Da qualche mese ad impazzare su Instagram, oltre a una quantità infinita di meme che non durano più di una giornata, ci sono due profili diversi che fanno, più o meno, la stessa cosa.
Sono Dude & Dudette with sign, rispettivamente Seth e Beth, lui venuto prima lei subito dopo, lui più ironico e meno impegnato lei, invece, più focalizzata su tematiche di rilevanza sociale.
Entrambi manifestano agli angoli delle strade con i loro cartelli tesi in aria, in mezzo ad una folla apparentemente, e forse anche realmente, disinteressata.
@Dudewithsign aka Seth, manifesta, più o meno, per qualunque cosa. Tematiche non proprio fondamentali per la nostra esistenza ma che, in realtà, almeno una volta ci hanno portato ad aprire polemiche senza riscontro.
Contro Netflix, ad esempio, che interrompe la visione del nostro film per chiederci se lo stiamo ancora guardando, contro le grandi catene che riempiono a metà la busta di patatine lasciandoci con la convinzione che avremmo dovuto averne di più, contro tutti i nostri device che ci mostrano adv di prodotti di cui abbiamo solo parlato con amici davanti a un caffè, ma soprattutto contro la tendenza di tutti i millennial e oramai di gran parte dei boomer, di pubblicare sui social media qualunque cosa.
Poi c’è lei @Dudettewithsign aka Beth, che manifesta in particolar modo a favore di tematiche legate all’emisfero femminile e alla posizione della donna nella cultura moderna.
Passa con semplicità e immediatezza dai dictat sull’aspetto fisico che influenzano gran parte delle adolescenti e a come i social media, con tutti i filtri di cui dispone, non aiutino una situazione già di per sé non semplice, alla disparità salariale fino a uno dei fenomeni più in voga degli ultimi anni, le dick pic non richieste.
Anche lei tiene alti i suoi cartelli agli angoli delle strade, ricordando alle donne che dalle relazioni tossiche si deve uscire e agli uomini che “no” significa “no” e che non deve essere ripetuto all’infinito per essere ascoltate.
Due profili d’impatto e molto seguiti che si lamentano per tutti noi e che, allo stesso tempo, ci permettono di dare sfogo alle nostre lamentele.
Sotto ogni post, infatti, le interazioni sono altissime e il commento più comune è un “lo penso anche io”.
Questi due millenial sono gli eroi di cui non sapevamo di aver bisogno? Questo forse è troppo, sicuramente però sono la dimostrazione del fatto che di cose da dire ne avremmo, il problema è trovare la voglia e la sede adatta per farlo.
















