Design C’è un campionato mondiale per progettisti di acquari
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C’è un campionato mondiale per progettisti di acquari

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Tommaso Berra
acquari | Collater.al

Anche nella redazione di Collater.al durante il periodo di Natale è andato in scena uno dei riti più comuni tra uffici e compagnie di amici, il Secret Santa. Non è l’occasione per spiegare i motivi per cui chi scrive ha scelto di regalare a un proprio collega un pesce rosso, basta solo aggiungere che il job title di questo collega è “videomaker”, con riferimenti a una serie tv italiana ambientata sul set di un’altra serie tv molto italiana.
Ad ogni modo, appena introdotto il pesce si è presentato il problema di trovargli/le (come si riconosce il sesso di un pesce rosso? Dicono la forma delle pinne, sarà) una casa, un acquario che non fosse una sterile boccia sferica claustrofobica. Il giorno seguente Spigola (gender neutral?) aveva un cubo d’acqua con un bel fondale di sassi veri, due piante e il relitto di un Volkswagen bulli. Ci è sembrata una casa dignitosa, fino a quando non ho visto gli acquari progettati in occasione dell’International Acquatic Plants Layout Contest, il campionato mondiale per gli acquari con piante.

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Il concorso è arrivato alla sua ventunesima edizione, coinvolgendo 127 partecipanti selezionati tra oltre 2600 iscritti da tutto il mondo. Tra i concorrenti ci sono appassionati di ogni genere, che impiegano fino a sei mesi per progettare i loro allestimenti da migliaia di euro, in cui c’è un equilibrio tra natura e creatività. Come fossero scenografi gli acquicultori ricreano con le pinzette ogni centimetro del paesaggio subacqueo in cui la lunghezza delle piante e il realismo dell’allestimento, e il modo in cui viene fotografato, fa la differenza per la vittoria del montepremi di €7600.
I dieci giudici della gara tengono conto non solo della componente creativa e della bellezza degli acquari, ma anche di aspetti più legati alla vita dei pesci come l’equilibrio dell’ecosistema. Le specie di pesci sono importanti, ma devono riuscire a vivere in armonia con l’ambiente, in cui le proprietà chimiche dell’acqua sono un criterio indispensabile.

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L’International Acquatic Plants Layout Contest (IAPLC) si svolge in Giappone e nasce da un’idea di Takashi Amano, fotografo che a partire dagli anni ’70 ha viaggiato nelle foreste, tra Brasile e Gabon, per scattare serie fotografiche legate alla natura. La passione e la voglia di ricreare quei paesaggi lo ha spinto ad approfondire tecniche di giardinaggio tradizionali Giapponesi, portate poi sott’acqua con il massimo realismo. L’ultimo lavoro di Amano, diventato poi persona di culto per migliaia di appassionati, è stato realizzato nel 2015 per Oceanário de Lisboa. 160 tonnellate d’acqua, una vasca lunga 40 metri con 20 tonnellate di pietre vulcaniche, 46 specie di piante e 10000 pesci tropicali, chissà come starebbe bene Spigola.

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Scritto da Tommaso Berra
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