Photography L’exhibit designer nella progettazione di mostre fotografiche
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L’exhibit designer nella progettazione di mostre fotografiche

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Laura Tota
exhibit designer Andrea isola | Collater.al

Tra tutte le figure che contribuiscono alla buona riuscita di una mostra, sicuramente quella dell’exhibit designer gioca un ruolo fondamentale. Abbiamo fatto qualche domanda ad Andrea Isola che ricopre questo ruolo e collabora da diversi anni con fiere, musei e festival per la realizzazione di progetti espositivi.

andrea isola
Andrea Isola, credits Crates Design

Tra tutte le professioni legate al mondo dell’arte e della fotografia, forse quella dell’exhibit designer è quella meno conosciuta. Puoi spiegarci esattamente in cosa consiste?
L’exhibit designer è la figura professionale che progetta, attraverso degli standard di base architettonica e una buona dose di creatività, l’allestimento di una mostra. Detto in parole più semplici, l’exhibit designer ha due compiti fondamentali: fare in modo che le opere d’arte siano esposte nella maniera migliore all’interno di un dato spazio espositivo e garantire la miglior esperienza di visita al pubblico.

Quale o quali figure, tra gli addetti ai lavori, sono quelle  con cui l’exhibit designer si interfaccia maggiormente nel processo di ideazione di un allestimento?
Nel campo della fotografia contemporanea, solitamente, ci si interfaccia con curatore/curatrice e artisti/artiste per fare in modo che il progetto di allestimento rispetti l’argomento di mostra e tenga conto delle volontà di chi ha ideato il progetto fotografico. Allo stesso tempo, imprescindibile per la successiva fase di realizzazione, l’exhibit designer si interfaccia sia con i gestori dello spazio espositivo, per avere un’idea chiara di quelli che possono essere i limiti e le potenzialità della location, sia con i diversi fornitori che produrranno e monteranno la mostra. Il rapporto diretto con gli addetti al settore sopra elencati, permette di avere un quadro della situazione chiaro e complessivo per far sì che si rispetti il budget iniziale imposto dal cliente.

exhibit designer Andrea isola | Collater.al

La fotografia segue regole diverse rispetto alla classica opera d’arte scultorea o pittorica, anche solo per il fatto di essere, nella maggior parte dei casi, costituita da un semplice file. Come cambia l’approccio allo spazio espositivo quando si allestiscono mostre fotografiche?
Da un punto di vista creativo, partire da un semplice file lascia libero sfogo alle idee, soprattutto se pensiamo ai numerosissimi supporti su cui si può stampare una fotografia, dalla carta fotografica ai dibond, dal forex ai tessuti, dalla pellicola adesiva al legno, ecc.. che permettono la creazione di layout espositivi di ogni tipo. Ciò, però, non significa che non ci siano limiti o delle basi da rispettare. Il materiale e le dimensioni del formato di stampa devono essere valutate e scelte in base alla tipologia di progetto fotografico, allo spazio espositivo e al budget a disposizione. 

C’è un lavoro (fotografico) tra quelli che hai realizzato al quale sei particolarmente legato e per quale motivo?
Devo dire che, per aspetti differenti, sono molto legato ad ogni progetto che ho realizzato. L’ultimo, ad esempio, che ha inaugurato a gennaio 2023 alla Fondazione Mast di Bologna, è “Death by GPS” di Salvatore Vitale ed è stato un progetto di allestimento molto stimolante perché ha avuto una forte attenzione e coerenza tra tema di mostra, opere e spazio espositivo. Ogni elemento presente in mostra è stato pensato ad hoc, disegnato e realizzato su misura, dalle cornici in 3D alla struttura che divide lo spazio e fa da supporto agli schermi. Vederlo realizzato è stata una grande soddisfazione.

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Ph. credits Crates Design, Ivan Cazzola, MAST.

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Scritto da Laura Tota
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