Tra le grandi installazioni e i progetti dei brand più conosciuti, nei nostri infiniti giri alla Milano Design Week abbiamo scoperto un progetto che ci ha catturato il cuore. All’interno di MoscaPartners Variations che ha trasformato le sale di Palazzo Litta in un’esposizione di puro design, a un certo punto siamo entrati in una stanza arredata solo con un divano giallo. Se ci fossimo fermati alla prima impressione saremmo sicuramente andati oltre, superando la stanza. Invece ci siamo avvicinati al divano e abbiamo notato dei puntini in rilievo: una frase ricamata in Braille.
È Aedo, il divano di Adrenalina – azienda italiana fondata nel 1999 – nato da “Adrenalina incontra Museo Omero e Istituto Cavazza”, progetto curatoriale che per il secondo anno consecutivo porta l’azienda romagnola a confrontarsi con mondi non convenzionali, in un viaggio dentro (e oltre) l’esperienza sensoriale.


La particolarità di Aedo è che non è pensato “per” persone cieche, ma “con” loro: frutto di workshop e dialoghi veri, ospitati da Adrenalina insieme al Museo Tattile Omero di Ancona e all’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna. Qui, ragazze e ragazzi non vedenti hanno toccato, ascoltato, annusato il design, e lo hanno reinventato da dentro. La vista? Per questo progetto è stata messa da parte. Al suo posto, tatto, olfatto, temperatura e suono sono stati usati come nuove coordinate estetiche.
Ogni elemento di Aedo, dalla curva della seduta alla piega del bracciolo, dalla morbidezza dei cuscini al posizionamento delle tasche, è pensato per essere intuitivamente abitato anche da chi non può vederlo. Il rivestimento in raso custodisce frasi ricamate in Braille, quelle che hanno catturato la nostra attenzione. Sono i desideri, le visioni, i sogni tattili di chi ha partecipato alla co-progettazione. Come in una partitura, ogni superficie racconta una storia diversa, una memoria, una sensazione.
«Le mie mani sono i miei occhi.
Attraverso il divano vorrei poter toccare
quello che posso solo immaginare:
ad esempio le nuvole».


Aedo è sicuramente un divano, ma anche luogo, rifugio, strumento, relazione. Offre punti di ricarica, vani contenitori, superfici differenziate che stimolano la scoperta. Ma soprattutto, trasforma l’atto del sedersi in un’esperienza narrativa. Non a caso, il suo nome evoca gli aedi, cantastorie ciechi dell’antichità: voci capaci di attraversare i secoli, gli spazi, i limiti sensoriali.
All’interno di una Milano Design Week che diventa sempre più social friendly e sembra dover essere a tutti i costi condivisibile, Adrenalina ha presentato un design che non si guarda soltanto: si deve sente, si comprende con il corpo. Un design radicalmente umano, che non ha paura di mettere da parte l’estetica per riscoprire la funzione più profonda dell’abitare: sentirsi a casa, ovunque.



Photo Credits: Eller Studio
