Art A Washington Trump ed Epstein come sul Titanic
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A Washington Trump ed Epstein come sul Titanic

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Collater.al Crew

Vi ricordate Best Friends Forever? La statua di Trump ed Epstein realizzata dal misterioso collettivo The Secret Handshake apparsa a Washington ormai sei mesi fa? In questi giorni lo stesso gruppo di artisti è tornato a colpire con un nuovo intervento nello spazio pubblico della capitale americana.

Martedì mattina, sul National Mall di Washington D.C., è comparsa una nuova scultura che ritrae Donald Trump e Jeffrey Epstein. L’opera, intitolata The King of the World, prende apertamente in prestito l’immaginario della scena più celebre di Titanic: quella in cui Jack e Rose, in piedi sulla prua della nave, aprono le braccia verso l’orizzonte. Qui però i protagonisti non sono due amanti ma l’ex presidente degli Stati Uniti e il finanziere condannato per reati sessuali, congelati in una posa che trasforma una delle immagini più romantiche del cinema in una satira tagliente.

Negli ultimi mesi Washington è diventata il palcoscenico di una serie di azioni artistiche che ruotano attorno alla stessa vicenda. Solo la settimana scorsa, a Farragut Square, era comparso il cosiddetto Jeffrey Epstein Walk of Shame: una sorta di versione distorta della Walk of Fame hollywoodiana, con nomi di politici, miliardari e personaggi pubblici che nel tempo sono stati associati allo scandalo Epstein.

 
 
 
 
 
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La comparsa della nuova statua arriva in un momento particolarmente teso. Il Dipartimento di Giustizia ha infatti pubblicato di recente nuovi documenti legati al caso Epstein, dopo essere stato criticato per la gestione delle informazioni sull’inchiesta. Tra i materiali diffusi compaiono anche accuse che coinvolgerebbero Donald Trump, immediatamente respinte dalla Casa Bianca, che le ha definite «accuse completamente infondate e prive di qualsiasi prova credibile».

Che si tratti di arte pubblica, provocazione politica o guerrilla art, gli interventi di The Secret Handshake sembrano avere un obiettivo chiaro: riportare periodicamente la questione nello spazio pubblico, trasformando monumenti temporanei in dispositivi di memoria e dibattito. Anche perché, nel momento in cui appaiono, queste sculture fanno esattamente quello che ogni opera di street art spera di fare: costringere chi passa a fermarsi, guardare e prendere una posizione.

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Scritto da Collater.al Crew

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