto sono una loro entità a parte, in qualche modo animata da noi due (il ricordo), ma allo stesso tempo completaente separata da noi stessi.

Quale pensi che sia il futuro delle immagini nella nostra società?

Sono la persona più sbagliata a cui chiederlo, infatti mi sento un po’ pessimista riguardo questo argomento, dato che non produco lavori commerciali e cerco di stare lontana dal folle afflusso di “immagini” che popolano il quotidiano. Da un lato, trovo sorprendente che così tante persone siano state attratte dalla fotografia negli ultimi anni, questo ha sicuramente aumentato la qualità delle immagini che ci circondano, ma d’altra parte, le fotografie “decenti” sono così comuni adesso, che si può prendere una macchina fotografica costosa e premere l’otturatore per produrre una bella foto. Questa forma d’arte sta diventando annacquata.

In passato, la fotografia è stata un mestiere o un hobby che richiedeva una formazione, conoscenze altamente specializzate e molta pazienza. I fotografi erano molto considerati, sia come artisti, che come professionisti, credo. Nell’era dei social media, chiamarsi fotografo non è diverso dal chiamarsi utente di cellulare: le persone sono anche piuttosto riluttanti a pagarci, dato che ora valiamo una decina di centesimi di dollaro.

Insomma, il futuro delle immagini è luminoso nel settore commerciale (se riesci a trovare un modo per fare soldi!), e ci sono così tanti fotografi meravigliosi con cui lavorare. Ma il futuro della fotografia come arte è discutibile, per me. Morirà o tornerà la forma d’arte che era una volta.

Cosa ti spinge a fare foto? Che consiglio daresti a coloro che si avvicinano a questo mondo?

Mi piace farlo. Dal momento in cui ho potuto premere l’otturatore su una Polaroid, ho scattato foto a qualsiasi cosa: era ed è, come ho detto in passato, una magia “sacra” per me, è stato anche un modo di osservare e documentare i momenti ai quali ho assistito, vivendoli da lontano. Con l’avanzare dell’età, sento meno il bisogno di nascondermi dietro la mia macchina fotografica, ma quando ne ho bisogno, è sempre lì. Non so…… non saprei come esistere senza fare foto, è una parte di quello che sono. A volte scatto foto per catturare una bellezza specifica e surreale, a volte per esprimere ed elaborare emozioni, e a volte solo per documentare la bellezza che trovo nell’ordinario o per catturare i lati più oscuri della realtà. Quindi, si potrebbe dire che il solo fatto di essere viva mi spinge a scattare!

Per quanto riguarda i consigli, non posso dare alcun consiglio a chi cerca di avvicinarsi al mondo della fotografia commerciale. Ma per coloro che vogliono fare arte perché ogni parte del loro corpo li costringe, il mio consiglio è quello di creare, creare, creare, creare. Creare senza tener conto delle opinioni altrui (e stare lontano da piattaforme come Instagram il più a lungo possibile, in quanto inevitabilmente avvelenerà il tuo processo a meno che tu non abbia un senso di sé altamente sviluppato e un sano grado di autostima). Creare senza riguardo per il prodotto finale.

Creare per la catarsi, per la pace in tempi di turbolenza, per rimettersi in gioco con il proprio mondo dopo aver capito che ci si è staccati: scatta foto per ricordare le cose che hai amato, per ricordare la tua vita e tutti i piccoli momenti che ti hanno reso ciò che sei, momenti in cui la mente è incapace di comprendere tutto. Sperimentare e dire fanculo le regole, non ci sono regole, non importa quanto qualche rigido, tecnico fotografo (o meccanico, come mi piace chiamarli) ti dice che ci sono.

Fai quello che è vero per te, se ti capita di sentirti accettato dagli altri, ben venga, ma non creare solo per gli altri. Infine, ricordati che sei speciale come qualsiasi altra persona che fa arte e sei altrettanto meritevole di impegnarti in questo processo: basta essere autentici, onesti e sinceri e il resto arriverà da solo.

Segui il take over di Edie sul profilo Instagram di Collater.al!

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