Art Andare oltre la bidimensione della tela
Artpaintingsculpture

Andare oltre la bidimensione della tela

Trey Abdella lo fa in modo creepy
Giorgia Massari
trey abdella

Il primo a farlo è forse stato Lucio Fontana con i suoi Tagli. Da lì in poi, andare oltre la bidimensione della tela è stata una prerogativa di tanti artisti, anche se negli ultimi tempi la pittura sembra tornare sui suoi passi. Poca astrazione, tanto figurativo. Se da un lato c’è chi rimane fedele alla tradizione, dall’altro c’è chi invece apprezza la new wave ibrida che sperimenta unendo pittura e scultura. Insomma, un connubio che strizza l’occhio all’interazione e all’effetto wow assecondando il bisogno di novità e di stupore che la nuova generazione cerca sempre di più. In quest’ottica vogliamo citare l’arte di Trey Abdella – su Instagram @mysticfishstick, artista americano classe 1994 già noto in Italia per le sue mostre personali alla T293 di Roma. Nella sua pratica sono tantissime le citazioni alla cultura americana, in particolare con riferimenti al cinema qui esagerati da una tecnica mista che vede l’artista usare la pittura in relazione alla tridimensione e al movimento. Ma spieghiamoci meglio.

Umorismo e critica

Andare a visitare una mostra di Trey Abdella significa trovare tante stranezze così come tanti elementi nostalgici della cultura americana legata agli anni Cinquanta e Sessanta. Il citazionismo accennato sopra è infatti un modo dell’artista per criticare – seppur con un forte umorismo – la società americana. Nelle parole della galleria T293, «Trey gioca con gli elementi iconografici dello stile di vita americano, per far luce sul lato oscuro della cultura della sua terra d’origine» e, ancora di più, «l’artista produce una radiografia del paese e concentra la sua attenzione nel sottolineare l’ansia insita nella sua cultura». Tutto questo lo fa guardando in particolare ai film horror, inserendo elementi creepy come zucche e streghe e ricorrendo spesso al personaggio Ghostface di Scream.

trey abdella

Si può parlare alla nuova generazione solo con citazionismi?

Insomma, una ricerca stravagante che a noi piace parecchio. Trey Abdella sa parlare alla sua generazione, ne comprende i bisogni e il linguaggio riuscendo a far divertire ma anche a far riflettere. Il tutto con una sapiente consapevolezza e con una tecnica strabiliante. Di certo all’artista non manca l’inventiva e neppure il coraggio che, in un mondo come quello dell’arte contemporanea, sempre pronto a criticare e a storcere il naso, ne serve parecchio.

Courtesy Trey Abdella

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Scritto da Giorgia Massari
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