Il nightclub italiano retrò a Shanghai firmato ALL

Il nightclub italiano retrò a Shanghai firmato ALL

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Design

Ispirandosi al misterioso e affascinante personaggio di Don Vito Corleone nel Padrino, ALL design studio ha immaginato una camera privata a tema per un nuovo night club a Shanghai, in Cina. Il nightclub si presenta con un ingresso suggestivo, composto dal bagliore al neon rosso e blu: all’ingresso, la luce rossa che si riflette sul vetro marrone curvo si trasforma in un’esperienza immersiva per gli ospiti.

Nel soggiorno troviamo un enorme bar curvo seguito da un lungo mobile retroilluminato alle spalle: ispirandosi all’iconico Colosseo di Roma, i designer hanno scelto di utilizzare alcuni cilindri in ottone per imitare l’estetica d’impatto dell’arena italiana.

La pista da ballo è circondata da raggi laser rossi e blu per ricreare l’immagine di una gabbia, tutto contribuisce a dare vita a un’atmosfera unica per offrire al pubblico un’esperienza fuori dal comune. La vip room situata all’angolo della discoteca è un giardino notturno segreto coperto da tende di perline e circondato da piante tropicali, questa stanza offre privacy assoluta per gli ospiti che non vogliono essere disturbati.

Si può dire che all’interno del club non manchi veramente niente. Se vuoi saperne di più, dai un’occhiata al sito di ALL design qui.

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Breaking Ground, il libro Phaidon dedicato all’architettura femminile

Breaking Ground, il libro Phaidon dedicato all’architettura femminile

Collater.al Contributors · 4 mesi fa · Design

Si chiama “Breaking Ground” ed è il libro di Phaidon in uscita il 16 settembre 2019 dedicato alla “architecture by women”. L’autrice del libro, Jane Hall, propone agli appassionati del settore un’innovativa indagine visiva sulle architetture progettate dalle donne dall’inizio del XX secolo fino al nostro tempo. ‘Would they still call me a diva if I were a man?”, ovvero, “(loro) mi chiamerebbero ancora diva se fossi stata un uomo?”, la risposta è: non credo. Un loro generico, rivolto a tutti coloro che per anni ci hanno fatto fare lo slalom tra gli stereotipi sugli architetti donne. 

Breaking Ground” si offre come terreno innovativo dove mettere in campo la cultura progettistica delle donne di tutto il mondo, un manifesto visivo pionieristico di oltre 200 incredibili edifici. Dai grandi nomi dello scorso secolo – Julia Morgan, Eileen Gray e Lina Bo Bardi – fino ad oggi con la mitica Kazuyo Sejima, poi Elizabeth Diller e il duo Grafton Architects, curatrici dell’ultima Biennale di Architettura a Venezia. Poi ancora: Itsuko Hasegawa, vincitrice dell’Inaugural Royal Academy Architecture Prize of 2018; Frida Escobedo, la persona più giovane scelta per progettare il Serpentine Pavilion di Londra, e ovviamente la “one and only” Zaha Hadid. Ma ci sono anche figure più dimenticate, come Margaret Kropholler, la prima ad esercitare la professione nei Paesi Bassi; Mary Medd, icona del design del dopoguerra e la turca Altuğ Çinici.

Questo libro è, soprattutto, una celebrazione rivoluzionaria di straordinaria architettura. La speranza di Jane Hall e di tutti noi è che finisca in mano a ogni giovane studentessa o architetto donna incoraggiandola a lasciare il suo segno nel mondo, “e magari finirà anche lei su un libro Phaidon di architettura”. 

Phaidon Breaking Ground | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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The Twist, il ponte abitabile che si attorciglia su se stesso

The Twist, il ponte abitabile che si attorciglia su se stesso

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

Una delle attrazioni turistiche norvegesi, a un’ora di macchina da Oslo, è il Kistefos Sculpture Park che ospita al suo interno un museo industriale, gallerie d’arte e un parco di sculture. Il Kistefos è tagliato dal fiume Randselva, che separa una parte più pianeggiante e una più collinare. Inspirato proprio dalla conformazione del territorio e dal fiume, lo studio di architettura BIG – Bjarke Ingels Group ha progettato The Twist, una struttura chiusa che fa sia da galleria d’arte sia da ponte. 

The Twist, definito dallo stesso Bjarke Ingels un “ponte abitabile”, è raggiungibile attraverso un percorso percorribile a piedi tra il bosco e nasce come naturale prolungamento e completamento del parco di sculture. 

La vera sfida che gli architetti sono stati costretti ad affrontare è stata quella di collegare due sponde di altezze diverse con una struttura chiusa. 

L’ostacolo è stato affrontando attorcigliando letteralmente nel mezzo il ponte su se stesso di 90°. In questo modo se la facciata su una sponda misura 16 metri in larghezza e 9 in altezza, quella dall’altra parte misurerà 9 metri in larghezza e 16 in altezza. 

Bjarke Ingels Group BIG The Twist | Collater.al

Inoltre, gli architetti di BIG hanno pensato di realizzare una delle 4 pareti interamente in vetro che, grazie alla rotazione dell’edifico, sulla sponda di destra forma la vetrata laterale che affaccia sul fiume, mentre sulla sponda di sinistra diventa un lucernario. In questo modo all’interno è come se si formassero tre ambienti diversi, uno illuminato solo metà giornata, uno illuminato sempre e uno, quello centrale, illuminato con luce artificiale. 

Camminando lungo il The Twist sarà come fare una passeggiata in un mondo che si piega su se stesso, cambiando continuamente forma. 

Bjarke Ingels Group BIG The Twist | Collater.al
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The Twist, il ponte abitabile che si attorciglia su se stesso
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La casa brutalista di Dan Mitchell a Bali

La casa brutalista di Dan Mitchell a Bali

Claudia Fuggetti · 4 mesi fa · Design

Il designer Dan Mitchell e lo studio di architettura Patisandhika hanno creato una casa di cemento tropicale brutalista situata a Bali, che è stata appunto battezzata A Brustalist Tropical Home. La casa è situata in un piccolo villaggio sulla costa meridionale dell’isola.

L’esterno ha un aspetto massiccio, monolitico e “blocky”, con lastre strutturali in calcestruzzo che si estendono orizzontalmente. A caratterizzare l’edificio è presente uno spazio abitativo a doppia altezza, fiancheggiato su ogni lato da livelli divisi, che sono liberamente modellati sulle linee moderniste del Kappe Residence di Los Angeles. .

La disposizione a più livelli e le ampie finestre offrono una splendida vista sui paesaggi tropicali esterni e sulle risaie, tratto distintivo della zona geografica.

Lo spazio è pieno di piante che sono state pensate all’interno di un contesto dove, ad esempio, la cucina è “senza pareti” e permettono di vivere a contatto con la natura: non a caso il designer Dan Mitchell spera che nel tempo le piante cresceranno per prendere il controllo della casa.

Tenendo presente i climi tropicali, l’edificio è stato progettato anche per proiettare ombre all’interno, evitando così un elevato surriscaldamento. Bisogna anche aggiungere che la casa è munita di pannelli solari sul tetto e di un sistema di raccolta dell’acqua piovana per contribuire a migliorare le prestazioni ambientali.

La casa brutalista di Dan Mitchell a Bali | Collater.al
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Quel cinema trasformato in skate park da Lorenzo Bini

Quel cinema trasformato in skate park da Lorenzo Bini

Collater.al Contributors · 4 mesi fa · Design

Siamo a Milano, in Via Scipio Slataper 19, vicinissimi alla fermata della metropolitana Istria. È il 2006 quando l’architetto Lorenzo Bini – fondatore di Studio Binocle, allora parte di studiometrico insieme a Francesca Murialdo – realizza questo azzeccassimo intervento di riuso in quello che negli anni Quaranta era il cinema Istria, reogetto firmato Mario Cavallé. 

Il nuovo quartiere generale per Comvert, l’azienda italiana di abbigliamento per skateboarders e snowboarders con il marchio Bastard, è un gigantesco luna park per gli appassionati dell’ambiente, con il negozio che affaccia sulla strada e dentro, negli spazi del cinema, una rampa da skate coperta per i lavoratori, gli amici e gli skaters di Milano. Gli architetti sfruttano l’altezza dell’ex cinema per ricavare questa “skate bowl”, oltre che gli uffici, i servizi e un grande magazzino. Tutto in legno lamellare. 

Di fronte alla “skate bowl”, su quella che una volta era la galleria del cinema, gli uffici per la progettazione dei prodotti. Una specie di teatro in acciaio con una serie di piattaforme in legno a diverse altezze. Nella fascia inferiore della gradinata, uno spazio per lo show room.

Talmente azzeccato che nel 2009 ha vinto il “Building of the Year 2009” di Archdaily per la categoria “Interiors”. 

Che aspettate ad andare a vederlo? 

skate park bastard store lorenzo bini | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori
Foto di Studio Binocle

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