De l’amour à la mort è il primo libro d’artista di Valentin Fougeray, un progetto che mette insieme fotografia astratta e frammenti testuali per raccontare le fasi di una relazione. Non c’è un intento narrativo tradizionale: il volume costruisce un percorso visivo ed emotivo che segue l’evoluzione di un legame, dall’inizio alla sua trasformazione finale.


Le immagini lavorano sul colore, sulla luce e su texture sfocate che non illustrano situazioni, ma restituiscono stati interiori. Ogni scatto evita la descrizione diretta e punta invece alla percezione, lasciando al lettore la possibilità di proiettare esperienze personali. I testi intervengono con frasi brevi, a volte una sola riga, che scandiscono il ritmo del libro e creano una tensione costante tra ciò che si osserva e ciò che si sente.

Il volume è introdotto da una prefazione di Ysé Sorel, che colloca il progetto nel campo delle pratiche visive contemporanee orientate alla sensorialità. È un aspetto centrale nel lavoro di Fougeray, già evidente in progetti precedenti come Chantal, dove lo studio del colore diventava un modo per affrontare temi legati alla memoria e alla sua fragilità.



Uno degli elementi più particolari del libro è la sua costruzione fisica. Ogni pagina presenta una perforazione che permette di aprirne il retro, rivelando la continuità delle immagini e dei testi. L’oggetto diventa così parte dell’esperienza, invitando il lettore a interagire e a scegliere come attraversarlo. La forma del libro non accompagna solo il contenuto: lo espande.




