Style Quando Basquiat sfilò per COMME des GARÇONS
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Quando Basquiat sfilò per COMME des GARÇONS

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Andrea Tuzio

Glenn O’Brien, scrittore eccelso e amico intimo di Jean-Michel Basquiat, una volta scrisse: “Ha trattato i suoi costosi abiti europei come se fossero delle tute da lavoro, macchiandoli con gli schizzi colorati dei suoi dipinti. Ha trattato Armani come Dickies e Versace come Sears”.

Un omaggio al senso dello stile unico che l’artista americano possedeva, Basquiat era solito dipingere senza badare minimamente a ciò che indossava e gli è capitato di farlo fasciato in uno splendido completo Armani, Versace o Dior, magari appena rientrato da una notte passata allo Studio 54. 

Appassionato di moda e capace di miscelare, in modo del tutto involontario, capi classici e costosi e pezzi trovati nei mercatini delle pulci o nei piccoli negozi vintage, riusciva a mettere insieme haute couture e friperie.
Jean-Michele Basquiat possedeva un attitude e un’eleganza del tutto peculiari che lo hanno reso un iconoclasta degli anni ’80.

L’interesse e la conseguente curiosità per il mondo della moda spinse l’artista a volgere la sua attenzione verso il Sol Levante e la moda giapponese, che al tempo vedeva emergere alcuni dei più influenti stilisti di tutti i tempi come Issey Miyake, Yohji Yamamoto e Rei Kawakubo, la triade che costrinse la moda europea a una completa rivoluzione e a uno stravolgimento di molti canoni estetici dell’epoca.

La fondatrice di COMME des GARÇONS rimase talmente affascinata dalla capacità di Basquiat di veicolare e far spiccare la sua personalità artistica attraverso gli abiti che indossava, da chiedere al writer e pittore americano di sfilare per la sua collezione Spring/Summer 1987.

All’epoca Jean-Michel Basquiat era al massimo della sua notorietà, due anni prima era apparso sulla copertina del New York Times Magazine e il sodalizio con Andy Warhol rappresentava l’estetica newyorkese.

Lo show SS 87 di COMME des GARÇONS si svolse a Parigi e Basquiat “andò in scena” con quella sua eleganza inconsapevole e quella naturale nonchalance da far ammutolire l’intera platea. 

Indossò due completi abbastanza simili, uno era composto da una giacca grigia a doppio petto leggermente aperta sul petto, pantaloni tagliati al di sopra della caviglia e un paio di scarpe nere modello Mary Jane con fibbia, l’altro era identico ma con una giacca a doppio petto classica e un papillon, solo che stavolta non c’erano macchie di vernice.

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Scritto da Andrea Tuzio
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