Le sue canzoni sono delicate e sincere, un po’ come lei, in qualche modo potremmo dire che la rispecchiano in tutto e per tutto. Parliamo di VV, cantautrice e producer milanese che venerdì scorso ha rilasciato il suo primo EP “VƎRSO” per Maciste dischi.
Nella scena è riuscita a farsi notare fin da subito per la sua scrittura intima e brillante, dove il lo-fi da cameretta incontra la neopsichedelia e il dream pop, creando un intreccio che mantiene una peculiare atmosfera notturna, quasi crepuscolare.
“Verso non è una direzione, ma una dimensione dentro la quale tutto è in continua evoluzione. Verso è stampato sulla mia faccia: è la mia faccia, trasfigurata, come l’arte trasfigura la realtà. Ogni traccia è un viaggio nel mio mondo, quello di una ragazza cresciuta secondo regole che ormai le stanno strette, pronta a seguire le sue.”

Siamo sicuri che queste sei tracce vi terranno buona compagnia: da “Oh No!”, un brano che parla dell’allontanamento da una persona vicina nella quale l’artista non si riconosce più, a “Non ti vedo più”, il saluto malinconico a una sé stessa adolescente e tormentata, VV mantiene la sua autenticità e siamo sicuri che vi incanterà.
E adesso, come sempre, non può mancare la classica playlist redatta da VV per Collater.al Mag, per provare a conoscere meglio lei e tutte le sue influenze.
Nella mia playlist-frullato musicale, non deve mai mancare il basso che mi ha ispirato più di ogni altro in “The Less I Know The Better”, un po’ di marciume lofi di un Joji che ancora era Pink Guy, le chitarre di Mac De Marco e il graffio di alcune artiste italiane che mi hanno rubato il cuore, i synth degli MGMT e il Groove di Drake, shakera un po’ e le mie orecchie di solito esplodono”.
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