Light Tellers – l’intervista di What Italy Is a Elena Orlando

Elena Orlando è la protagonista della seconda intervista di What Italy Is per la nuova rubrica di Collater.al dedicata agli instagramers italiani.

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22 Agosto 2017

Secondo ospite, seconda puntata della rubrica di What Italy Is per Collater.al, l’appuntamento mensile che racconta l’Italia attraverso gli occhi delle persone che ne sanno catturare la bellezza, attraverso le foto e le loro storie.

Oggi chiacchieriamo con Elena Orlando, 25 anni, una laurea in arti visive, un lavoro nella comunicazione per un brand di moda e una vita su e giù per i Colli Euganei. Preparatevi una tazza di tè, caffè o qualsiasi altra bevanda vi aggrada. Prendetevi un momento per leggere questa intervista con calma: con Elena si assaporano attimi, la velocità appartiene ad altri luoghi.

Elena vi suggerisce di ascoltare “Pittore Elementare” di Iacampo mentre leggete le sue parole.

Iniziamo con un gioco, se dovessi chiudere gli occhi e riaprirli in un posto diverso rispetto a quello in cui ti trovi in questo momento, quale sarebbe?

Li riaprirei in un’alba d’inverno, avvolta dal tepore delle coperte, in una baita persa tra le Dolomiti. Con le palpebre ancora dormienti e le pupille emozionate, spalancherei le finestre per scoprire intorno a me l’incanto della neve. Ogni volta che accade ritorno bambina, al primo fiocco ricordo quanto sia semplice la felicità.

Che cosa significa per te la fotografia e com’è nata questa passione?

Fotografare significa tracciare la geografia delle mie emozioni. Tutto ha avuto inizio circa dieci anni fa; mi è sempre piaciuto scoprire posti nuovi e annotare sensazioni e pensieri su un taccuino, accompagnando le parole con dei disegni. Poi in casa arrivò la prima macchinetta digitale, senza pensarci troppo la portai in giro con me e mi ritrovai a sostituire i disegni con le foto; ma non ho mai abbandonato la scrittura, tuttora amo dedicare del tempo ai testi che accompagnano ogni mio scatto. Parole ed immagini sono come terra e mare, insieme compongono l’armonia del mio atlante.

I tuoi scatti hanno qualcosa di poetico: che cosa ti ispira?

Non riesco a dare un nome alle mie ispirazioni. Lo stupore di una luce, la fragilità di uno stelo, il mutare del cielo, la consistenza di un’ombra, il silenzio di uno spazio, sono tutte impressioni che colgo dal flusso di bellezza che mi circonda. Evaporazioni.

Qual è la frase che ti ripetevano più spesso i tuoi genitori da piccola?

Non c’è una vera e propria frase ricorrente, piuttosto una poesia: “San Martino” di Giosuè Carducci. Sin da piccola la recitavo insieme a mia madre mentre mi vestiva prima di uscire di casa, in una specie di rituale tutto al femminile. Ogni giorno ripetevo quei versi che sembravano descrivere i miei Colli, immergevo la fantasia nell’atmosfera di quelle parole e mi ritrovavo a camminare nei sentieri di sempre con una nuova sensibilità: la meraviglia nell’anima.

Se dovessi sintetizzare il tuo stile in 3 scatti, quali sarebbero?

Un albero spoglio, una foto difettata, un’altalena ad un passo da casa. Se è vero che l’inverno rivela l’anima degli alberi allora temo che mostri anche la mia, in mezzo a quel bianco infinito, un tronco e dei rami spogli diventano il manifesto dell’essenziale, ritrarli è come immortalare il mio stato d’animo.

Sono particolarmente legata a questo scatto, parla della mia maniera di fotografare, degli errori tecnici che commetto e dei sorrisi che nascondo guardando nel mirino. “In volo, fuori fuoco, la felicità”, con queste poche parole descrivo questa foto e la sua bellissima imperfezione.

Un’altalena nel giardino della mia infanzia è il simbolo del mio modo di percepire il mondo; andare lontano per poi tornare verso casa ed amare le piccole cose di ogni giorno, quelle che, come pagliuzze di luce, si impigliano tra le ciglia dei ricordi e non ci lasciano mai.

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Instagram: come lo utilizzi, cosa ti piace di più e cosa di meno di questa piattaforma.

Molto più di un’app, Instagram per me è una guida turistica dove scegliere gli angoli segreti della prossima destinazione, una galleria d’arte e fotografia aperta 24-7, una bacheca che ispira il mio lifestyle; ma è anche la piattaforma social in cui ho incontrato persone unite dalla mia stessa passione, il luogo che inaspettatamente mi ha regalato nuove amicizie. 

Qual è il profilo Instagram che ti piace di più in questo momento?

La dolcezza delle foto di Olivia Thebaut mi ha letteralmente conquistata, i suoi scatti sono come dei dipinti dalle nuance carezzevoli, c’è sempre un raggio di sole a lambirti la pelle. Sfogliare la sua gallery è pura evasione.

Se ti chiedessi di consigliarci un luogo Italiano da fotografare, cosa risponderesti?

Senza dubbio vi parlerei delle Isole Eolie, dei loro profumi, delle porte sgarrupate, delle leggende che le abitano e dell’inspiegabile magia con cui questo arcipelago vi resta impresso nell’anima. Sono isole senza cartoline, terre da visitare a tutto tondo in cui non troverete lo scatto perfetto seduto di fronte a voi, pronto per essere colto, lo dovrete cercare tra gli scogli, nelle murette di capperi, rincorrerlo tra i vicoli ricamati da fiori di bouganville, nelle mulattiere a strapiombo sul blu, fino a trovare la vostra vera, personale ed unica idea di bellezza.

Quando non fotografi, che cosa ti piace fare?

Amo passeggiare per i colli, leggere all’ombra di un vigneto, ascoltare musica e sorridere ai passanti, ma vi svelo un segreto, riesco a nascondere la mia amata mirrorless anche nelle borsette più piccole, è lei il mio “essenziale”. 

Che cos’è l’Italia per te, fuori dai luoghi comuni?

L’Italia è la luce che mi inonda gli occhi di prima mattina, il basilico sul davanzale della mia stanza, le macchie di vino sulla tovaglia, il suono di un buongiorno, il profumo del pane appena sfornato, una vecchia canzone che echeggia nel golfo, il bar per i pomeriggi di briscola, lo scalone disegnato con i gessetti all’ombra di un fico. L’Italia, per me, è una poesia da vivere, al sapore di casa.

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Intervista a cura di Giulia Dini
Tutte le immagini © Elena Orlando

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