Art Una Boccata d’Arte, North Edition
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Una Boccata d’Arte, North Edition

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Giorgia Massari

Lo scorso weekend, i venti borghi italiani coinvolti nel progetto Una Boccata d’Arte – di cui vi abbiamo parlato qui – hanno finalmente inaugurato le installazioni realizzate dagli artisti internazionali, selezionati da Fondazione Elpis, Galleria Continua e Threes Production.

Oggi andremo a scoprire in maniera più approfondita i primi dieci progetti che, per comodità, abbiamo individuato nella parte nordica della nostra penisola. Un viaggio da est a ovest, che per oggi terminerà in Umbria, passando per la Toscana e l’Emilia-Romagna. Il nostro viaggio a Sud proseguirà invece settimana prossima, con un nuovo appuntamento alla scoperta degli altri dieci binomi borghi-artisti.

#1 Leonardo Meoni, Se si resta sul posto (Liguria)
Partendo da Est, incontriamo la bella Liguria che ci porta nel borgo di Castelvecchio di Rocca Barbena (SV) con l’installazione dell’artista Leonardo Meoni (Firenze, 1994). Il borgo, con i suoi soli 140 abitanti, è premiato come uno dei borghi più belli d’Italia e, senza esserne così sorpresi, è incredibilmente silenzioso. Meoni ragiona proprio su questo, sul rapporto tra Castelvecchio e il suo silenzio. L’installazione, dal titolo Se si resta sul posto, è un intervento diffuso che traduce in opera elementi e forme ricorrenti sul territorio – dalle vetrate colorate al solco dell’aratro. Una delle tre installazioni presenti nel borgo si trova nella piazza inferiore. Dal titolo Passaggio, l’opera è una sorta di tunnel costituita da vetrate dipinte a mano attraverso le quali lo spettatore ammira il paesaggio all’esterno, filtrato dai colori e dalla luce che le colpisce. Nella parte superiore invece, nella Piazza Torre, è posizionata una “finestra” narratrice illuminata di notte, dal titolo Una luce temporanea.

Leonardo Meoni, Se si resta sul posto, Castelvecchio di Rocca Barbena (SV), Liguria. Ph Marcello Campora.

#2 Invernomuto, VICTIMULA (Piemonte)

La personalità artistica di Invernomuto è costituita da Simone Bertuzzi (Piacenza, 1983) e Simone Trabucchi (Piacenza, 1982) che osservano la realtà con un’ottica documentaristica, restituendone però una visione astratta. Inverno muto sviluppa output attraverso media differenti, audiovisivi, sonori e performativi. Nel piccolo borgo di Vermogno, in provincia di Biella, Invernomuto sperimenta con la tecnologia, concependo l’opera VICTIMULA. Gli artisti si ispirano alla storia del luogo in cui, da millenni, si pratica l’attività di ricerca dell’oro. La tradizione vuole che, una volta trovato, l’oro non venga venduto ma utilizzato per creare le fedi nuziali. Seguendo questa pratica, Invernomuto ricrea virtualmente il borgo di Vermogno e invita i visitatori a una caccia all’oro “virtuale” che altro non è che token (monete virtuali fungibili in futuri contesti progettati da Invernomuto, attraverso la tecnologia blockchain).

Invernomuto, VICTIMULA, Vermogno – frazione di Zubiena (BI), Piemonte. Ph Agnese Bedini

#3 Stefanie Egedy, BODIES AND SUBWOOFERS (Valle d’Aosta)

Stefanie Egedy (1996) lavora al progetto BODIES AND SUBWOOFERS (B.A.S.) 8.0: PERMANENZA, un’installazione sonora site-specific a cura di Matthew Noble per Threes. L’artista brasiliana ragiona sugli effetti terapeutici del suono a bassa frequenza, come la riduzione dello stress e dell’ansia. Purtroppo, alla base della decisione l’incompatibilità emersa nel corso dell’allestimento tra la natura dell’intervento artistico e le limitazioni imposte dal borgo, Fondazione Elpis è stata costretta a rimuovere l’intervento artistico nel borgo di Fénis trovando una nuova collocazione, che verrà comunicata in seguito.

#4 Jacopo Benassi, SERENATA AGITATA (Lombardia)

Situato sulla sponda lombarda del lago di Garda, si trova Gardone Riviera detto anche la “Città Giardino”. Conosciuto soprattutto per essere sede della residenza del poeta Gabriele d’Annunzio, l’artista Jacopo Benassi (La Spezia, 1970) sceglie proprio uno dei suggestivi cimeli del poeta, la prua della Nave Puglia, come luogo in cui operare. Di fronte alla prua, sventolano le dieci bandiere di Benassi che non vogliono essere il simbolo di nessun paese, ma un’immagine in constante movimento. Su ogni bandiera sono stampate delle fotografie del mare riprodotte in bianco e nero, ad eccezione di una, la più grande, che raffigura un teschio. L’immagine senza dubbio richiama la tradizione dei pirati e, allo stesso tempo, uno degli elementi più ricorrenti all’interno della produzione di Benassi.

Jacopo Benassi, SERENATA AGITATA, Gardone Riviera (BS), Lombardia. Ph Henrik Blomqvist

#5 Diego Perrone, Il frullamento del mare di latte (Veneto)

Diego Perrone (Asti, 1970) realizza l’installazione Il frullamento del mare di latte nel piccolo borgo di Costozza, di cui l’artista ha studiato le particolari origini geologiche, potendosi così ispirare ad esse per la creazione delle sue stampe calcografiche su gesso. “Stratificazioni di centinaia di metri di questa pietra (di Vicenza) si sono formati grazie alla frantumazione e all’accumulo di sabbia, conchiglie, crostacei e residui organici. La presenza di un mare caldo e ossigenato ha iniziato questo processo mentre il collasso di un’antica barriera corallina, l’emersione del suo fondale e il successivo ritiro delle acque l’hanno portato a termine.” si legge sul testo curatoriale di Giovanni Giacomo Paolin. Le opere di Perrone sono così un viaggio alla scoperta di questo processo ambientale, risalente a più di trenta milioni di anni fa, accompagnate da una selezione di libri esplicativi.

Diego Perrone, Il frullamento del mare di latte, Costozza – frazione di Longare (VI), Veneto. Ph Camilla Glorioso

#6 Benjamin Jones, To Live Inside a Second (Trentino Alto Adige)

A Pieve Tesino, in provincia di Trento, si inserisce il lavoro diffuso di Benjamin Jones, con l’intenzione di creare dei momenti di sosta di fronte ad elementi significativi per la storia e la morfologia del borgo. Si tratta di opere composte da due fotografie sovrapposte. L’artista fotografa il sole nel cielo con diverse esposizioni. Ogni immagine contiene due soli, sempre posizionati ai margini, lontani l’uno dall’altro. In questo modo, Jones rappresenta la simultaneità e allo stesso tempo la distanza, ragionando sulle due anime distinte del luogo. Da un lato, punto di partenza di quegli uomini che portarono in tutta Europa le stampe con i soggetti dell’epoca, e dall’altro terra d’origine di Alcide De Gasperi, padre fondatore della Comunità Europea.

Benjamin Jones, To Live Inside a Second, Pieve Tesino (TN), Trentino-Alto Adige. Ph Marta Tonelli

#7Judith Hopf, Relation Rests (Fiuli-Venezia Giulia)

L’artista Judith Hopf (1969) indaga sul territorio di Aquileia, il rapporto tra l’antico e il contemporaneo. Le due sculture, una in cemento e una in argilla, raffigurano due figure umane intente nell’uso di uno smartphone. L’artista ragiona sull’uso quotidiano del dispositivo, un’azione meccanica e comune al pari di un pescatore che lancia la propria rete o di un pastore che richiama le proprie pecore. L’aspetto delle due sculture – Phone User 1 e Phone User 4 – rimandano a una sfera antica, come se si trattasse di reperti archeologici della nostra epoca.

Judith Hopf, Relation Rests, Aquileia (UD), Friuli-Venezia Giulia. Ph Mattia Romanout

#8 Raghad Saqfalhait, La montagna è ancora in movimento (Emilia-Romagna)

L’Emilia Romagna ci porta in provincia di Piacenza, precisamente a Travo con La montagna è ancora in movimento dell’artista e architetta palestinese Raghad Saqfalhait. Questa tappa, curata da Sofia Baldi Pighi, presenta un progetto che riflette i racconti degli abitanti e della storia geologica millenria di Travo. Le sculture sono realizzate con materiali di diversa durevolezza, dall’argilla fino alla marna. Il tutto per arrivare a un risultato che si avvicina l’immagine immaginaria delle Pietre Perduca e Percellara. L’artista, consultatasi con l’archivio locale, realizza un video e una mappattura affettiva degli abitanti di Trevo, a partire dall’assunto che paesaggio e comunità siano organismi in grado di influenzarsi l’uno con l’altro. Quello che rimane è un Sentiero d’Artista – un vero e proprio percorso fisico e mentale – alla scoperta delle opere nel territorio, un dispositivo estetico per la riappropriazione di spazi e tempi dedicati solo all’ascolto e all’attenzione.

Raghad Saqfalhait, La montagna è ancora in movimento, Travo (PC), Emilia-Romagna. Ph Gionata Possenti

#9 Theodoulos Polyviou, Rosa Mystica (Toscana)

L’opera video di Theodoulos Polyviou (1989) situata all’interno della Chiesa di San Remigio a Fosdinovo, ricalca gli eventi passati della statua di un Angelo Annunciante che sarebbe scomparsa nel 1628. Secondo la storia, dopo alcuni anni, apparve invece la statua di una Madonna, proprio all’interno della Chiesa di San Remigio. L’artista, venuto a conoscenza di questa storia del luogo, realizza una video installazione con tecniche di scansione e animazione digitale, nella quale i corpi della Madonna e dell’Angelo inscenano una mutazione eterna.

Theodoulos Polyviou in collaborazione con Loukis Menelaou, Rosa Mystica, Fosdinovo (MS), Toscana. Ph Leonardo Morfini

#10 Mattia Pajè,  Pila Thinkerwiller (Umbria)

Il nostro viaggio, per ora, termina in Umbria, più precisamente a Toscolano in provincia di Terni. Qui l’artista Mattia Pajè (1991) installa due lastre incise, una di rame e una di zinco, collocandole nelle parti opposte del borgo (a nord e a sud). Le incisioni sulla lastra in rame sono il risultato del dialogo tra l’artista e gli abitanti del luogo che “descrivono possibili e impossibili interventi urbanistici, architettonici e artistici ancora inesistenti” – si legge sul testo curatoriale di Marco Di Ieso. Quella in zinco invece, riporta delle forme geometriche, dei numeri e dei diagrammi che non sono altro che simboli e sequenze numeriche che dovrebbero favorire la realizzazione delle idee incise sulla prima lastra.

Mattia Pajè, Pila Thinkerwiller, Toscolano – Frazione di Avigliano Umbro (TR), Umbria. Ph Daniele Mattioli

Per più informazioni consultare il sito di Una Boccata d’Arte.

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Scritto da Giorgia Massari

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