Photography La storia di Pilot fra Napoli e Marrakech
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La storia di Pilot fra Napoli e Marrakech

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Anna Frattini

Houma Sweet Houma è un progetto editoriale di Al Badiya Studio che prende forma tra le strade di Marrakech e le luci di un palcoscenico napoletano, seguendo il percorso silenzioso e ostinato di Pilot, attore ventiseienne cresciuto nella sua houma, il quartiere come spazio fisico e mentale, come origine e linguaggio.

Nato da Al Badiya Studio, collettivo creativo che conosciamo già e che lavora sull’essenza delle radici marocchine per costruire ponti nel Mediterraneo, racconta in questo progetto il sogno non come fuga o accelerazione, ma come pratica quotidiana, fatta di ripetizione, osservazione e tempo Houma Sweet Houma.

La houma non è solo lo sfondo della narrazione, ma il suo vero motore. Sedie da barbiere, facciate consumate, pause apparentemente insignificanti diventano segni di un ritmo condiviso che insegna la resistenza prima ancora dell’ambizione. Pilot incarna una generazione che sceglie di restare vicina a ciò che l’ha formata, portando con sé il peso della memoria senza scorciatoie. Anche quando la storia si apre verso Napoli, segnando la sua prima esperienza professionale all’estero, il cambio di scala non altera il centro: ciò che si muove è lo spazio, non l’identità.

Fotografato da Francesco Corti, Houma Sweet Houma riflette su giovinezza, appartenenza e continuità, lasciando che siano i luoghi a parlare quanto i volti. È un racconto che rifiuta l’urgenza e affida tutto alla durata, ricordando che alcuni sogni crescono bassi, vicino al suolo, e hanno bisogno di tempo per imparare a riconoscerti.

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Scritto da Anna Frattini

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