CALM e un nuovo modo di parlare di salute mentale

CALM e un nuovo modo di parlare di salute mentale

Tommaso Berra · 11 mesi fa · Art

Una delle conseguenze dell’ultimo anno di pandemia e lockdown intermittenti, è stata una parziale apertura pubblica al dialogo sulla salute mentale. La condivisione sincera del proprio disagio interiore da parte di personaggi noti – penso per ultimi alle atlete Naomi Osaka e Simon Biles – hanno aiutato in parte a concentrarsi maggiormente sul modo con il quale si deve comunicare un argomento così delicato e allo stesso tempo comune.
Partendo proprio dalla ricerca di nuove strategie di comunicazione sul tema, l’associazione benefica inglese CALM (Campaign Against Living Miserably), si è affidata allo studio creativo Output per un rebranding completo del modo di farsi conoscere e di rivolgersi contemporaneamente a più persone.
CALM, che da anni si occupa di prevenire suicidi dando supporto a soggetti con problemi di salute mentale, sta quindi instaurando un nuovo tipo di dialogo, che si serve non più delle palette e dei Times New Roman di siti istituzionali respingenti e freddi, ma di poster, font accattivanti, infografiche e una nuova comunicazione social.
L’obiettivo è quello di veicolare messaggi che non passino inosservati, per questo vengono affissi lungo le strade, con colori tenui ma sgargianti, che catturino l’attenzione anche di coloro che sono più in difficoltà nell’ammettere o solamente riconoscere i segnali della depressione, che in Inghilterra ogni anno porta al suicidio 6000 persone, delle quali il 75% sono maschi.

L’iniziativa di CALM e Output non è un modo per affrontare ingenuamente il tema della salute mentale. Si tratta piuttosto di un tentativo di prevenire i casi di suicidio ampliando il pubblico di persone che volontariamente o accidentalmente vengono colpiti dalle grafiche bold e dagli slogan. L’utilizzo di parole precise e dirette come “suicidio”, non mascherate con sinonimi più morbidi, è un altro mezzo attraverso il quale arrivare al punto del problema nel modo più efficace e diretto possibile. Anche la scelta di utilizzare uomini e donne vere nei poster, non illustrazioni o disegni, ma facce in carne e ossa, umanizza e rende reale un problema che nel dibattito pubblico e privato qualche volta assume le sembianze di un entità astratta, o solo una debolezza.
Rivedere un nuovo modo, in primis visivo, con il quale siamo abituati a pensare al mondo delle terapie psicologiche è la grande intuizione di CALM. L’arte dei manifesti, per definizione accessibile a tutti, quando coinvolge tematiche sociali non deve solo suggerire la nascita di dibattiti o conservare memoria di persone e momenti, ma anche avere parole che arrivino piatte, inequivocabili tanto quanto rassicuranti. 

CALM | Collater.al
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @effyrose__, @niinque, @saraperacchia, @jus._._._, @nuovi_obiettivi_, @serenabiaginiph, @nellys.ph, @matti_b9, @franscescaersilia1, @kevin.ponzuoli.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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10 foto per scoprire Fiumefreddo Photo Festival

10 foto per scoprire Fiumefreddo Photo Festival

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Photography

Negli scorsi giorni ha inaugurato nel suggestivo borgo del basso Tirreno cosentino di Fiumefreddo Bruzio il Fiumefreddo Photo Festival. L’evento dedicato alla fotografia contemporanea è alla sua prima edizione e ospita artisti italiani e internazionali, oltre ad una sezione dedicata ai fotografi emergenti.
Fino al 10 settembre l’evento ospiterà gli scatti degli artisti, insieme a eventi, talk e workshop che approfondiranno il tema dell’edizione, intitolata “MIDWAY: between past and future”.
L’obiettivo dei progetti è quello di descrivere il tempo che ci appartiene ma anche di suscitare perplessità e innescare dubbi, approfondendo il tema della salvaguardia ambientale e climatica e alle ricadute culturali, politiche e sociali che questa innesca.

Fiumefreddo | Collater.al

Tra i nomi protagonisti del festival ci sono Misha Vallejo Prut, con il suo racconto della comunità indigena Kichwa di Sarayaku (in Ecuador), Marco Zorzanello e le sue immagini di come il settore del turismo stia reagendo agli effetti del cambiamento climatico e Gabriele Cecconi, in mostra con un’indagine fotografica sul micro-cosmo del Kuwait. Tra gli altri poi anche Giacomo d’Orlando e le sue serre subacquee, Fabian Albertini e Alex Urso.
La vincitrice della call dedicata ai fotografi emergenti è Bianca Maldini, che al festival presenterà “Una volta qualcuno mi disse”, progetto espositivo che nasce da una ricerca personale sull’incredibile, sull’irrazionale.
Dai uno sguardo a 10 delle migliori fotografie in mostra a Fiumefreddo Photo Festival, una terrazza sul mondo che si apre nel cuore del Mezzogiorno d’Italia.

Fiumefreddo | Collater.al
Alexandre Silberman
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Maria Giulia Trombini
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Gabriele Cecconi
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Giacomo D’Orlando
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Misha Vallejo
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Bianca Maldini
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Marco Zorzanello
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Francesca Corriga
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Alex Urso
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Fabian Albertini
10 foto per scoprire Fiumefreddo Photo Festival
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Esistono due diverse Hong Kong negli scatti di Cody Ellingham

Esistono due diverse Hong Kong negli scatti di Cody Ellingham

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Photography

Il fotografo neozelandese Cody Ellingham crede che esistano due versioni di Hong Kong: una reale che esiste con i suoi grattacieli monumentali e una che ricordiamo con affetto nei nostri ricordi. 
La serie “Fantasy city by the harbour” – dalla quale è nato anche un libro fotografico – nasce proprio dal tentativo di provare a capire come di possa tornare all’ “altra” Hong Kong, di cui rimangono solo i sogni e le atmosfere dense di neon e persone che freneticamente percorrono le strade della città asiatica.

Gli scatti mostrano principalmente l’architettura della città, studiata attraverso i momenti di calma della metropoli. Infatti non compaiono mai le persone, una sfida se si pensa che Hong Kong è una delle aree più densamente popolate del pianeta con i suoi 7 milioni di abitanti.
Nelle strade quindi rimane sono il silenzio, interrotto dal ronzio dei neon, che Cody Ellingham utilizza per accentuale l’effetto estetico degli scorci, come fossero scenografie di un film futuristico ambientato in una città iper tecnologica tra androidi e macchine volanti.
Il fotografo ha avuto modo di studiare la città durante i suoi frequenti viaggi, scegliendo i momenti di calma per rendere ancora più vivida e reale quella Hong Kong che persisteva nei suoi ricordi ma che era difficile ritrovare nella vita di tutti i giorni. La nebbia favorisce il clima di sospensione generale delle scene, i grandi billboard sembrano tv lasciate accese dopo essersi addormentati sul divano mentre le luci dei grattaceli smentiscono il tutto: la città non sta dormendo.

Cody Ellingham | Collater.al
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Esistono due diverse Hong Kong negli scatti di Cody Ellingham
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Il viaggio di Daniele Frediani tra i popoli nomadi del Kirghizistan

Il viaggio di Daniele Frediani tra i popoli nomadi del Kirghizistan

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Photography

È possibile per l’uomo urbano abbandonare ogni stimolo e servizio della città per ricongiungersi con un’idea di pragmatismo brutale dettata dalla natura? Il fotografo Daniele Frediani ha intrapreso un viaggio in Asia, in alcuni dei territori nei quali la verità del tempo e dello spazio sovrastano apparenze, consumo e debolezze della nostra società.

Frediani in Kirghizistan ha forse visto cosa accadrebbe se fossimo costretti a tornare a vivere come secoli e secoli fa, dipendenti dal ciclo della natura e da quello animale. Gli scatti della sua serie fotografica mostrano i nomadi Kirghizi mentre vivono eliminando ogni cosa superflua, diminuendo il margine di errore, di dubbio su cosa sia giusto o sbagliato. Quello che i protagonisti di queste foto hanno a disposizione è solo ciò che i loro animali hanno da offrire, mentre tutt’intorno ci sono solo grandi praterie ancora fredde nella zona del lago Song Kol.
Vivere con loro è un’esperienza che ti porta in un altro mondo, un mondo senza tempo e spazio: prima di internet e dei social media, prima della tecnologia e dell’elettricità” ha dichiarato Daniele Frediani.

Daniele Frediani | Collater.al
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Daniele Frediani | Collater.al
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