The Most Searched, Google celebra il Black History Month

The Most Searched, Google celebra il Black History Month

Giulia Guido · 3 settimane fa · Art

Febbraio è il Black History Month e per celebrarlo al meglio Google ha realizzato il video “The Most Searched” che è stato trasmesso per la prima volta questa notte in occasione dei Grammy Awards. 

Il video presenta una carrellata delle icone, degli eventi e dei movimenti legati alla black culture più cercati sul web. Si inizia con l’indimenticabile performance di Beyonce al Coachella, che permette anche di avere come sottofondo per tutto lo spot la sua “Countdown”, per poi passare a Prince e John Legend, al mondo dello sport con Michael Jordan, LeBron James e Serena Williams, al mondo dell’intrattenimento con Oprah e concludendo con il lapidario “I Have A Dream” di Martin Luther King.  

“The Most Searched” racconta una storia potente su come la comunità nera ha contribuito a plasmare e influenzare la cultura americana.

The Most Searched” nasce da oltre 15 anni di analisi delle tendenze e delle ricerche su Google e dalla curiosità dei ricercatori dell’azienda statunitense che, attraverso diversi aggregatori hanno notato un fattore comune incredibile. 

Decine di neri americani e i movimenti storici da loro guidati sono stati ricercati più di qualsiasi altra persona o evento in una categoria.

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Le illustrazioni ironiche di Johanna Ploch

Le illustrazioni ironiche di Johanna Ploch

Collater.al Contributors · 3 settimane fa · Art

Polli arrosto, colori al neon, animali volanti e una visione satirica di un mondo caotico.

L’artista Johanna Ploch crede fermamente che la passione per quello che fa derivi dalla voglia di raccontare e intrattenere, non importa quanto banale, strana o inutile sia una situazione, basta aggiungere un pò di colore e qualche strambo elemento per dare vita alle sue magnifiche illustrazioni.

Il suo processo creativo è quasi sempre uguale, viaggiando spesso Johanna porta con se un quaderno pieno di schizzi e appunti trasferiti in un secondo momento sul suo iPad che, per la sua mobilità si è rivelato lo strumento perfetto per lavorare.

A volte i suoi personaggi sono quasi fastidiosi, ma l’ironia con cui prendono vita rende accettabile anche il rifiuto sociale.

Le illustrazioni ironiche di Johanna Ploch
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Coucouaurelien e le sue illustrazioni sensuali e intime

Coucouaurelien e le sue illustrazioni sensuali e intime

Giulia Guido · 3 settimane fa · Art

Lui si chiama Coucouaurelien ed è un illustratore parigino che sul suo profilo Instagram condivide con il mondo i suoi lavori, e con esse la sua visione del mondo. Basterà un’occhiata per capire che quello di Coucou è un immaginario semplice e sensuale, ammiccante e intimo. 

L’illustratore francese si fa ispirare da tutto ciò che lo circonda, dalle persone che incontra o da ciò che trova su internet o sui social e, poi, attraverso ampie campiture blu, rosa e rosse realizzate in digitale dà vita a un universo popolato da giovani ragazze in biancheria intima. Il risultato è sensuale, ammiccante, ma anche delicato e mai volgare. 

Coucouaurelien si sofferma spesso sui particolare, sui dettagli: un rossetto che si appoggia sulle labbra, un taglio nei jeans che svela la pelle, il pizzo si una mutandina. 

Sebbene su Instagram siamo quotidianamente bombardati da immagini di modelle e ragazze provocanti, Coucouaurelien presenta il corpo della donna in una veste diversa, innalzandolo a vera opera d’arte. 

Scopri alcuni lavori dell’illustratore qui sotte e per scoprirne di più vai sul suo profilo Instagram

Coucou Aurelien | Collater.al
Coucou Aurelien | Collater.al
Coucouaurelien e le sue illustrazioni sensuali e intime
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Coucouaurelien e le sue illustrazioni sensuali e intime
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Anatol Knotek e le poesie fatte di oggetti

Anatol Knotek e le poesie fatte di oggetti

Giulia Guido · 3 settimane fa · Art

Classe 1997, Anatol Knotek è un artista austriaco – precisamente nato a Vienna -, autore di installazioni e opere concettuali. 

Tutto il processo creativo di Anatol parte da una parola qualsiasi, spesso banale e iper usata come “time” (tempo) che viene analizzata in ogni suo aspetto, a partire dal significato, fino ad arrivare alla forma delle lettere. Una volta svisceratola completamente, l’artista austriaco trasforma questa parola, ma anche il suo significato, in un’opera concreta, palpabile, fatta di tela, inchiostro o qualsiasi altro materiale. Il risultato finale: un quadro con la scritta “time” che si svuota – proprio come una clessidra – del suo inchiostro che cola dalla tela sul muro, fino al pavimento. 

Minimali e d’impatto, le sue poesie visuali, che prendo anche il nome di textobjekte o textinstallationen, possono sembrare semplici, ma ogni piccolo dettaglio è curato con una maniacale precisione dalla grandezza delle parole al font, quasi sempre Helvetica Neue. 

La scelta di Anatol Knotek di utilizzare il bianco e nero, invece, è legata al suo daltonismo, problema che da giovane lo ha portato ad abbandonare la pittura e dedicarsi a installazioni concettuali. 

Dall’impatto fortissimo (e anche Instagram friendly), le opere di Anatol Knotek sono state esposte a livello internazionale e sono state pubblicate in libri, manuali e riviste, e hanno portato l’artista a diventare membro dell’associazione professionale degli artisti visivi austriaci (Berufsvereinigung der Bildenden Künstler Österreichs). 

Scopri alcune opere di Anatol nella nostra gallery e per scoprirne di più vai sul suo sito

Anatol Knotek e le poesie fatte di oggetti
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Anatol Knotek e le poesie fatte di oggetti
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Sette illustratori in mostra per celebrare la relazione tra Anima e Corpo

Sette illustratori in mostra per celebrare la relazione tra Anima e Corpo

Giulia Guido · 3 settimane fa · Art

“S’ignora infatti quale sia la natura dell’anima,
se sia nata o al contrario s’insinui nei nascenti,
se perisca insieme con noi disgregata dalla morte
o vada a vedere le tenebre di Orco e gli immani abissi,
o per volere divino s’insinui in animali d’altra specie.”
– Lucrezio

Quella tra Anima e Corpo è una relazione lunga millenni. Nato nell’Antica Grecia, il dibattito su questo argomento ha tormentato generazioni di studiosi, filosofi, ma anche letterati e artisti. C’è chi pensa che siano due entità distinte e separate, chi sostiene che una sia più forte dell’altra e chi crede che vadano trattate e curate entrambe con la stessa importanza in quanto indissolubilmente legate. 

A Milano, più precisamente il via Padova, esiste una palestra in cui l’allenamento del corpo è importante tanto quanto quello della mente. Dalla sua apertura nel 2015, la Heracles Gymnasium, seguendo gli insegnamenti degli antichi greci, propone dei corsi per rinvigorire il fisico attraverso pratiche sportive come la boxe, affiancati da appuntamenti che hanno l’obiettivo di stimolare anche l’anima e la mente. 

E allora, quale posto migliore per ospitare una mostra collettiva che indaga il legame tra Anima e Corpo

Inaugura domenica 9 febbraio, a partire dalle ore 17.30, la mostra a cura di Deborah Miseo che vedrà esposte le opere di sette illustratori italiani che durante la loro carriera hanno collezionato collaborazioni con testate nazionali e internazionali. 

DOVE:
Heracles Gymnasium, via Padova 21, Milano
QUANDO:
DOM, 9 FEB

La sala principale dell’Heracles Gymnasium verrà invasa dalle illustrazioni inedite di Veronica Cerri, Sara Ciprandi, Luca D’Urbino, Marco Meloni, Daniele Morganti, Francesco Poroli e Antonio Sortino, che presenteranno la loro personale interpretazione del tema. 

Ancora una volta l’arte si mette a disposizione dei dubbi dell’uomo, cercando di sanarli o, più semplicemente, cercando di dare una visione nuova e farci riflettere. 

Sette illustratori in mostra per celebrare la relazione tra Anima e Corpo
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