Art Brandalism, la campagna contro i cambiamenti climatici
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Brandalism, la campagna contro i cambiamenti climatici

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Emanuele D'Angelo
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Dalla scorsa estate, esattamente da giugno 2019 l’Australia, o meglio la parte sud-orientale è tormentata da terribili incendi che ne compromettono la fauna, l’ambiente e mettono a rischio la vita di milioni di persone.
Gli incendi, scoppiati da giugno e amplificatisi nei mesi autunnali, hanno bruciato circa 16 800 000 ettari, distruggendo oltre 5 900 edifici, provocando tra l’altro la morte di un miliardo di animali.
Numeri e cifre impietosi, che non vorremmo mai leggere, e molte sono le iniziative per supportare e aiutare il Paese, avevamo già parlato di alcuni brand e delle loro collezioni ad hoc per l’Australia.

Da alcuni giorni però Brandalism, un collettivo di street artist australiani, ha deciso di aggiornare sullo sviluppo della situazione residenti e non, in tre diverse città, recuperando circa ottanta spazi pubblicitari.
Denunciando la poca previdenza e l’inattività del governo australiano verso i cambiamenti climatici attraverso il sovvertimento di messaggi di cartelloni pubblicitari, dando vita con ironia e sarcasmo a una feroce critica.

Ma al di là degli incendi, l’intervento parla più ampiamente dell’uso degli spazi pubblicitari in Australia.
Con un’unica azienda che controlla il 59% di tutte le vendite dei quotidiani, la campagna vuole mettere in discussione la posizione dei media e la copertura delle questioni relative al cambiamento climatico e di altri temi rilevanti.
Le opere infatti promuovono l’accesso diretto alle informazioni pertinenti, con oltre 30 enti no-profit che sostengono l’iniziativa.

È inoltre possibile consultare sul sito di Brandalism un manuale di
“vandalizzazione creativa” suddiviso in nove punti, di manifesti pubblicitari per coloro che sono interessati a recuperare spazi pubblicitari nelle loro città e andare contro il sistema consumistico e il monopolio della pubblicità negli spazi urbani.

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Scritto da Emanuele D'Angelo

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