Questi sono i video più belli della settimana

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Claudia Maddaluno · 1 anno fa · Music

Julia Holter – Les Jeux to You

Il nuovo video di Julia Holter è un film in bianco e nero diretto da Geneva Jacuzzi ispirato a Il paese incantato di Jodorowsky. Lei mangia le rose, si fa guidare su un carretto di legno che trasporta anche un grammofono e delle vecchie bambole ed esplora la potenza autodistruttiva dell’amore.

St. Vincent – Masseduction

Nel nuovo video di St. Vincent per Masseduction troviamo il Coral Living, pantone dell’anno, e una Annie Clark che canta indisturbata mentre sullo sfondo esplodono bombe nucleari.

Weyes Blood – Everyday

Natalie Mering aka Weyes Blood ha annunciato che il nuovo album Titanic Rising uscirà il 5 aprile via Sub Pop. Nel video di questo secondo singolo ispirato agli anni ’70 è un po’ una Romina Power vista con gli occhi di Dario Argento.

SASAMI – Free (feat. Devendra Banhart)

Anche se speravamo di trovarci Devendra Banhart, il video è molto bello. L’abbraccio finale insuperabile.

Mahalia – Do Not Disturb

I’m putting myself on Do Not Disturb.

Fur – Him and Her

Se ti piacciono gli Strokes e il Twister, sei nel posto giusto.

Nathy Peluso – Natikillah

La nuova diva spagnola del latin pop mischiato al rap, all’R&B e alla trap ha pubblicato un nuovo video dal titolo Natikillah in cui lei canta davanti a un tavolo pieno di “frijolito, hueva y mayonesa”, su una moto d’acqua o sul red carpet. Che artista.

Julia Jacklin – Comfort

Anche se ci sono dei nuvoloni scurissimi, tutt’intorno invece è di un rosa pastello e Julia Jacklin non fa altro che cantarti “You’ll be okay, You’ll be alright

Weezer – Take On Me

Scusate ma qui c’è Finn Wolfhard con dei capelli improponibili che canta Take On Me degli a-ha in una mansarda rustica. Ci sono anche tutti gli altri i Calpurnia e un quaderno con le illustrazioni della band.

Normani – Waves (feat. 6LACK)

Il momento è quello giusto per mollare tutto e andare su un altro pianeta con Normani e 6LACK.

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5 brani supa tropical scelti da Pereira

5 brani supa tropical scelti da Pereira

Claudia Maddaluno · 12 mesi fa · Music

Ciao,
ti ricordi di Pereira? Te ne abbiamo parlato qui, perché lui è una delle nostre scommesse per il 2019.
Diciamo pure che ci abbiamo visto giusto perché, nel frattempo, è uscito il suo primo album, dal titolo “Mascotte“, che lui stesso descrive come “un’immersione nelle acque del tropical indie“.
A un mondo popolato da palme e tucani fanno da soundtrack questi nove brani sognanti che fluttuano su un mare di riverberi e chitarre gentili.

Noi ci abbiamo proprio perso la testa e non c’è salvagente a forma di fenicottero che possa salvarci dal naufragare in queste onde melodiose.
Prima di tuffarti nel meraviglioso mondo di Mascotte, vogliamo che inizi a far pratica col contesto.
Per cui beccati questi 5 brani supa tropical scelti da Pereira.
Lo senti come improvvisamente è già estate?

Clear – Hush Moss

Mai mi stuferò di dire che è una delle band più fiche in circolazione. Direttamente da Berlino, per nostalgici dei Bee Gees.

You make me feel like dancing – Leo Sayer

Un tuffo nel lontano 1976, quando venivano scritte vere hit come questa. T’acchiappa non poco, facendo muovere anche dei pezzi di gesso come me.

Un’estate al mare – Giuni Russo

Già che si parla di tropici, possiamo davvero ignorare la Riviera romagnola e questo pezzo in sottofondo, magari condendo il tutto con una bella cedrata? Eddai

So Tired – Crumb

Questa band newyorkese ha tirato fuori dei pezzi davvero belli, dove alternano motivetti rilassanti a parti più energiche. “So Tired” è una continua evoluzione e questo la rende super.

Birds don’t sing – TV Girl

Potenzialmente uno dei pezzi più radiofonici e tropicali possibili, ho finito per cantarmelo in testa per notti intere dopo averla ascoltata per mezzo minuto un pomeriggio.

(Ps. tasto dolente: andando a ricercare nei meandri dell’internet, questo sembra il risultato live, da far invidia ai peggiori fail).

5 brani supa tropical scelti da Pereira
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Questi sono i video più belli della settimana

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Claudia Maddaluno · 12 mesi fa · Music

slowthai – Peace Of Mind

Il rapper britannico slowthai ha annunciato l’arrivo del debut album Nothing Great About Britain e intanto ha messo fuori il video di Peace Of Mind con cui ci insegna che a volte non c’è proprio niente di bello nello sprofondare nel letto.

Helado Negro – Running

Sta per arrivare anche il nuovo album di Helado Negro, This Is How You Smile, la cui uscita è prevista per l’8 marzo. Running è il nuovo singolo, accompagnato da un video che ci fa venire voglia di correre sulle alture solo per riprendere fiato davanti a uno dei tramonti più belli di sempre.

Vampire Weekend – Harmony Hall

Uno dei ritorni più attesi è certamente quello dei Vampire Weekend. Un applauso preventivo lo merita già Ezra che riesce a preparare la colazione in tutta tranquillità mentre un serpente gli striscia sul tavolo.

Snoh Aalegra – I Want You Around

I fall for you every time I try to resist you.

Cleo Sol – One

Prova a guardarlo senza ondeggiare sulla sedia.

Doja Cat – Tia Tamera (feat. Rico Nasty)

Forse non ho mai visto così tanti colori e pattern tutti insieme nello stesso video.

Sunni Colón – Mornin Dew

Questa canzone ha il potere di farti dimenticare che fuori ci sono 4°. Lui è Sunni Colón, songwriter di origini nigeriane che ama il tie dye e forse anche Anderson .Paak.

Kehlani – Nunya (feat. Dom Kennedy)

Lo so che ve la metto ogni settimana però oggi è uscito il suo nuovo mixtape While We Wait e non potevo non ricordarvelo.

Chromatics – Time Rider

I Chromatics hanno annunciato il primo tour dopo cinque anni e pubblicato un nuovo brano dal titolo Time Rider. Il video che lo accompagna vede Ruth Radelet cantare in una serie di filtri super psichedelici.

Dillon Francis & Cuco – Fix Me

Dopo il lyric video di due settimane fa, arriva anche l’esilarante video ufficiale di Fix Me, brano che vede la collaborazione di Cuco con Dillon Francis. Il visual è una carrellata di filmati di incidenti e cadute recuperati su internet dove Cuco ci mette la sua faccia in Photoshop per dirci quante volte l’amore l’ha ferito.

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Come fa Ariana Grande ad essere la regina delle classifiche

Come fa Ariana Grande ad essere la regina delle classifiche

Claudia Maddaluno · 12 mesi fa · Music

Nel 2018, sull’onda dell’incredibile successo ottenuto con l’album Sweetener,  Billboard ha incoronato Ariana Grande donna dell’anno, motivando così la decisione di dare alla superstar un titolo che prima di lei hanno avuto donne come Taylor Swift, Lady Gaga, Madonna e Selena Gomez: 
Ariana Grande is a star on her own terms, never bending to any particular musical trend or path in the industry. Certain in her convictions, she consistently stands up for herself and her decisions in a world that often isn’t hospitable to that sort of strength in young women. She’s got guts, she’s making some of the best music of her career, and she’s absolutely deserving of Woman of the Year.”  

Lo scorso anno è stato di certo importante per Ariana Grande che ha fatto l’impresa da primato di portare simultaneamente ben dieci brani dal suo album Sweetener in classifica Billboard Hot 100, qualificandosi tra le uniche quattro donne nella storia della musica (Cardi B, Taylor Swift, Beyoncé) che hanno avuto contemporaneamente 10 brani tra i Top 100.
Il fatto è che il suo ciclone scala classifiche non sembra intenzionato a fermarsi, così, sebbene il 2019 sia iniziato da soli due mesi, lei ha già battuto un altro record. Il suo ultimo album Thank U, Next è uscito l’8 febbraio e, qualche giorno fa, ai primi tre posti in classifica Billboard 100 c’erano tre dei suoi brani: 7 Rings, Break Up With Your Girlfriend, I’m Bored e Thank U, Next.

Non so se avete capito bene la portata della cosa, ma gli ultimi a fare una roba del genere erano stati i Beatles nel 1964 con Can’t Buy Me Love, Twist And Shout e Do You Want To Know A Secret?. E diciamo pure che i Beatles erano una band, lei è una sola e quindi questo le fa fare proprio la storia.
Ci sembra, quindi, che quello di Ariana Grande sia l’unico caso possibile e giustificabile per cui un artista pop possa essere paragonato ai Fab Four.

Sono cinque settimane, ad oggi, che 7 Rings è la numero 1 di Billboard Hot 100 e due settimane che il suo album Thank U, Next domina la classifica dei Top 200.

La domanda è: come fa?
E anche se mi viene di rispondere “PALESTRA“, proverò ad organizzare una logica argomentazione al perché di tutti questi record, analizzando il singolo fenomeno e, soprattutto, una tendenza più generale degli ultimi anni.

Le cifre da capogiro che accompagnano le ultime uscite di Ariana Grande ci danno testimonianza che non abbiamo più a che fare con la teen idol dalla coda lunghissima e le orecchie da coniglietta di My Everything ma con una vera star del pop che riesce ad eguagliare i Beatles pur restando se stessa.

Non dimentichiamoci che Thank U, Next arriva dopo un periodo non facilissimo: l’attentato a Manchester durante un suo concerto, la morte del rapper Mac Miller, la fine della relazione con Pete Davidson. Ognuno di questi macigni diventa per Ariana occasione di incanalare il dolore nella produzione di musica nuova e rispondere a una precisa urgenza espressiva.
Questo fa dei suoi album in generale e dell’ultimo in particolare, qualcosa di credibile, sentito e condivisibile. Nonostante si sia presa il rischio di pubblicarne due a distanza di sei mesi l’uno dall’altro, nonostante le numerose critiche piombatele addosso dopo la scomparsa dell’ex Mac Miller e nonostante l’accusa di plagio su 7 Rings da parte di Princess Nokia e Soulja Boy.

L’intoccabile Ariana Grande risorge dalle sue ceneri per diventare finalmente un’artista matura, un’artista che vince il primo Grammy della sua vita (per l’album Sweetener) e che però si rifiuta di prenderne parte.

Oggi canta in 7 RingsBeing through some bad shit / I should be a sad bitch / Who woulda thought it’d turn me to a savage” e mentre il suo mondo continua ad essere tutto rosa, quella coniglietta è diventata una pantera.

Lo ha detto benissimo Pitchfork nella recensione a Thank U, Next:
With Rihanna focused on makeup and lingerie, Beyoncé preoccupied as the better half of the Carters, and Taylor unwilling to share anything beyond an entry-level grasp of politics, Grande ascended“.

Così la cantante di Boca Raton sta diventando la regina delle classifiche, la regina dei Millennials, la regina del pop che però si appropria anche del linguaggio rap e delle soluzioni R&B.

A questo punto del discorso è però d’obbligo una contestualizzazione.

Se negli ultimi anni il fenomeno Ariana Grande è riuscito a imporsi nelle classifiche, macinando record di streaming e dischi di platino, non è soltanto merito del suo innegabile talento, unito alla spontaneità di linguaggio, all’estetica appetibile e ai rimandi alla cultura black. E la risposta ci viene proprio dai Beatles.

Quando 55 anni fa è successo che i tre singoli dei Fab Four fossero simultaneamente in classifica Hot 100, i parametri di valutazione non erano certamente gli stessi di oggi: se negli anni ’60, per entrare in top 100, un brano doveva essere pubblicato su supporto fisico come singolo, oggi, nell’era del mercato post-fisico, sono molti di più i canali di fruizione musicale di cui una classifica tiene conto (Spotify, YouTube, SoundCloud) e questo rende il sogno dei grandi numeri accessibile anche a chi produce singoli e basta, anche senza etichetta.

Il modo di misurare il successo di un successo nel 2019 è il risultato di una miriade di cambiamenti nelle metriche di Billboard che si sono dovute adattare all’avvento del digitale e che, in qualche modo, hanno dato una spinta (breve o duratura che sia) all’impennata dei singoli.

Se si analizzano i grafici delle classifiche Billboard dal 1958 a oggi si vede come gli ultimi anni siano stati caratterizzati da un minor numero di brani in prima posizione che però ci restano per un numero maggiore di settimane. Il 70% degli slot, dunque, è attualmente occupato da artisti che hanno più di un brano in classifica (vedi Ariana Grande, ma anche Halsey e Cardi B).

Per di più, c’è anche un’altra tendenza (seguita dalla stessa Ariana Grande) ed è quella di pubblicare singoli a manetta e, meglio, un singolo e l’album insieme (come è successo per Break Up With Your Girlfriend, I’m Bored e Thank U, Next) rendendo ancor più facile la probabilità che un album intero possa inondare la classifica Billboard.

Quest’analisi non ci fa detrattori del merito di un’artista come Ariana Grande che, anzi, dimostra sempre di stare al passo con le richieste del mercato e le sue evoluzioni: piuttosto ci fa riflettere su quanto l’era dello streaming (e chiaramente anche dei social network) abbia inciso nel disegnare la traiettoria del pop.

Detto questo, la natura vincente del suo millennial-pop, i numeri da record e l’impressionante fanbase (con i suoi 146milioni di follower su Instagram è la donna più seguita sul social, spodestando Selena Gomez) ci portano a dire che Ariana Grande è già donna dell’anno 2019.

Come fa Ariana Grande ad essere la regina delle classifiche
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Claudia Maddaluno · 12 mesi fa · Music

Stella Donnelly – Tricks

Di lei ci piace:
– come le dona il rosso corallo
– il modo in cui fa quei passetti prima a destra e poi a sinistra
– la posa al minuto 4:06
– tutto

Kevin Morby – No Halo

Kevin Morby ha annunciato il nuovo album Oh My God che, stando alle dichiarazioni dell’artista, sarà un bel po’ spirituale:”It’s not about an actual god but a perceived one, and it’s an outsider’s view of the human experience in terms of religion“, dice nel comunicato stampa.
Il singolo No Halo è accompagnato da un video diretto da Chris Good in cui il protagonista è lo stesso Morby calato in una serie di situazioni surreali.

Lion Babe – Get Into The Party Life

Il video perfetto per entrare nel mood weekend ce lo offre Lion Babe. E grazie.

GEMITAIZ – Senza di me (feat. Venerus e Franco126)

1.Chissà com’è lanciare i vestiti del tuo ex giù dalla finestra, mentre lui è di sotto che ti canta “ciao amore, non piangere, ti mando un bacio“.
2. Chissà com’è che Venerus vada in giro con quei capelli.

Giorgio Poi – Stella

Smog, il nuovo album di Giorgio Poi, arriva l’8 marzo. “Chiudi gli occhi, che tanto è un attimo“.

J. Cole – Middle Child

Il video di Middle Child di J. Cole è diretto da King Mez che in un’intervista a Complex ne ha spiegato il concept che è quello di capovolgere, nelle diverse situazioni in cui si trova il rapper, una serie di dinamiche e ruoli tra bianchi e neri.

Omar Apollo – Ashamed

Questo è Omar Apollo e ora che l’avete scoperto siete fottuti pure voi.

Don Said – Non mi disturbare

Don Said, rapper siculo (ancora) poco noto, ci dà il motto giusto per il weekend: non mi disturbare.
Ah, guarda un po’ chi ha scritto e prodotto il video ¯\_(ツ)_/¯

Foxwarren – Sunset Canyon

I Foxwarren, e cioè Andy Shauf, Dallas Bryson e i fratelli Kissick, pubblicano il video di Sunset Canyon diretto da Laura-Lynn Petrick e girato sulle colline californiane scaldate dal sole. Set perfetto per un brano che ci accompagna per mano al tramonto.
La protagonista del video è Busy Phillipps di Dawson’s Creek.

Grace Carter – Heal Me

È il video giusto per innamorarti di Grace Carter.

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