Style Perché vogliamo indossare brutte scarpe?
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Perché vogliamo indossare brutte scarpe?

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Anna Frattini

No, non abbiamo ancora finito di parlare di cose brutte. Oggi è il turno dell’Ugly Shoe Trend e in questa occasione parleremo delle tendenze che ha intercettato nel corso degli anni e del motivo per cui ci intrigano così tanto le scarpe brutte. Nelle ultime settimane, Birkenstock – uno dei brand che meglio rappresenta questa tendenza – si è quotato in borsa. Sebbene la questione sia particolarmente complessa dal punto di vista finanziario, rimane comunque un indicatore della rilevanza di questo marchio che da anni promuove questo trend. Ma come è nato l’Ugly Shoe Trend e quali sono le scarpe e le variabili che hanno tracciato l’evoluzione di questa tendenza?

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La genesi dell’Ugly Shoe Trend: dalle Birkenstock alle Triple S di Balenciaga

La genesi dell’Ugly Shoe Trend pare incerta ma se torniamo alla Fall/Winter 2017 di Balenciaga ritroviamo le Triple S. Una scarpa diventata estremamente popolare grazie a una particolarità molto curiosa riguardante i tre tipi di suola riuniti: una da running, una da basket e una da track racer che ha subito intercettato il chunky dad sneaker trend. Le ugly shoes non sono più scarpe funzionali e da questo punto in poi diventano veri e propri fashion statement. Ma non solo, anche le Birkenstock sembrano avere un ruolo in questa storia: in un primo momento hanno raggiunto la popolarità negli anni Sessanta per ritornare definitivamente negli anni Novanta e dai primi anni Dieci.

Anche il caso Crocs mette in chiaro la supremazia delle ugly shoes attivando una miriade di collaborazioni nel corso degli ultimi anni: da Balenciaga alla parnership con Selehe Bembury. I trend intercettati dal brand su TikTok sono particolarmente interessanti nel panorama dell’Ugly Shoe Trend: dalla weird girl aesthetic fino al kidcore, le Crocs sembrano non volerci lasciare mai. Indimenticabile la collaborazione con l’artista Anna Uddenberg in occasione del lancio delle Balenciaga Crocs 2.0. L’artista, nel 2021, ha realizzato una serie di sculture con indosso il risultato di questa partnership.

ph. courtesy Kristina Nagel

Altre scarpe brutte

Abbiamo già parlato degli UGG e di quanta strada hanno fatto nel corso degli anni. La storia del brand – per quanto oscura – porta a un grande successo negli anni Novanta e nei primi anni 2000 per poi diventare la calzatura per eccellenza della basic bitch dagli anni Dieci in poi. Successivamente, abbiamo visto un’evoluzione che ha portato il marchio a collaborare con tantissimi brand come Telfar, Palace, Collina Strada e non solo, per poi tornare protagonista nei guardaroba delle hit girls.

 
 
 
 
 
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Anche il caso delle Tabi di Margiela – viralissime nel corso dell’ultimo anno – sono entrate nell’immaginario comune come le scarpe di nicchia per eccellenza rimanendo comunque salde nella categoria delle ugly shoes, per quanto concettuali. Questa scarpa, più di tutte, apre una conversazione sulla moda meno mainstream ma più concettuale che comunque riesce ad andare virale anche grazie all’aiuto dello strano caso delle Tabi rubate.

@nextlevellexuss Girls and gays of TikTok please get to work 😭 #nycdating #tinderhorrorstories #hingedating #margielatabis #nyc#greenscreen ♬ bad idea right? – Olivia Rodrigo

Alcune ugly shoes rimangono in passerella ma diventano virali

Non abbiamo ancora parlato di un altro tipo di ugly shoe: quelle che rimangono sulla runway ma viaggiano come contenuto virale su Instagram e altri social. Prima di loro, sono tantissime anche le scarpe iconiche che hanno fatto la storia della cultura visuale: indimenticabili le Armadillo shoes di Alexander McQueen o, più recentemente, i moccassini a due punte di Comme Des Garçons. Anche Jonathan Anderson ha sperimentato con le Frog shoes e con altre forme ispirate al mondo animale.

@jonathan.anderson

Perchè ci piacciono le scarpe brutte

Dopo questa carrellata di scarpe brutte continuiamo a chiederci perché questo trend continua a dominare il mercato. Ma sopratutto, perché – in fondo – continuano a piacerci queste scarpe? Potremmo pensare che le ugly shoes ci facciano sentire al sicuro mentre il mondo va a rotoli, ma non finisce qui. Ci sono moltissime altre ragioni che promettono longevità a questo trend. In primis, per quanto banale, la comodità. Abbiamo abbandonato, almeno in parte, gli scomodissimi stiletto o le red bottoms preferite di Cardi B. Indossare ugly shoes diventa anche un atto di ribellione: chi le indossa resiste al costrutto sociale che ci impone scarpe dalle forme convenzionali. Insomma, se invertiamo la logica degli standard di bellezza ci prendiamo anche la responsabilità di fare scelte più coraggiose. Non dimentichiamo, però, anche il bisogno di evasione che contraddistingue lo spirito del nostro tempo: talvolta, vestirsi in modo più stravagante del solito, ci assicura la libertà di cui abbiamo bisogno in tempi così polarizzati.

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Scritto da Anna Frattini
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