Arte e AI: gli effetti sul futuro

Arte e AI: gli effetti sul futuro

Giorgia Massari · 8 mesi fa · Art

Si discute spesso dell’influenza dell’Intelligenza artificiale nel mondo dell’arte, un tema che assume una posizione vacillante e controversa in molti casi. Come noi, tanti altri si stanno chiedendo cosa comporti la presenza dell’AI in campo artistico. Se va a intaccare in modo negativo la creatività umana oppure se può avere la facoltà di diventare un vero e proprio medium. Questa volta è la Villa Reale di Monza ad ospitare una mostra che si pone questi interrogativi. Il progetto genAI, ideato da Francesco Stranieri e curato da Vittoria Mascellaro, ha inaugurato lo scorso primo settembre la mostra dal titolo “The Rights from Future Generations – A perspective on (A)rt and (I)nnovation” che rimarrà aperta fino a fine mese.

Francesco D’Isa, dalla serie “Errori”

Il progetto mette a confronto opere create senza il supporto dell’Ai con altrettante realizzate grazie all’Intelligenza Artificiale. L’intenzione è quella di approfondire e di discutere gli interrogativi etici in merito all’utilizzo di questo mezzo. Il focus è posto in particolare sugli effetti che l’AI sta avendo sulle nuove generazioni di artisti e dunque sul futuro dell’arte contemporanea. In questo senso, la prima parte del percorso è dedicata alle nuovissime generazioni. Un comitato di esperti ha infatti selezionato le opere di giovani artisti provenienti da istituti superiori, creando un dialogo con artisti più affermati, esposti nella seconda parte del percorso. 

Andrea Meregalli

Francesco D’Isa, Roberto Fassone e Andrea Meregalli sono i protagonisti di questa seconda sezione. Osservando le opere è chiaro come l’AI sia parte integrante della loro ricerca artistica, ma è necessario approfondirle per comprenderne l’utilizzo. Attraverso l’analisi delle opere in mostra e del loro processo creativo, emerge come l’AI diventi un vero e proprio mezzo senza sostituire creatività e genialità.

Nel caso di Francesco D’Isa, il focus è posto sull’errore. La sua produzione artistica si serve di Midjourney e/o di Stable Diffusion, due software text-to-image. Nella serie presentata a Monza – dal titolo “Errori” – D’Isa sottolinea il margine di errore di un mezzo non ancora del tutto affinato e sceglie di rendere protagonista proprio questo aspetto. «I lavori sono frutto di prompt sbagliati, ovvero costruiti in modo tale da dar luogo a immagini impreviste, inaspettate, in zone lontane dello spazio latente dell’AI.» – afferma Francesco – «Per molte persone questi bug sono, per l’appunto, errori. Ma a dimostrazione che nell’atto creativo umano é fondamentalmente una scelta e in esso risiede l’unica condizione necessaria del fare arte, ecco che gli errori diventano il risultato finale.»

Francesco D’Isa, dalla serie “Errori”

Roberto Fassone presenta  “And we thought”, un progetto che esplora il concetto di autorialità nell’arte, sfruttando un’intelligenza artificiale chiamata Ai Lai, sviluppata dallo stesso artista e da Sineglossa, capace di descrivere esperienze psichedeliche. Durante i suoi primi mesi di esistenza, ha prodotto numerosi resoconti di visioni sotto l’effetto di funghi allucinogeni, che includono immagini di cervelli frammentati, amici con occhi blu, alieni negli armadi e l’invenzione dell’arcobaleno. L’obiettivo è sfidare le concezioni tradizionali di autorialità nell’arte, chiedendosi “può un’intelligenza artificiale generare arte, attraverso visioni potentissime e poetiche, o è l’essere umano a esserne l’autore, avendo progettato l’intelligenza artificiale? O ancora, si tratta di un processo collettivo, di cui l’artista è soltanto il medium?”

Ai Lai, Roberto Fassone, And we thought, still da video, 2022 (creative commons)

Infine, Andrea Meregalli, artista e architetto solito ad utilizzare medium come acrilici, olio e smalti, propone un progetto su tela frutto della sua ricerca con l’AI. La sua attenzione verso le nuove tecnologie lo ha portato a sperimentare fin da subito il software dell’intelligenza artificiale in un’ottica di collaborazione. Partendo infatti da suoi schizzi, fotografie e disegni, Meregalli scrive i prompt con l’obiettivo di ottenere un risultato più inaspettato possibile, per creare “lavori che oscillano tra la casualità e il controllo maniacale.

Andrea Meregalli
Andrea Meregalli
Arte e AI: gli effetti sul futuro
Art
Arte e AI: gli effetti sul futuro
Arte e AI: gli effetti sul futuro
1 · 8
2 · 8
3 · 8
4 · 8
5 · 8
6 · 8
7 · 8
8 · 8
Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Collater.al Contributors · 1 giorno fa · Photography

Osserviamo i progetti di Lello Muzio già un pò. Prima in occasione dell’edizione di Liquida Photo Fest dell’anno scorso ma anche in occasione di S O S P E S A, un percorso composto da otto immagini di fotografia concettuale. Questa volta parliamo di lui in relazione a ‘Tintilia‘, un altro progetto fotografico che si ispira alla preghiera al vino, «con il quale eliminare gli affanni e cantare in una lingua che va al di là dell’umano». La protagonista è la ballerina Francesca Sara Spallone e questa serie di immagini e un vero e proprio omaggio alla sua terra, il Molise, e «alla sua remissiva e tribale saggezza» come ci dice Lello Muzio attraverso le parole di Antonio Mastrogiorgio.

Tintilia di Lello Muzio sarà in mostra anche nell’edizione di Liquida Photo Fest di quest’anno, dal 3 al 5 maggio a Torino.

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
Photography
Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
1 · 5
2 · 5
3 · 5
4 · 5
5 · 5
La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

Nata a San Pietroburgo, è da anni che Kira Gyngazova trascorre il suo tempo tra l’Asia e l’Europa, da Bangkok a Parigi. Questi continui trasferimenti hanno inciso non solo sulla sua vita, ma anche sulla sua fotografia. Infatti, è proprio quando si è trasferita la prima volta che Kira Gyngazova ha sentito la necessità di comprare una macchina fotografica e iniziare a catturare ciò che la circondava, nuovi volti, nuove strade, nuovi luoghi. 

Con il tempo, Kira ha spostato la sua attenzione sulle persone che vivono le città, cercando di mostrare come a volte la vita in grandi metropoli iper-popolate possa essere solitaria. La stessa Kira Gyngazova, ad ogni nuovo trasferimento, notava come fosse facile vivere in mezzo a milioni di persone e sentirsi comunque soli e come le città si trasformavano in deserti. 

Proprio per questo motivo i suoi scatti raccontano di locali semi vuoti dove ognuno vive in solitaria la propria esistenza, di persone sedute su un autobus o un traghetto con gli sguardi persi nel vuoto, circondati da altrettanti sguardi vuoti e indifferenti. 

Inoltre, la solitudine delle persone sembra avvolgere i luoghi, le stanze spoglie e monocolore, le fermate della metropolitana deserte.

Qui sotto puoi trovare alcuni scatti di Kira Gyngazova, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e il suo profilo Instagram

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
Photography
La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
1 · 20
2 · 20
3 · 20
4 · 20
5 · 20
6 · 20
7 · 20
8 · 20
9 · 20
10 · 20
11 · 20
12 · 20
13 · 20
14 · 20
15 · 20
16 · 20
17 · 20
18 · 20
19 · 20
20 · 20
Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Federica Cimorelli · 9 ore fa · Photography

Handra Rocha, in arte fotolucida, è una fotografa autodidatta messicana, di Tampico in Tamaulipas. La sua arte si concentra sull’autoritratto come mezzo di analisi, catarsi ed esplorazione interiore.

Disconnect to create from source.

Le sue fotografie, a colori o in bianco e nero, la vedono immersa in paesaggi naturali desolati dove è possibile entrare in profonda connessione con il circostante. Handra Rocha mescola fotografia, make-up, styling e set design e dà vita a immagini creative, equilibrate e sospese nel tempo.

– Leggi anche: I progetti fotografici di nudo artistico di Dawid Imach

Guarda qui una selezione delle sue opere, seguila su Instagram e visita il suo sito personale

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha
Photography
Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha
Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha
1 · 7
2 · 7
3 · 7
4 · 7
5 · 7
6 · 7
7 · 7
Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Anna Frattini · 4 ore fa · Photography

Di intersezioni fra il mondo dell’Intelligenza Artificiale e quello della fotografia ne abbiamo parlato tantissimo nel corso degli ultimi mesi, sopratutto in occasione di Photo Vogue e del contributo di Andrea Baioni nei visual di questo articolo di Laura Tota. Torniamo a riparlarne oggi con l’uscita del libro di Phillip Toledano, Another America – pubblicato da L’Artiere. L’artista parla di surrealismo storico commentando l’uscita di questo progetto, tutto da scoprire in questo progetto, in vendita dal 25 aprile.

Another America di Phillip Toledano è una storia inventata ambientata a New York. Un viaggio negli anni ’40 e re-immaginati attraverso l’AI e i brevissimi racconti di John Kenney – penna che avrete letto sul New Yorker. Questo libro nasce da una riflessione sulla verità e sulla situazione politica americana, il tutto in un paese consumato dalle teorie del complotto. Segue a ruota l’arrivo dell’AI che corrobora questo sentimento ed ecco Toledano, pronto a mettere in discussione anche la fotografia grazie all’aiuto del primo mezzo in grande di rendere tutto vero e niente vero.

«Per me, la cosa affascinante dell’IA è la possibilità di ciò che chiamo surrealismo storico. L’arrivo dell’intelligenza artificiale significa che ogni bugia può ora avere una prova visiva convincente. Possiamo ricreare il mondo come non è mai stato. Per ogni teoria del complotto, può esserci una prova visiva» racconta Phillip Toledano.

Credit Phillip Toledano – Another America courtesy of L’Artiere

Il surrealismo storico di Phillip Toledano
Photography
Il surrealismo storico di Phillip Toledano
Il surrealismo storico di Phillip Toledano
1 · 8
2 · 8
3 · 8
4 · 8
5 · 8
6 · 8
7 · 8
8 · 8