Photography L’ultimo guaritore di sciatica negli scatti di Francalanci
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L’ultimo guaritore di sciatica negli scatti di Francalanci

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Giorgia Massari

In una Sardegna che mescola antico e moderno, il progetto fotografico di Michael Francalanci, dal titolo L’ultimo guaritore di Sciatica, ci immerge nel mondo misterioso e affascinante della guarigione tradizionale. Il testo di Francesco Bagattini accompagna le immagini, offrendo uno sguardo approfondito sulla pratica millenaria tramandata da generazione in generazione. Nella Sardegna prebellica, la medicina tradizionale prosperava, costruendo un sapere collettivo in cui i guaritori rivestivano ruoli quasi magici. L’isola, oggi meta turistica italiana, svela un contesto unico: una regione storicamente chiusa che abbraccia la modernità grazie al turismo. Scopriamo qualcosa di più sul viaggio di Francalanci e sulle fotografie che lo documentano.

L’autunno scorso, il team di Francalanci ha trascorso settimane nell’entroterra dell’isola, nei pressi del lago Omodeo, cercando individui nati dopo la guerra che ancora praticano la guarigione tradizionale. Il focus era su coloro che, pur essendo parte integrante della società contemporanea, portano avanti antiche pratiche di guarigione. Francesco, ritratto nelle immagini, è una figura centrale di questo progetto.

Francesco è seduto nel suo laboratorio, una stanza di pietra illuminata da una finestrella quadrata. Alle sue spalle, contro la parete, una croce di legno e la Storia d’Italia a fumetti. Lo sguardo fisso davanti a sé, ci racconta con la sua voce bassa e calda che nel XVII secolo, durante la grande pestilenza che colpì l’isola, un gruppo di gesuiti rientrò dalla Cina per occuparsi dei malati. I religiosi portarono con sé sette pratiche di guarigione (meighinas in sardo). L’unica che è arrivata fino a noi, attraverso Francesco e i suoi antenati, è la cura della sciatica.

Il rituale di guarigione di Francesco è affascinante e intriso di tradizione. La pratica si svolge solo in luna calante, un periodo di solito lungo undici giorni. «Per ogni paziente Francesco raccoglie un ramo di fico selvatico. È importante che l’albero si trovi fuori dalla provincia (mandamento) del malato, in un punto dove non si sente cantare il gallo. Per scortecciare il ramo e ricavarne una fettuccia lunga circa un metro, Francesco utilizza lo stesso coltello che usava suo nonno.» spiega Bagattini nel testo del progetto. Negli scatti di Francalanci è catturata la magia di questi momenti. Immagini di Francesco durante la pratica, il fuoco che consuma i nodi di fico alla fine del periodo di luna calante, e il paesaggio sardo che abbraccia questa tradizione millenaria.

Il racconto di Francalanci e Bagattini offre uno sguardo privilegiato su questa pratica in via di estinzione. Francesco è infatti il quinto e ultimo guaritore della sua famiglia, segnando la fine di un capitolo che ha resistito per oltre un secolo. La leggenda di famiglia afferma che la pratica possa essere tramandata solo per cinque generazioni, e con Francesco, il segreto della meighina contro la sciatica si dissolverà lentamente nel tempo, portando con sé la fine di un’era di guaritori in Sardegna.

Courtesy Michael Francalanci

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Scritto da Giorgia Massari

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